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L'Europa dei conigli felici

Le proposte del Parlamento europeo in tema di benessere animale e l'invito a trovare un punto di equilibrio con la redditività degli allevamenti. Nessuna normativa, al momento. Ma è solo questione di tempo

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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La trasformazione degli allevamenti dovrebbe essere accompagnata da adeguati sostegni economici
Fonte foto: jvl

E' una proposta ragionevole, calata nella realtà degli allevamenti, quella contenuta nella risoluzione degli eurodeputati in tema di benessere dei conigli.
Tutto nasce dalla discussione del documento messo a punto dal tedesco Stefan Eck, presentato il 25 gennaio scorso in Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che AgroNotizie ha anticipato il 18 gennaio.

Le conclusioni alle quali sono giunti i parlamentari europei parlano della necessità di incoraggiare gli Stati membri dell'Unione ad una graduale eliminazione di gabbie e batterie, da sostituire con metodi alternativi di allevamento e senza perdere di vista gli aspetti economici.

Promuovere la ricerca
Di qui l'invito dei parlamentari alla Commissione europea e ai singoli paesi, di incoraggiare la ricerca sui sistemi di allevamento in grado di migliorare il benessere dei conigli, cosa che va di pari passo con una più efficace prevenzione delle malattie, a sua volta strumento per ridurre l'impiego di farmaci e di antibiotici in particolare.

Un percorso, evidenziano gli eurodeputati, da seguire avendo come obiettivo l'equilibrio fra il benessere degli animali e la sua praticabilità economica. In altre parole non bisogna compromettere la redditività degli allevatori e la possibilità per i consumatori di acquistare carni di coniglio a prezzi accessibili.

Aiuti agli allevamenti
L'adozione di sistemi di allevamento più attenti alle condizioni di benessere degli animali comporta in ogni caso maggiori costi a fronte dei quali la Commissione europea dovrebbe adottare misure di sostegno per il settore cunicolo e al contempo promuovere il consumo di carni cunicole.

Import da governare
C'è poi il capitolo delle importazioni da paesi terzi. Si dovrebbe garantire in questi casi che le condizioni di allevamento rispondano ai requisiti previsti per le produzioni interne, sia per la sicurezza alimentare, sia per il rispetto del benessere animale.

Le prossime tappe
Per il momento solo indicazioni di massima e gli allevatori non dovranno precipitarsi a modificare i loro allevamenti. Tanto più che la proposta di una legge europea per fissare le norme minime da rispettare in coniglicoltura è stata bocciata, seppure con lo scarto di un solo voto (21 a favore, 22 contrari, due astenuti).

Ma di benessere dei conigli si continuerà a parlare nel dibattito europeo e il tema tornerà alla ribalta con tutta probabilità già nella prossima sessione plenaria in calendario dal 13 al 16 marzo 2017 a Strasburgo. Meglio tenersi pronti.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: carne import/export unione europea benessere animale conigli

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