L'impennata dei suini

I prezzi di mercato continuano a salire e migliora l'indice Crefis sulla redditività degli allevamenti. Mentre macellazione e stagionatura segnano il passo

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Anche il minor costo di mais e soia ha contribuito alla crescita dei margini degli allevamenti
Fonte foto: @ Angelo Gamberini - AgroNotizie

Il prezzo dei suini pesanti ha sfiorato quota 1,7 euro al chilo. Non accadeva da tre anni. A settembre, infatti, i prezzi dei suini pesanti da macello hanno raggiunto sulla piazza di Modena una quotazione media mensile di 1,699 euro/Kg, con variazioni positive sia a livello congiunturale (+4,4%) ovvero rispetto ad agosto, sia a livello tendenziale (+12,1%) ovvero rispetto a settembre dell'anno scorso. Il prezzo medio della Cun (Commissione unica nazionale) è stato pari a 1,711 euro/Kg.

L'aumento dei prezzi non ha mancato di riverberarsi sulla redditività dell'allevamento calcolata dall'indice Crefis, il Centro di ricerche economiche dell'Università Cattolica di Piacenza diretto da Gabriele Canali. Nei confronti di agosto questo indice è salito del 4,9% e del 5,4% nei confronti di settembre 2015.

Ma anche il calo dei prezzi di mais e soia ha contribuito alla crescita della redditività degli allevamenti. Nell'ultimo mese sono aumentati anche i prezzi dei suini da allevamento, che hanno segnato un +2,7% su base congiunturale e +18,7% su base tendenziale.

Peggiorano i macelli
L'impennata del mercato ha come conseguenza il deciso calo della redditività della macellazione di suini. L’indice Crefis indica per settembre una variazione pari a -5,2% rispetto ad agosto e -5% rispetto a settembre dell'anno scorso.
A pesare sulla remuneratività delle aziende di macellazione è stato l'incremento dei costi per l'approvvigionamento dei capi vivi; non è bastato a recuperare redditività il buon andamento del mercato dei tagli. A cominciare dalle cosce fresche pesanti destinate al circuito tutelato che a settembre sono arrivate a quotare 5,122 euro/Kg (Cun), in salita del 2,9% rispetto ad agosto, e addirittura del 14,5% su base tendenziale.

A settembre sono aumentati anche i prezzi delle cosce fresche destinate a produzioni non tipiche, con valori arrivati a 4,136 euro/Kg (Cun), ovvero +1,9% su base congiunturale e +15,5% rispetto al 2015. Fase negativa invece per i prezzi dei lombi taglio Modena, che alla Cun si sono fermati a 4,430 euro/Kg (-7,7% rispetto ad agosto e -1,6% rispetto all'anno scorso).

Scendono i Dop..
Tonici a settembre i mercati dei prosciutti stagionati. Il Parma pesante (9-11 Kg) è stato quotato a 9,750 euro/Kg, segnando un +2,3% rispetto al mese precedente e, da sottolineare, +16,6% nei confronti di settembre 2015, ormai valori record di medio periodo.
Nonostante questo, la redditività della stagionatura del Prosciutto di Parma pesante è scesa a settembre dell'1,1% rispetto ad agosto, ma resta del 6,9% più alta rispetto allo stesso mese del 2015.

...e salgono i “generici”
Al contrario, la remuneratività della stagionatura dei prosciutti pesanti generici ha mostrato a settembre un recupero su base congiunturale, con un +3,9% rispetto ad agosto, pur restando a livelli ben al di sotto di quelli del settembre dello scorso anno: -5,3%.

A seguito di queste variazioni, la redditività della stagionatura del Prosciutto di Parma Dop pesante continua a essere superiore rispetto all’omologo calcolato per le produzioni non tipiche anche se in maniera meno pronunciata rispetto ad agosto (+7,4%); e nel caso della tipologia leggera, il gap tra Dop e generico torna, dopo mesi, a essere negativo (-3%).

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