Corre il prezzo dei suini

Quotazioni ancora in rialzo e aumento della redditività degli allevamenti. Lo evidenziano le analisi del Crefis, che al contempo registrano un calo dei margini per i prosciutti tutelati

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L'aumento dei prezzi dei suini pesanti si traduce in un aumento dei costi per i macellatori, che vedono diminuire la redditività dei loro impianti
Fonte foto: krgjumper

E' proseguito anche in luglio il trend positivo per la suinicoltura italiana, sia in termini di mercato che di redditività. I prezzi dei suini pesanti da macello sulla piazza di Modena hanno raggiunto quota 1,475 euro/chilogrammo, ovvero +7,7% rispetto a giugno e, soprattutto, +8,5% rispetto a luglio dell'anno scorso (dato tendenziale).

Sale in parallelo anche l'indice di redditività dell'allevamento che il Crefis, (Centro ricerche economiche dell'Università Cattolica di Piacenza diretto da Gabriele Canali), calcola a +6% a luglio rispetto al mese precedente, e a +2,5% rispetto a luglio 2015.
A corollario c'è da registrare che prezzi e redditività sono stati in aumento anche lo scorso maggio e lo scorso giugno: se è ancora presto per parlare di tendenza positiva, è certamente un buon segno per la suinicoltura italiana.

Macelli con il segno meno
L'andamento verso l'alto dei prezzi dei suini si è tradotto in incremento dei costi per i macellatori, ripercuotendosi negativamente sulla loro redditività che a luglio, come calcola l'indice Crefis, è peggiorata del 2% rispetto a giugno e del 5% rispetto allo scorso anno.
E questo nonostante a luglio i corsi dei principali prodotti della macellazione siano stati in aumento. A cominciare dai prezzi delle cosce fresche pesanti per crudo tipico che alla Cun sono giunti a 4,783 euro/chilogrammo per un incremento del 6,8% rispetto a giugno e del 15,3% rispetto a luglio 2015.

In crescita, sempre a luglio, anche le quotazioni delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni non tipiche, con valori pari a 3,927 euro/chilogrammo (Cun) e variazioni a +7,9% su base congiunturale e a +20,8% su base tendenziale.
A completare il quadro c'è da registrare la quotazione di luglio dei lombi taglio Modena che alla Cun arriva a 4,300 euro/chilogrammo: un valore in recupero del 6,2% rispetto al mese precedente ma inferiore del 7,7% rispetto al luglio 2015.

"Parma" in discesa
A luglio i prezzi del Prosciutto di Parma stagionato sono aumentati del 2,5% rispetto a giugno, raggiungendo una quotazione media mensile di 9,275 euro/chilogrammo, pari ad un +20,8% rispetto allo stesso mese del 2015. Ciò nonostante, a causa dell'aumento dei prezzi delle cosce fresche, a luglio è scesa leggermente la redditività della stagionatura dei prosciutti tutelati: rispetto a giugno, la performance economica del Parma Dop pesante è peggiorata infatti dell'1,6%, ma resta ancora del 15% più elevata rispetto al luglio 2015.

Sale invece in misura significativa la redditività dei prosciutti pesanti non tipici: +6,7% su base congiunturale ma -12% su base tendenziale.
Si assottiglia così il gap di redditività tra prosciutti Dop e prodotti generici, pur rimanendo decisamente a favore delle produzioni tutelate.
A luglio la redditività del Prosciutto di Parma pesante è stata del 17,8% superiore a quella dei prosciutti non tipici, mentre a giugno il differenziale era del 27,7%.

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