One-health, know how medico-veterinario contro zoonosi emergenti e riemergenti

E' stato il tema della conferenza internazionale che l’Izsum, Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria-Marche, svoltosi a Perugia

Questo articolo è stato pubblicato oltre 10 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

izsum-jpg.gif

L’Istituto Zooprofilattico sperimentale Umbria Marche lancia l’impulso per una fattiva collaborazione tra veterinari e medici Perugia. 

“L’esplorazione dell’universo virus è appena iniziata – ha dichiarato Sandor Belak, dell’Istituto nazionale di Veterinaria svedese - ad oggi, solo il 5% dei virus sono più o meno conosciuti e caratterizzati e il rimanente 95% è ancora sconosciuto”. E’ uno degli interventi della conferenza internazionale che l’Izsum, Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria-Marche, ha organizzato a Perugia nei giorni scorsi con l’obiettivo di unire le competenze mediche e veterinarie nell’unico concetto di “one health”.

“E’ importante rafforzare i sistemi di prevenzione per migliorare la qualità di vita dei cittadini – ha dichiarato Franco Tomassoni, assessore alla Sanità della Regione Umbria - Prevenire le malattie in campo animale è importantissimo, perché sempre più spesso sono una problematica correlata direttamente alla salute dell’uomo”.

Durante l’incontro è stata presentata una carrellata dei diversi patogeni emergenti e ri-emergenti. Il West Nile, è un virus diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America, isolato nel 1937. I serbatoi da cui proviene sono gli uccelli selvatici e le zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione dell’infezione. José Manuel Sánchez Vizcaíno dell’Università Complutense di Madrid ha parlato dell’importanza degli uccelli e delle zanzare nell’epidemiologia della malattia, e ha sottolineato come il più grande problema e fattore condizionante nelle malattie da vettori sia il Global Warm. La temperatura è, infatti, un fattore molto importante in questa malattia. Ci sono stati 63 casi in Italia fino al 2010, ma da agosto a metà settembre 2011 c’è stata una vera esplosione (50 casi in un mese e mezzo).

Ilaria Capua, ricercatrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha ricordato come il virus influenzale H1N1 sia stato in grado di infettare praticamente tutto il mondo. Questo evidenzia l’importanza di avere più competenze e maggiori collegamenti tra i laboratori del mondo.  L’Izs Umbria Marche sta lavorando in questa direzione con diversi progetti nazionali e internazionali. In Italia c’è una stretta collaborazione con diverse strutture ospedaliere marchigiane e umbre per lo studio delle malattie gastroenteriche causate da entorobatteri, come la Salmonella.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 277.501 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner