Giovedì 12 febbraio 2026, il Parlamento Europeo ha adottato nuove misure per proteggere gli agricoltori europei dalle pratiche commerciali sleali degli acquirenti di prodotti agricoli.
Con un voto unanime (555 voti favorevoli, nessun voto contrario e 26 astensioni), i deputati hanno dato il via libera definitivo a nuove norme che obbligano le autorità nazionali a cooperare in materia di pratiche commerciali sleali, con l'obiettivo di garantire che gli agricoltori ricevano un'equa remunerazione per il proprio lavoro.
I casi di pratiche commerciali sleali transfrontaliere che danneggiano gli agricoltori e i piccoli imprenditori agricoli saranno quindi prevenuti, indagati e puniti. Le nuove norme devono ora essere adottate dal Consiglio dell'Ue. Si applicheranno 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Ue.
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La Direttiva sulle Pratiche Commerciali Sleali (Unfair Trading Practices, Utp), adottata nel 2019, mira a proteggere gli agricoltori da pratiche come i ritardi di pagamento o gli annullamenti con breve preavviso quando vendono i loro prodotti a grandi supermercati e aziende di trasformazione alimentare. Tuttavia, poiché circa il 20% dei prodotti agricoli e alimentari consumati nell'Ue proviene da un altro Stato membro, il nuovo Regolamento sulla cooperazione transfrontaliera tra le autorità responsabili dell'applicazione della Direttiva sulle Pratiche Commerciali Sleali mira a migliorare la cooperazione tra queste autorità nei casi di pratiche commerciali sleali in cui fornitori e acquirenti si trovano in Stati membri diversi.
Bloccare le pratiche commerciali sleali transfrontaliere "ex officio"
Per rafforzare la tutela degli agricoltori, la nuova legislazione consentirà agli Stati membri di intervenire automaticamente e porre fine alle pratiche commerciali sleali transfrontaliere di propria iniziativa, senza bisogno di un reclamo da parte di un produttore. Questo nuovo sistema replicherà il regime di protezione delle Indicazioni Geografiche nel mercato unico meglio conosciuto nel gergo comunitario come "ex officio".
Contrastare le pratiche commerciali sleali degli acquirenti extra Ue
Per impedire agli operatori di eludere la legge trasferendosi al di fuori dell'Ue, le nuove norme mirano anche a proteggere i produttori dalle pratiche commerciali sleali degli acquirenti (ad esempio, grandi distributori, catene di supermercati, grossisti e intermediari commerciali) extra Ue. Gli acquirenti registrati al di fuori dell'Ue dovranno designare una persona di contatto responsabile per l'Ue nel caso in cui venga aperta un'indagine nei loro confronti.
Questa persona sarà il punto di contatto principale per le autorità di controllo e sarà tenuta a facilitare le indagini sulle pratiche commerciali sleali.
Scambio transfrontaliero di informazioni
Il Regolamento consente alle autorità nazionali di controllo di informarsi reciprocamente sulle pratiche commerciali sleali o sul rischio che si verifichino, attraverso il sistema di informazione del mercato interno, un sistema informatico dell'Ue già esistente finalizzato allo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni di diversi Stati membri. Questo scambio ha lo scopo di avere un effetto deterrente e garantirà risposte rapide e coordinate per contrastare le pratiche commerciali sleali.
Bonaccini: "Un potente atto di giustizia economica e sociale"
Il relatore Stefano Bonaccini (S&d) ha dichiarato: "Abbiamo trasformato quello che avrebbe potuto essere un semplice documento amministrativo in un potente atto di giustizia economica e sociale. Stiamo quindi inviando un messaggio chiaro: gli agricoltori non saranno più costretti a sottomettersi alle richieste e ai comportamenti ingiusti dei grandi acquirenti e commercianti. Oggi l'Europa sta dimostrando di saper ascoltare e agire. Siamo al fianco di chi ha più bisogno di sostegno, rafforzando le tutele per i piccoli produttori e garantendo una filiera agroalimentare equa, trasparente e libera dallo sfruttamento".
Lollobrigida "Un'ottima notizia per l'Italia"
Il voto dell'Europarlamento è stato così commentato dal ministro italiano per l'Agricoltura, Francesco Lollobrigida: "Il via libera del Parlamento Europeo al Regolamento per il contrasto alle pratiche sleali, fortemente voluto e sostenuto dal Governo italiano, rappresenta un'ottima notizia per l'Italia e per l'Europa. Le nostre proposte sono state pienamente recepite grazie all'impegno degli Uffici del Ministero e dell'Icqrf, che hanno partecipato attivamente ai negoziati con le istituzioni europee. È un risultato che ci permette di proteggere le nostre eccellenze dando i mezzi per intervenire con maggiore efficacia a difesa dei produttori della filiera agroalimentare dalle pratiche sleali, anche oltre i confini nazionali, garantendo condizioni di equità nella concorrenza e nella sicurezza dei cittadini e il giusto reddito dei nostri agricoltori. È bello vedere l'Italia e l'agricoltura protagoniste in Europa".



















