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Dlgs 231/01, i reati delle imprese agricole - IX Parte

Corruzione. A cura di CICA Bologna, Assistenza tecnica e servizi per lo sviluppo delle imprese

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Analisi di un altro reato rientrante nell'elenco del Dlgs 231/01
Fonte foto: © Studio Porto Sabbia - Fotolia

Si dice spesso che uno dei principali problemi dell'Italia sia la corruzione.
Questo reato non riguarda soltanto il rapporto privato-Pubblica amministrazione, ma anche il rapporto tra privati.

Il reato della "corruzione tra privati" (art. 2635 c.c., da ultimo modificato con Dlgs. 38/2017) infatti, recita: "1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, di società o enti privati che, anche per interposta persona, sollecitano o ricevono, per sé o per altri, denaro o altra utilità non dovuti, o ne accettano la promessa, per compiere o per omettere un atto, in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedeltà, sono puniti con la reclusione da uno a tre anni. Si applica la stessa pena se il fatto è commesso da chi nell'ambito organizzativo della società o dell'ente privato esercita funzioni direttive diverse da quelle proprie dei soggetti di cui al precedente periodo. 2. Si applica la pena della reclusione fino a un anno e sei mesi se il fatto è commesso da chi è sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti indicati al primo comma. 3. Chi, anche per interposta persona, offre, promette o dà denaro o altra utilità non dovuti alle persone indicate nel primo e nel secondo comma è punito con le pene ivi previste".

In altre parole, il reato può essere commesso da colui che riveste il ruolo di amministratore, direttore generale, dirigente, sindaco, liquidatore, ma anche da chi esercita funzioni direttive diverse da quelle proprie dei soggetti di cui sopra.

Inoltre, questa condotta può essere commessa da colui che sia sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti indicati: in questo modo il dettato normativo sembra aprire a chiunque la possibile commissione del reato in esame.

La fattispecie di reato è estesa anche agli enti privati non societari e viene espressamente tipizzata la modalità di condotta per "interposta persona", con ulteriore fattispecie di responsabilità per l'intermediario, intraneo o estraneo, a seconda che venga in rilievo la corruzione attiva o passiva.

Ricordiamo che presupposto fondamentale della responsabilità amministrativa dell'ente è che l'ente medesimo abbia avuto interesse o comunque tratto vantaggio dalla commissione del reato da parte di un soggetto allo stesso riconducibile.

Assistenza tecnica e servizi per lo sviluppo delle imprese 
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