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Pomodoro da industria, l'accordo che al Sud ancora non c'è

L'azienda Princes sulla Puglia sta sottoscrivendo contratti con le Op per 90 euro/tonnellata sul tondo e 97 sul lungo, mentre Anicav non conclude la trattativa con le organizzazioni agricole. Mercuri (Alleanza cooperative agroalimentari): "Posizioni distanti ed inconciliabili"

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il prezzo non è la sola componente dell'accordo: occorre guardare anche alle dinamiche che condizionano la valorizzazione del prodotto finito sui mercati
Fonte foto: © Anicav

L'accordo sul pomodoro da industria tra associazione industriali conserve alimentari vegetali e parti agricole ancora non c'è.
Ma al di là delle dichiarazioni rese ieri, 13 marzo 2018, da Giovanni Mercuri, presidente dell'Alleanza delle cooperative agroalimentari, che parla di posizioni ancora "distanti ed inconciliabili" tra organizzazioni agricole e l'associazione confindustriale, si fa largo una base di lavoro per una proposta, visto che un'importante azienda di trasformazione con base in Puglia, la Princes, sta già sottoscrivendo accordi con le Op sue fornitrici. Accordi a 90 euro alla tonnellata per il pomodoro tondo e 97 per il lungo. Stesso ultimo prezzo per il tondo precoce, e 160 euro per il pomodorino. Una particolarità: a questo prezzo l'azienda sta chiudendo accordi solo per le partite provenienti dalla Puglia, con l'evidente scopo di abbattere i costi di trasporto.

"Inconciliabili e ancora molto distanti risultano ad oggi le posizioni dell'industria e della parte agricola nella trattativa in corso per l'accordo interprofessionale per la campagna di trasformazione del pomodoro da industria nel Centro Sud" ha affermato Giorgio Mercuri.

"Trovo alquanto contraddittorio - ha spiegato Mercuri - che da una parte si parli di valorizzazione del prodotto e di riconoscimento della Igp per il pomodoro pelato e dall'altro non si vuole riconoscere alla parte agricola un prezzo adeguato che tuteli il reddito degli agricoltori e li preservi dal rischio di produrre sottocosto".

"Considero inoltre inaccettabile che la crescita e lo sviluppo di un comparto così vitale per l'economia del Mezzogiorno non debba passare anche e soprattutto attraverso una equa remunerazione dei produttori e dei lavoratori impiegati nella filiera" ha continuato il presidente. "Non dimentichiamo che la battaglia del caporalato è ancora tutta da vincere e con il peggioramento dei redditi e dei salari si va a minare l'etica e la sostenibilità di tutta la filiera". 

Il presidente Mercuri, infine, ha evidenziato come "il ritardo nel definire un accordo porti anche ad una maggiore difficoltà da parte dell'agricoltore nella scelta della tipologia di pomodoro a cui l'industria conserviera è maggiormente interessata".

Eppure, a ben vedere, nonostante esistano ancora delle difficoltà per concludere un accordo valido per tutto il Centro-Sud Italia, una base di discussione esiste. La Princes ha definito un accordo con la maggioranza delle Op sulla Puglia - con modalità di consegna "Franco azienda produttore messo su camion" - che in una forchetta tra 90 e 97 euro/tonnellata, mette dentro il grosso della produzione di pomodoro per l'industria.

Il prezzo resta un elemento decisivo per l'accordo, ma è del tutto evidente, a ben leggere le parole di Mercuri, che forse occorre che la controparte industriale affini ancora meglio l'offerta sul piano della valorizzazione del prodotto finito: specie all'estero sempre più catene della Gdo richiedono, ad esempio, il superamento degli audit etici sulle condizioni di lavoro dei dipendenti delle aziende agroalimentari. Elemento che in un prodotto come il pomodoro pelato potrebbe essere esteso al lavoro in azienda agricola, in modo da dare un valore aggiunto etico ulteriore al prodotto, tale da aprire nuove prospettive di mercato.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: organizzazioni agricole prezzi organizzazioni di produttori accordo

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