Scompare anche in Campania la tassa di concessione per la trebbiatura del grano, istituita con un Regio Decreto: a cancellarla la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Campania n. 2 del 4 gennaio 2017 della Legge regionale 4 gennaio 2017, n. 1. “Disposizioni regionali in materia di semplificazione dell’attività agricola. Modifiche alla legge regionale 8 agosto 2016, n. 22 (Legge annuale di semplificazione 2016. Manifattur@ Campania: Industria 4.0)”, di un solo articolo.

La norma – ormai obsoleta – prevedeva una tassa sulla trebbiatura e sgranatura dei cereali e delle leguminose, legata alla licenza per effettuare tale operazione, ed era stata istituita nel 1942 per incrementare le entrate del Paese in guerra. La norma imponeva inoltre, oltre alla tassa, un gravoso iter per il rilascio delle concessioni a contoterzisti ed agricoltori in possesso di mietitrebbie.
 
La legge approvata dal Consiglio regionale va nella direzione della sburocratizzazione e semplificazione della pubblica amministrazione e, soprattutto, risponde alle moderne esigenze delle imprese agricole.

La nuova norma modifica la legge regionale della Campania 8 agosto 2016 n. 22 (Legge annuale di semplificazione 2016 ). Dopo l’articolo 12, è aggiunto il 12 bis (Semplificazioni in materia di attività agricole): “Al fine della semplificazione dei procedimenti amministrativi e dei conseguenti adempimenti burocratici a carico degli addetti ad attività agricole o connesse con l’agricoltura – è scritto nella nuova norma - per l’esercizio dell’attività di trebbiatura e sgranatura meccanica dei cereali e delle leguminose, di cui al regio decreto - legge 23 aprile 1942, n. 433 e al decreto legislativo luogotenenziale 3 luglio 1944, n. 152 (Disciplina per l'esercizio e l'incoraggiamento della trebbiatura e sgranatura a macchina, o con altri mezzi e sistemi, dei cereali e delle leguminose) - non è richiesta alcuna licenza o concessione regionale”.

La norma, eliminando la licenza o concessione, abolisce di diritto anche la tassa di concessione goverantiva, che le modifiche al Titolo V della Costituzione avevano regionalizzato.