Vino, domini: "Preoccupazione del Parlamento Ue per la liberalizzazione"

Schulz scrive all'Icann. De Castro: "Il rischio è che vengano utilizzati da imprese che nulla hanno a che vedere con i vini di qualità delle denominazioni indicate"

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Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Ue
Fonte foto: © Pietro Naj-Oleari - European Union 2013 - European Parliament

La preoccupazione espressa dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo in merito alla possibile liberalizzazione dei domini web .wine e .vin da parte dell’Icann, Internet corporation for assigned names and numbers, organizzazione con sede a Los Angeles che si occupa della gestione e assegnazione, a livello mondiale, dei nomi a dominio in internet) si è tradotta in una lettera che il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz ha inviato lo scorso mercoledì 19 marzo alla Corporation statunitense.

Oggetto della missiva i rischi derivanti dalla possibilità di concedere a terzi i nomi a dominio “premium”, il cui contenuto non è specificato, e che potranno essere venduti all’asta al migliore offerente. “Abbiamo sottoposto all’attenzione del presidente Schulz - ha spiegato Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Ue - il rischio che la liberalizzazione di nomi a dominio contenenti celebri indicazioni geografiche (ad esempio chianti.wine, bordeaux.vin, rioja.wine) vengano utilizzati da imprese che nulla hanno a che vedere con i vini di qualità delle denominazioni indicate, rischio che si tradurrebbe in un’errata informazione al consumatore fuorviato dai domini utilizzati. Le aziende del settore vitivinicolo - ha proseguito De Castro - potrebbero essere oggetto di atti di pirateria informatica, concorrenza sleale, abusi e appropriazione fraudolenta dell’indicazione geografica stessa. Un rischio che è necessario e urgente scongiurare per continuare a garantire e tutelare le eccellenze di questo settore nel mondo”.

La lettera di Schulz fa seguito a una comunicazione della Commissione europea inviata all’Icann lo scorso 3 febbraio. “Come ha precisato il presidente Schulz, se le posizioni delle istituzioni comunitarie non saranno ascoltate - ha concluso De Castro -, il Parlamento europeo darà pieno sostegno alla Commissione Ue e agli Stati membri nel chiedere il rigetto dei due domini”.


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