Puglia, si riaccende lo scontro sul prezzo del latte bovino

Confindustria contesta la delibera di approvazione di Regione Puglia del Protocollo del 7 ottobre, perché fuorviante. Contiene un riferimento a prezzo fisso contro cui si era pronunciata l'Antitrust. Insorgono Confagricoltura e Coldiretti

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Pentassuglia (in foto) firma il protocollo d'intesa sul latte. L'assessore ha riconvocato le parti firmatarie dell'accordo per oggi, insieme ai rappresentanti della gdo
Fonte foto: Regione Puglia

Oggi, 9 novembre 2021, l'assessore alle Politiche Agricole della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, incontra nuovamente le parti della filiera del latte bovino, perché sussistono severi problemi d'interpretazione del protocollo d'intesa sul prezzo del latte alla stalla siglato solo il 7 ottobre scorso.

Pentassuglia ha convocato tutte le parti firmatarie dell'accordo, più la grande distribuzione organizzata, dopo aver assunto una durissima presa di posizione contro i trasformatori, invitando gli allevatori a non consegnare il latte in caso di mancata applicazione dell'accordo da parte delle imprese aderenti alle parti firmatarie del protocollo. L'incontro si tiene oggi, a poche ore dal fallimento a Roma della mediazione del ministro Stefano Patuanelli per un accordo nazionale sul prezzo del latte alla stalla tra organizzazioni agricole e la controparte industriale, che alla fine ha deciso di non firmare.


Confindustria Puglia, il protocollo non fissa il prezzo soglia

Ecco perché anche il Protocollo d'intesa firmato in Puglia un mese fa scricchiola e viene disatteso dalla controparte industriale. Confindustria Puglia, dopo alcune prese di posizione delle organizzazioni agricole pugliesi, che manifestavano già nelle scorse settimane contro la mancata applicazione del protocollo, ha contestato a Regione Puglia il fuorviante utilizzo di una tabella che rapporta prezzo a qualità, dalla quale si desumeva un prezzo alla stalla base di 0,44 euro al litro, al di sotto del quale, sulla base dei costi sostenuti dagli allevatori, non si potrebbe scendere. Un prezzo per altro comunque variabile, perché legato ai costi stimati periodicamente da Ismea.

"Il riferimento alla tabella qualità è fuorviante - secondo quanto scritto da Confindustria Puglia, in una nota pubblicata dal Quotidiano di Bari il venerdì 5 novembre 2021 - non solo perché oggettivamente contrasta con le indicazioni dell'Antitrust (divieto di fissare un prezzo Ndr), ma anche perché la stessa non è parte integrante del protocollo: il suo inserimento nella delibera regionale di approvazione del protocollo è una scelta fatta autonomamente dalla Regione ma non è stata oggetto di nessuna condivisione in sede di sottoscrizione".

Per altro Confindustria Puglia ha sottolineato che "Il protocollo prevede inoltre un preciso impegno della Regione Puglia di coinvolgere nel confronto anche la grande distribuzione, se è vero che i costi sono drammaticamente aumentati, questo vale sia per gli agricoltori che per gli industriali della trasformazione" con ciò alludendo alla pratica della gdo d'imporre a sua volta prezzi bassi di acquisto su tutti i prodotti, anche quelli lattiero caseari.


Confagricoltura Puglia, pronti a bloccare le stalle

Ne sono quindi seguite, sin da venerdì scorso le durissime reazioni delle organizzazioni agricole: "Confagricoltura Puglia è pronta ad aderire al blocco dell'uscita del latte dalle stalle. A circa un mese dalla firma del protocollo d'intesa sul prezzo del latte in Puglia, non si registra da parte dei trasformatori nessuno sforzo a rispettare gli accordi sottoscritti dai loro rappresentanti di categoria" ha scritto l'organizzazione in una nota.

"Appoggiamo dunque l'ultimatum lanciato dall'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia Donato Pentassuglia e siamo pronti a prendere parte alla protesta per due ordini di motivi. Il primo - sottolinea Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia - è perché va a favore di un impegno etico preso nei confronti degli allevatori pugliesi, sino a oggi costretti a sottostare a regole di mercato capestro, con pagamenti da parte dei trasformatori ben inferiori al costo di produzione del latte"."Il secondo è legato al protocollo sottoscritto e al suo rispetto - sottolinea il presidente di Confagricoltura Puglia - l'accordo che sancisce chiaramente il pagamento etico del latte, e mai al di sotto dei costi di produzione, è stato sottoscritto e firmato da tutti, da noi rappresentanti dei produttori e dai rappresentanti dei trasformatori. È impensabile che un accordo venga disatteso con tanta incuranza a pochi giorni dalla firma".


Coldiretti, è ora di adeguare i prezzi ai costi

Coldiretti, nel ricordare come in un anno sono state chiuse in Puglia oltre 120 stalle ha sostenuto come le imprese siano ormai allo stremo "a causa di compensi ormai da troppo tempo al di sotto dei costi di produzione". Coldiretti Puglia ha chiesto un'assunzione di responsabilità della filiera tra allevatori, industrie e distribuzione per salvare il latte e le stalle di Puglia, perché non c'è più tempo. "Il prezzo del latte alla stalla in Puglia deve necessariamente essere al di sopra dei costi di produzione, quando nella forbice tra produzione e consumo ci sono margini da recuperare per garantire un prezzo giusto e onesto che tenga conto dei costi degli allevatori e la necessaria qualità da assicurare ai consumatori", ribadisce il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Questo articolo è stato modificato dopo la pubblicazione: l'incontro non si tiene nel pomeriggio di oggi, 9 novembre 2021, ma nella mattinata di oggi

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