Dalla ricerca Boehringer Ingelheim un nuovo aiuto per la messa in asciutta

Dopo il lancio nella scorsa primavera del nuovo sigillante interno, il colosso farmaceutico tedesco ha immesso sul mercato Bovikalc® Dry, il mangime minerale in bolo che serve a ridurre la produzione di latte dopo l'interruzione della mungitura e a dare sollievo all'animale

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La somministrazione del bolo riduce l'ingorgo mammario, limitando il dolore alla mammella e il rischio mastite

Per le nostre vacche da latte la messa in asciutta è un evento doloroso e stressante. Soprattutto nelle bovine di razza Holstein, che non di rado a fine lattazione risultano ancora molto produttive. Infatti, indifferentemente dal metodo impiegato dall'allevatore per la messa in asciutta, per alcuni giorni l'animale continua a secernere latte, e il suo accumulo in mammella provoca la distensione dell'organo fino a dare luogo al cosiddetto "ingorgo mammario".

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Una situazione caratterizzata da un lato dall'aumentato rischio di gocciolamento, che a sua volta apre la strada alla penetrazione dei batteri e a un incremento del rischio mastite (impatto sullo stato sanitario), e dall'altro da un aumento della pressione intramammaria e dalla presenza di una reazione di tipo infiammatorio che provoca dolore e malessere, con riduzione del tempo dedicato al riposo (impatto sul benessere).

Oggi, grazie alla ricerca Boehringer Ingelheim, gli allevatori italiani hanno a disposizione Bovikalc® Dry, un innovativo mangime in bolo a base di sali anionici che aiuta a gestire il problema della produzione di latte nei primi giorni dell'asciutta, diminuisce la pressione intramammaria e aumenta il tempo dedicato al riposo.


Meccanismo d'azione

Bovikalc® Dry contiene infatti cloruro di calcio, solfato di calcio e cloruro di ammonio, sali anionici che se da un lato non risultano particolarmente appetibili (di qui la scelta del bolo), una volta liberati nel rumine e assorbiti provocano uno stato di lieve acidosi metabolica che si ripercuote sull'intero organismo.

Di qui un duplice effetto: l'animale non soltanto riduce il proprio consumo di sostanza secca, che contribuisce al calo della produzione lattea, ma il mutato equilibrio acido-base ostacola soprattutto il trasporto del glucosio all'interno delle cellule secernenti degli alveoli mammari; cala quindi la produzione di lattosio e dunque i volumi produttivi. Vengono quindi a mancare le condizioni che portano all'ingorgo mammario e alle sue negative ripercussioni sul fronte dello stato sanitario e del benessere animale.

Per ciò che riguarda la posologia, la casa produttrice consiglia di somministrare due boli alla messa in asciutta oppure due boli nelle otto-dodici ore precedenti.

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a cura della redazione

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Fonte: Allevatori Top

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Tag: latte bovini mangimi zootecnia

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