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Basilicata, riconosciute le Pratiche locali tradizionali

La regione sbloccherà così i pagamenti Agea perchè ha identificato tutte le particelle dichiarate dagli allevatori tra 2015 e 2017 nella Domanda unica per la Pac riconoscendole ai fini della loro ammissibilità

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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I pascoli nei boschi sono una Plt riconosciuta dalla Ue ma le aree dove insistono vanno indicate altrimenti i pagamenti si bloccano
Fonte foto: © Angelo Gamberini - AgroNotizie

La Regione Basilicata ha identificato tutte le particelle dichiarate dagli allevatori negli anni 2015, 2016 e 2017 nella Domanda unica per la Pac riconoscendole, ai fini della loro ammissibilità, come superfici interessate da Pratiche locali tradizionali: i pascolamenti in aree boschive, diffusi in molte aree del Mezzogiorno d'Italia.

Questo permetterà ad Agea di sbloccare e pagare le pratiche di Domanda unica degli anni 2016 e 2017 che presentavano l'anomalia Plt. Lo ha reso noto venerdì 13 aprile 2018 l'assessore alle Politiche agricole e forestali della Regione Basilicata, Luca Braia mediante una nota diffusa alla stampa.

"E' una ottima notizia per la zootecnia della Basilicata – commenta Braia - che presenta una superficie forestale di oltre 355mila ettari, con la reinterpretazione delle complesse norme di gestione delle Pratiche locali tradizionali si sbloccano i pagamenti Pac da parte di Agea per gli allevatori che praticano il pascolamento di mandrie e greggi secondo la pratica locale tradizionale della conduzione in aree boscate e di macchia mediterranea, come nel caso specifico del bovino podolico al pascolo da parte di tantissime aziende a vocazione zootecnica montana esistenti in Basilicata".

E' stata infatti approvata dalla Giunta regionale della Basilicata la delibera per l'identificazione delle superfici regionali interessate al pascolamento secondo Pratiche locali tradizionali riconosciute destinatarie di contributi su misure agroambientali. Nel caso della Regione Basilicata si tratta di migliaia di particelle di terreni interessate da Plt che oggi potranno godere dei premi e contributi Pac.

"La Regione Basilicata identifica quindi, a seguito di una puntuale istruttoria, tutte le particelle dichiarate dagli agricoltori negli anni 2015, 2016 e 2017 nella Domanda unica riconoscendole, ai fini della loro ammissibilità, come superfici interessate da Pratiche locali tradizionali (Plt) per poi trasmettere la banca dati al Sian che provvederà ad inserirle nel Sipa - continua Braia - una operazione che permetterà lo sblocco e il pagamento delle pratiche di domanda unica degli anni 2016 e 2017 che presentavano l'anomalia Plt".

"La classificazione delle particelle che, attraverso gli uffici dipartimentali, abbiamo fornito ad Agea - conclude Luca Braia - potrebbe essere oggetto di successive integrazioni poiché siamo in attesa da parte del Sin di ricevere un ulteriore elenco di superfici che, a seguito della procedura di refresh, rientrano alla originaria classificazione di bosco non pascolabile".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: pac bovini ovini pascoli montagna zootecnia

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