Salumi italiani sempre più social

Dall’Istituto valorizzazione salumi italiani alla mortadella Bologna, dal prosciutto di Modena alla bresaola della Valtellina: l’informazione passa dal web

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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La pagina Facebook di SalumiAmo

Gli italiani usano sempre di più i social media e il mondo dei salumi italiani si adatta. Nascono delle vere e proprie piattaforme social, ovvero degli spazi virtuali dove gli utenti, oltre ad entrare in contatto tra di loro, possono fruire senza filtri delle informazioni messe a loro disposizione. Possono conoscere le attività di un Consorzio, i dettagli sul prodotto che tutela, la sua storia, la tradizione che lo ha portato fino a noi e l’impegno quotidiano dei produttori; sono in grado, inoltre, di interagire direttamente con la fonte, commentando quando condiviso da essa.

Però, a differenza di pagine e profili creati per scopi commerciali e gestiti dalle aziende, le rappresentanze istituzionali del mondo dei salumi, hanno dovuto strutturare la propria presenza sul web in modo da poter raccontare il prodotto con uno stile del tutto nuovo, creando community virtuali interessanti per chi spesso scopre di sapere ancora troppo poco di questi prodotti.

SalumiAmo®, una delle prime pagine social create dall’Istituto valorizzazione salumi italiani (Ivsi), con i suoi oltre 26mila fan, è un esempio di come ci si possa appassionare e seguire il mondo dei salumi. L’Ivsi ha realizzato anche il canale Youtube SalumiamoTv che conta 1500 iscritti con un totale di 950mila visualizzazioni dei video pubblicati.

Altre esperienze positive arrivano anche dal mondo dei salumi tutelati. Il Consorzio mortadella Bologna, per esempio, utilizza Twitter, Facebook, Instagram e Youtube  per tenersi in contatto col pubblico di appassionati, per proporre ricette, segnalare eventi a cui partecipa nel corso dell’anno, fino ad arrivare a trasmettere una diretta via web dell’evento MortadellaBò, la festa che si tiene ogni anno a Bologna nel mese di ottobre. Oppure il Consorzio di tutela bresaola della Valtellina che, tramite la pagina Facebook, offre spunti creativi in cucina con l’aiuto di una foodblogger e propone le cosiddette “pillole del nutrizionista”, brevi interventi di carattere nutrizionale dove un esperto consiglia, per esempio, come consumare la bresaola in una dieta corretta.

Ma ancora, il Consorzio del prosciutto toscano Dop, che tiene informati i fan su Twitter e Facebook circa le manifestazioni a cui partecipa il Consorzio e che, nel dicembre scorso, ha indetto il concorso fotografico “La vetrina più bella del Natale 2015”, aperto a tutti gli operatori del dettaglio tradizionale o della ristorazione. Ulteriori spunti arrivano dalla pagina Facebook del Consorzio zampone Modena cotechino Modena Igp che pubblica divertenti illustrazioni e diffonde le informazioni sui salumi che tutela, con l’obiettivo di condividere ricette originali ed innovative, per portare cotechino e zampone sulle tavole italiane non solo nel periodo natalizio.

Come non ricordare poi il salame cacciatore, il salame italiano Dop più amato che su Facebook ha oltre 20mila fan a cui sottopone divertenti quiz, ma anche ricette semplici e veloci per spuntini in compagnia, senza dimenticare di informarli sugli aspetti nutrizionali del prodotto. Il Consorzio salumi Dop piacentini, invece, ha un proprio sito dove racconta la storia dei tre salumi Dop e dà la possibilità di scaricare una serie di pubblicazioni interessanti come “I salumi piacentini nella storia” o “L’analisi sensoriale dei salumi piacentini Dop”; ha comunque anche una pagina Facebook con circa 3mila fan. Ultimo ingresso nel mondo dei social è stato quello del prosciutto di Modena Dop che comunque, su Facebook, conta già 5mila fan con cui condivide idee creative e ricette, ma anche informazioni sulla storia del Consorzio.

Diverso invece l’esempio dello speck dell’Alto Adige Igp che ha scelto di fare sistema con gli altri prodotti tipici della zona Sud Tirolo e promuovere sui social media in Italia e nel mondo (con la versione inglese del profilo Twitter), un esempio di coesione territoriale delle produzioni agroalimentari, per creare un filo diretto fra gli utenti e un intero paniere di prodotti tradizionali.

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