Fedagri Lombardia: "Con l’embargo russo persi 15 milioni di euro"

Il presidente Perini: "Grana Padano e Parmigiano Reggiano i formaggi più colpiti"

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Fedagri Lombardia: 'L’export totale per i prodotti lattiero-caseari è di circa 45 milioni di cui 15 solo delle due Dop'

La Russia è tra i principali mercati di sbocco per i formaggi italiani e in particolare per il Grana Padano e per il Parmigiano Reggiano. L’export totale per i prodotti lattiero-caseari è di circa 45 milioni di cui 15 solo delle due Dop”. Così ha esordito Fabio Perini presidente di Fedagri Confcooperative Lombardia al convegno “Mercati, lotta alla contraffazione ed evoluzione della normativa internazionale di Grana Padano e Parmigiano Reggiano” che si è tenuto a Mantova alla Cciaa organizzato da Fedagri Confcooperative Lombardia con Regione Lombardia e Camera di commercio di Mantova.

"La sospensione dell’ammasso privato da parte della Commissione europea avvenuta in questi giorni non fa che aggravare una situazione già molto preoccupante - ha proseguito Perini - che non aiuta certo il già complesso e volatile andamento dei mercatiSul totale di 155 mila tonnellate di formaggio, a stagionatura minima di 2 mesi ammissibili all’ammasso previste dal Regolamento, dall’Italia sono infatti arrivate richieste per circa 84 mila tonnellate a fronte delle circa 7.200 ton solitamente esportate in Russia”.

"Abbiamo bisogno di strumenti che strutturalmente ci permettano di programmare l'attività delle nostre imprese agricole, delle nostre cooperative, meglio se con una visione estesa a tutta la filiera - ha dichiarato Maurizio Ottolini, presidente di Confcooperative Lombardia - siamo di fronte a paradigmi completamente nuovi, a scenari in continua evoluzione, e tutto ciò va oltre il pur centrale sistema dei formaggi duri Dop. I consumi interni segnano dati negativi molto preoccupanti, le dinamiche e i mercati internazionali sono sempre più complesse e imprevedibili, il cambiamento climatico in atto complica l'attività quotidiana ed è spesso fautore di problematiche, ad esempio di carattere fitosanitario, sempre più ingestibili - questi sono solo alcuni dei motivi per cui è sempre più difficile elaborare strategie condivise - ha concluso Ottolini - per questo noi dobbiamo necessariamente sviluppare e spesso ripensare il posizionamento di ciascuna delle nostre filiere, la politica e le istituzioni devono però rendere disponibili strumenti efficaci, flessibili e strutturalmente adeguati".

Al Convegno hanno partecipato Giovanni Fava assessore all’Agricoltura Regione Lombardia, Daniele Rama Università Cattolica del Sacro Cuore, Giorgio Bocedi Gb Avvocati Reggio Emilia, Stefano Cattaneo Dipartimento per gli Alimenti, la nutrizione e l’ambiente (Defens) dell’Università degli Studi di Milano, Cesare Baldrighi presidente Consorzio Grana Padano, Piero Gattoni vice presidente Consorzio Parmigiano Reggiano, Luigi Cremona esperto enogastronomico, Alberto Righi vice presidente Confcooperative Mantova.

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