Suini senza soldi

Si assottigliano i redditi dei suinicoltori. Lo evidenziano i dati raccolti ed elaborati dal Crefis

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Allevare suini rende sempre meno
Fonte foto: alan cleaver

Allevare suini rende quasi il 20% in meno rispetto ad anno fa. E' la conseguenza del calo che anche in aprile si è registrato per l'indice della redditività, sceso del 7,1% rispetto a marzo, mese che pure si era presentato con il segno meno rispetto a febbraio. Di flessione in flessione, l'indice predisposto dal Crefis   – Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole dell’Università Cattolica del S.Cuore – è giunto ad evidenziare un calo tendenziale del 18,3% su base annuale.
Oltre a un lieve aumento dei costi di produzione, a causare questo andamento negativo c’è il calo dei ricavi dovuto al pronunciato deprezzamento delle quotazioni del suino pesante. In aprile la quotazione della Cun (Commissione unica nazionale, una sorta di mercato di riferimento) per  questa categoria di suini è scesa, rispetto al mese precedente, dell’8,9%, fermandosi a 1,30 euro/Kg e portando in negativo (-2%) anche il confronto con aprile 2012.

I macelli ringraziano
Per contro, e per il secondo mese consecutivo, si è registrato un aumento della redditività della fase di macellazione. L’indice Crefis ha evidenziato un +7,2%, su base congiunturale, raggiungendo il livello più elevato dal 2010 a oggi. Un andamento positivo evidenziato anche dal dato tendenziale (confronto con aprile 2012): +10,7%.

L’altalena degli stagionatori
Decisamente diversificata la situazione della fase di stagionatura dei prosciutti. In questo ambito, ad aprile migliora solo la redditività della stagionatura del Parma Dop pesante: +1,6%, che in questo modo si segnala come la tipologia più redditizia; benché nel confronto con lo stesso periodo del 2012 si registri un simmetrico -1,6%. In calo la redditività della stagionatura del Parma Dop leggero (-0,4%) e soprattutto del prosciutto non tipico che ad aprile segna -6,8% (tipo leggero) e - 5,7 (tipo pesante). Dati che su base tendenziale danno rispettivamente: +2,6 e -1%.

Male anche i prosciutti
Passando al mercato delle carni fresche si deve registrare un andamento negativo delle cosce destinate a prosciutto. A cominciare da quelle per prodotti Dop dove il calo, registrato alla Cun-tagli e rispetto allo scorso marzo, è stato del 4,9%, con il prezzo che ha raggiunto i 3,700 euro al Kg. Anche il confronto con aprile 2012 risulta negativo: -1,7%.
In discesa, ma meno pronunciata, anche le quotazioni delle cosce destinate a prosciutti non tutelati che, fermandosi ad aprile a 2,448 euro al Kg (tipo leggero), riportano un -3,5% rispetto a marzo.
Scendono infine i prezzi dei lombi taglio Modena che, sempre ad aprile, si assestano a 4,175 euro al Kg (quotazione Cun-tagli), ovvero -2,6% rispetto a marzo. Quotazioni comunque più elevate rispetto al 2012, come segnala il l’andamento tendenziale positivo del 3,1%.

Peggiora la bilancia commerciale
Da segnalare inoltre che, nel mese di gennaio (ultimo dato a oggi disponibile), il commercio con l’estero dell’Italia di suini e carni suine ha realizzato un ulteriore saldo negativo, pari a circa -101,9 milioni di euro. Un andamento dovuto al forte aumento delle importazioni che a gennaio sono arrivate a 196 milioni di euro (+ 23,1% rispetto a gennaio 2012); mentre le esportazioni, pur aumentando del 14,1% su base tendenziale, si sono fermate a 95 milioni di euro.

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