Barilla, il grano duro arriva dall'Emilia Romagna

Firmato a Bologna il quarto accordo quadro per la campagna 2009/2010

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Bologna, firmato in Regione l'accordo 'anticrisi'

E’ stato definito un intervento anticrisi il quarto accordo quadro firmato a Bologna il 27 novembre in Regione alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni, valido per la campagna 2009/2010 relativo la fornitura all’industria Barilla di un quantitativo pari a 80.000 tonnellate di grano duro, proveniente esclusivamente dall’Emilia Romagna. Rabboni ha elogiato l’accordo poiché punta sulla stabilizzazione dei prezzi aumentando il margine di profitto dei produttori e l’aumento del quantitativo richiesto.
“Attraverso ala mediazione della Regione, il mondo agricolo organizzato - secondo Rabboni - affronta meglio la crisi attraverso tali accordi unici in Italia che rappresentano un modello di integrazione tra agricoltura, industria e istituzioni coinvolgendo l’intera filiera di produzione del grano duro”.

La quota di grano richiesta da Barilla Spa è messa a disposizione dall’Op Cereali Emilia Romagna - la più grande Op cerealicola italiana con circa 700.000 tonnellate di prodotto di cui 400.000 di cereali a paglia (grano tenero, duro, orzo, favino, pisello proteico,colza) da Produttori sementi Spa, da Consorzio agrario Parma, Consorzio agrario Piacenza, Organizzazione di produttori Grandi colture/Ciaad, la Cooperativa Capa Ferrara).
Il rappresentante di Barilla Luca Virginio si è detto soddisfatto della qualità del prodotto conferito nel precedente accordo ed ha specificato i miglioramenti dell’accordo siglato per la prossima campagna che punta soprattutto sui prezzi fissi e sulla qualità.
Il presidente dell'Op Raimondo Ricci Bitti ha illustrato la fase di mercato negativa con il crollo del prezzo dei cereali e ha valutato positivamente il conferimento nel primo anno di vita dell’Op (da 8/10% a oltre il 30%).

L’accordo siglato fissa il prezzo del prodotto, in parte legato al listino della Borsa merci di Bologna (fino a un massimo del 30% della produzione), in 220-230 euro a tonnellata e introduce 'premi' legati alla qualità raggiunta e ai parametri delle caratteristiche proteiche, alle tecniche agronomiche e di conservazione del prodotto, che potranno far oscillare al rialzo il prezzo con un incremento del 20%. L’accordo prevede, ha sottolineato Ercole Borasio, Ad della Società produttori sementi, “l´utilizzo di varietà specifiche quali Normanno, Levante, Saragolla, specificatamente richieste da Barilla, e la Società Produttori Sementi si impegna a garantire continua innovazione e progetti di assistenza tecnica disponibili in rete”.

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