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Fico, buono il numero dei visitatori. Ma il meglio deve ancora venire

In undici settimane di attività sono stati 750mila i visitatori. Il parco agroalimentare fa un primo bilancio e annuncia le attività dei prossimi mesi. Ma è con la primavera che ci si aspetta il boom

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Fico è il parco agroalimentare più grande del mondo
Fonte foto: Agronotizie

Ben 750mila i visitatori in undici settimane. E' questo il primo bilancio di Fico, il parco agroalimentare più grande del mondo. "Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti", spiega Tiziana Primori, amministratore delegato della società di gestione Eatalyworld. "Secondo il New York Times l'Emilia Romagna è una delle regioni, selezionate in tutto il mondo, da visitare nel 2018 e questo anche grazie a Fico".

Secondo i dati diffusi durante una conferenza stampa che si è tenuta all'interno del parco, sono state 750mila le persone che hanno visitato Fico dal giorno dell'apertura, il 15 novembre 2017. Il 60% dei visitatori proveniva da fuori Bologna e il 7% dall'estero. A visitare il parco dedicato all'agroalimentare sono soprattutto francesi, britannici, americani e spagnoli. L'obiettivo di affluenza a tre anni dall'apertura è di 6 milioni di visitatori, mentre quello del primo anno di attività oscilla tra 3-3,5 milioni. Tra i visitatori ci sono ben 16mila ragazzi delle scuole, il 30% dei quali viene da fuori regione e ha passato una notte a Bologna, avendo dunque l'opportunità di conoscere meglio la città.

"L'apertura di Fico a novembre è coincisa con il momento di riposo vegetativo", spiega Andrea Segré, presidente della Fondazione Fico e del Caab. "Gli spazi esterni coltivati a seminativi, i frutteti e gli orti diventeranno una attrazione ancora più interessante con l'arrivo della primavera e con la ripresa vegetativa. Qui a Fico vogliamo sottolineare l'importanza di tutta la filiera agroalimentare a partire dal campo che fornisce le materie prime per il nostro made in Italy, fino ad arrivare ai trasformatori che realizzano prodotti di grande eccellenza".

Durante queste prime undici settimane di apertura al pubblico, Nomisma ha portato avanti una ricerca per comprendere chi ha visitato il parco e il grado di gradimento. E' emerso che di quel 60% di visitatori arrivati da fuori regione il 56% è venuto a Bologna con l'espresso obiettivo di visitare Fico. Mentre sono 25mila i visitatori business che hanno utilizzato il centro congressi della struttura. "Queste presenze hanno avuto un impatto significativo sul tessuto economico locale, in prima battuta sul sistema alberghiero", ha spiegato Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma.
Fico d'altronde ha generato fino ad oggi un giro d'affari da 13 milioni di euro e dà lavoro a 900 persone. Tv, giornali e il tradizionale passa parola sono ancora il canale attraverso il quale i visitatori vengono a conoscenza di Fico. Solo il 22% legge del parco sui social network.

Ma il parco è all'altezza delle aspettative? La stragrande maggioranza di chi visita Fico rimane soddisfatta anche se è percepito come troppo costoso. La spesa media dei visitatori è di 19 euro e si concentra soprattutto nei ristoranti e nei chioschi che servono cibo, mentre ancora è poco sviluppata la parte relativa alla vendita di prodotti da portare via.
Dalla ricerca di Nomisma è emerso poi che secondo i visitatori c'è un buon bilanciamento tra la componente commerciale e quella educativa del parco. All'interno di Fico infatti oltre ai negozi e ai ristoranti, ci sono anche delle giostre che indagano il rapporto tra uomo e natura, nonché laboratori, conferenze e dibattiti pubblici.

"L'educazione al cibo passa attraverso il racconto dei mestieri tipici legati all'agroalimentare", spiega Tiziana Primori. "Per questo all'interno di Fico sono presenti dei laboratori nei quali vengono mostrati a ragazzi e adulti i mestieri tipici. Abbiamo iniziato a gennaio con l'allevamento, abbiamo proseguito poi con la pasticceria, collegandoci al periodo di Carnevale. Ora con marzo ci concentreremo sul settore caseario e poi proseguiremo con quello ortofrutticolo. Con febbraio inauguriamo anche una serie di incontri con personalità di alto profilo che terranno delle conferenze legate al tema dell'alimentazione e della sostenibilità".

Inizia il 28 febbraio Livia Pomodoro, presidente del Milan center for food law and policy, che parlerà di diritto al cibo e di alimentazione sostenibile. Il 22 marzo (giornata mondiale dell'acqua) sarà la volta di Romano Prodi, già presidente del Consiglio, che terrà una lectio magistralis sull'acqua, una risorsa preziosissima e sempre più scarsa, fondamentale per l'agricoltura, e per il controllo della quale in molte aree del globo si stanno combattendo guerre. Concluderà questo primo ciclo di incontri il professore emerito dell'Università di Bologna Vincenzo Balzani, il 9 aprile, che parlerà di energia. E proprio di energia Fico ha molto da insegnare visto che sul tetto dell'ex mercato ortofrutticolo di Bologna è installato il più grande sistema di pannelli fotovoltaici d'Europa.

Fico, fortemente voluto da Oscar Farinetti, ha da poco stretto una partnership con Fonoprint, storica etichetta discografica di Bologna che ha pubblicato artisti del calibro di Lucio Dalla e Vasco Rossi. Fonoprint organizzerà una serie di concerti dal vivo proprio all'interno dell'arena di Fico che verranno poi trasmessi anche in diretta streaming.

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