Vinitaly International, il made in Italy alla conquista della Cina

Si è tenuto dal 23 al 25 settembre il Wine & Dine Festival a Shanghai, dove Veronafiere ha promosso le eccellenze agroalimentari italiane

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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L'agroalimentare italiano va alla conquista della Cina
Fonte foto: © Brent Hofacker - Fotolia

L’agroalimentare made in Italy è stato protagonista in Cina dal 23 al 25 settembre con il Vinitaly International Shanghai Wine & Dine Festival. Per il secondo anno consecutivo il braccio operativo di Vinitaly ha portato in Cina i prodotti e i marchi più rappresentativi dell’agroalimentare nazionale.
L’Italia è stato primo espositore insieme alla Francia come numero di aziende, con marchi importanti e ristoranti italiani storici a Shanghai, degustazioni di vini, caffè, birre, oltre a prodotti dolciari, show cooking e wine&food pairing. Tra le iniziative da segnalare l’Italian sparkling wine festival, con protagoniste le bollicine bianche e rosse, oltre all’evento “How to make Spritz”.

E’ da un anno che programmiamo questa iniziativa a Shanghai e i risultati ci danno ragione – sottolinea Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – In degustazione ci sono 150 etichette, una presenza espositiva tra le più importanti con i principali marchi dell’agroalimentare italiano, otto media partner di alto livello, il coinvolgimento di alcuni dei più riconosciuti ristoranti italiani della metropoli, quattro associazioni regionali e qualificati partner nazionali. Tornare a Shanghai a due settimane dal 9.9 Wine Festival di Alibaba ci offre l’occasione di dare continuità all’azione di consolidamento su questo mercato di grande potenzialità, anche attraverso il piano di promozione del made in Italy di cui siamo protagonisti”.

Il Shanghai Wine & Dine Festival è un evento completamente B2C – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – visitato alla prima edizione del 2015 da 70mila visitatori, con capacità di spesa medio-alta e un’età compresa tra i 25 e i 45 anni. Questo lo rende particolarmente interessante per sviluppare quella cultura del prodotto di qualità a cui si ispira Vinitaly nelle sue attività di promozione all’estero. In collaborazione con il Consolato abbiamo poi incontrato la comunità economica di Shanghai, con l’obiettivo di radicare le relazioni anche attraverso il nostro ufficio di rappresentanza permanente”.

La Cina è un paese con cui bisogna approcciare tramite una strategia a lungo termine – conclude il direttore Mantovani – oggi Vinitaly tramite la propria Academy, i progetti di e-commerce e informazione online, oltre a numerosi eventi ed iniziative è diventato un punto di riferimento per la community di operatori e wine-food lover in Cina e in Italia, dove nell’ultima edizione di Vinitaly abbiamo registrato un incremento del 130% delle presenze dalla Cina”.

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