Biologico, un futuro da guida per l'agroalimentare

Il comparto gode di ottima salute, come emerge dallo studio dell'Osservatorio Sana-Ice realizzato da Nomisma. Prospettive di crescita sia per il mercato interno che per l'export

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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L'ortofrutta fresca è il tipo di prodotto bio più acquistato dalle famiglie italiane
Fonte foto: © monticellllo - Fotolia

Il biologico in Italia non conosce crisi, con tutti gli indicatori più importanti in crescita, dalle superfici (+7,5% rispetto al 2014), agli operatori (+8,2%), passando per le vendite (+15%). Tira il mercato interno, ma il vero boom è l’export, con un +16% rispetto al 2014 e addirittura del +408% dal 2008 a oggi, con Usa e Canada fortemente interessati ai prodotti italiani. Questi i dati presentati dall’Osservatorio Sana-Ice 2016 “Tutti i numeri del bio”, promosso da Ice in collaborazione con BolognaFiere e realizzato da Nomisma.

Secondo le analisi del centro studi economici bolognese, la quota di famiglie italiane che ha acquistato biologico negli ultimi 12 mesi è salita dal 69% del 2015 al 74% del 2016. Conseguentemente cresce la spesa destinata al bio nel carrello degli italiani, con un 3,1% sul totale della spesa alimentare.

Fra i prodotti bio più consumati l’ortofrutta fresca occupa la prima posizione (74% delle famiglie), seguita dall’olio extra vergine (62%) e dalle uova (53%). La motivazione più ricorrente relativo all’acquisto di cibo biologico è la sicurezza, seguita dal rispetto per lambiente e la tutela della biodiversità.

Il primo criterio di scelta dei prodotti alimentari a marchio biologico è l’origine: il 32% sceglie in base alla provenienza italiana del prodotto e il 14% in base all’ulteriore presenza di un marchio Dop-Igp. Per quanto riguarda i canali di acquisto, quello privilegiato è la Gdo (60%), seguito dai negozi specializzati in prodotti biologici (28%).

Biologico al centro dell’attenzione al Sana di BolognaFiere, dove nell’ambito della rassegna sul biologico e il naturale si è tenuto un convegno organizzato da Cia e Anabio sullo stato del settore e sugli obiettivi dei prossimi anni, fra cui la crescita dell’export.

Dall’incontro sono emerse tutte le potenzialità di un comparto che può diventare una forte guida per l’agroalimentare made in Italy. A queste però si aggiungono alcune criticità da affrontare, fra cui la necessità di riorganizzare la rappresentanza del mondo produttivo e un sostegno ancora più forte da parte delle istituzioni.

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