Basilicata, l'assessore alle Politiche agricole Luca Braia scalda i motori del Psr 2014-2020

Luca Braia: "Le nostre foreste sono altamente vocate non solo per il comparto fragola, ma anche per la filiera dei piccoli frutti di bosco"

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 5 anni fa

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Non solo fragole nel futuro dell'agricoltura lucana, ma anche frutti di bosco grazie alla messa a coltura delle foreste
Fonte foto: © Markus Mainka - Fotolia

In una due giorni intensa l’assessore alle Politiche agricole della Basilicata Luca Braia delinea il futuro del settore primario in Lucania, lungo il percorso che sarà possibile costruire utilizzando il Psr 2014–2020: tra politiche di marketing, promozione dell’aggregazione tra imprese agricole ed innovazione.
A Policoro (Mt) giovedì scorso ha rilanciato il polo della logistica per l’ortofrutta, e ricordato il primato lucano nella produzione di fragole, mentre venerdì a Metaponto (Mt) è intervenuto sul tema della bioeconomia e sulla possibilità di tornare a coltivare terreni marginali con colture no food, che possono venire incontro alle esigenze dell’industria, facendo della Basilicata una Regione pilota in Europa.
Intanto si avvicinano i bandi del nuovo Psr.
 
“E’ di importanza strategica, in questo momento, dedicare attenzione agli scenari futuri della fragolicoltura e alle opportunità offerte dalla coltivazione e commercializzazione di piccoli frutti in Basilicata, prima tra le Regioni italiane per produzione. E’ il nostro oro rosso, con circa 850 ettari investiti a fragola di cui l’80% della varietà Sabrosa Candonga, che continua a raccogliere successi sui mercati nazionali ed internazionali e la cui buona pratica, anche organizzativa, può essere presa a modello da replicare”. Così Braia, concludendo il workshop "Fragole e berries" tenutosi giovedì a Policoro.
 
“Stiamo lavorando a strategie di marketing che mirano alla creazione di marchi per i prodotti ortofrutticoli d’eccellenza della Basilicata, oggi più che mai necessari per aggiungere valore, riconoscibilità e per offrire ai consumatori garanzie di originalità, qualità e provenienza - ha detto Braia, che ha sottolineato come - con il Psr Basilicata 2014-2020 puntiamo a sostenere i processi di aggregazione e cooperazione tra produttori, così come le filiere, anche sperimentali”.
 
La Basilicata ha intrapreso un percorso di rinnovamento della gestione della risorsa forestale (ben 355mila ettari) finalizzata ad un uso produttivo non limitato all'estrazione del legno: "Le nostre foreste sono altamente vocate non solo per il comparto fragola, ma anche per la filiera dei piccoli frutti di bosco quali lamponi, mirtilli e altri berries, e possono rappresentare vere occasioni di crescita e sviluppo economico per i produttori lucani rispondendo alla crescente domanda, in Italia ed in Europa" ha affermato Braia.
"In questo quadro positivo - ha continuato l’assessore Braia - si inserisce il progetto strategico della piattaforma logistica dell’agroalimentare a Ferrandina (Mt) che ci permetterà di intercettare mercati ortofrutticoli nazionali ed esteri.”
 
“Siamo pronti a sostenere la creazione del cluster regionale della Bioeconomia partendo proprio dalle filiere agricole e dalla valorizzazione degli scarti organici e dalle biomasse - ha affermato Braia nel suo intervento di conclusione lavori del convegno "#Biogreen, il Cluster della Bioeconomia della Basilicata nel contesto delle strategie europee e nazionali: prospettive di sviluppo che si è tenuto a Metaponto nell’azienda sperimentale Pantanello dell’Alsia venerdì scorso.

La Basilicata presenta vaste aree di terreni marginali, dove però sono possibili coltivazioni no food anche di pregio per l'industria; è il caso dell'iris, che è richiesto dall'industria profumiera e che campeggia sulla copertina del Psr Basilicata 2014-2020.

Non a caso Braia ha ricordato a Metaponto come "La Basilicata è una delle Regioni che ha una potenzialità enorme e che con la bioeconomia può trovare modo di creare quell'economia circolare che permette, ad esempio, di promuovere colture speciali a destinazione no food nelle aree marginali e non utilizzabili per l’agricoltura food".

Braia ha infine ricordato che gli allevamenti ed il settore frutticolo in Basilicata offrono ulteriori momenti di sviluppo e diversificazione del reddito delle imprese agricole: "Ricoltivazione, produzione di biogas, riutilizzo per concimazione del digestato, biomasse ed energia e chimica verde sono solo alcuni degli esempi attraverso cui la Basilicata potrebbe diventare la Regione pilota a livello non solo nazionale ma anche europeo per la bioeconomia. Anche il Psr Basilicata 2014-2020 prevede il sostegno all’agricoltura no food. Lavoriamo insieme per creare le premesse che mettano insieme tutti gli attori regionali, della ricerca e dell’industria, in maniera coesa, e così lanciare il cluster della Bioeconomia regionale."

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