Psr 2014-2020, la Campania risponde alle 600 osservazioni di Bruxelles

Più vicina l'approvazione del Programma di sviluppo rurale, che vale un miliardo e 836 milioni di euro. Rimane preoccupazione per il generale ritardo dei Psr meridionali

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 5 anni fa

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Per la Campania si avvicina il Psr 2014-2020, ma gli investimenti nelle campagne del Sud partiranno tutti in ritardo
Fonte foto: © Singhmv_Brainedge - Flickr

L'assessore regionale con la delega ai Fondi europei della Regione Campania, Serena Angioli, ha comunicato di aver inoltrato, ai competenti servizi della Commissione europea, il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 riformulato e reso coerente rispetto alle 600 osservazioni della Commissione europea.
Lo ha reso noto ieri pomeriggio una nota della presidenza della Regione Campania.

Il Psr Campania, Regione in obiettivo convergenza, vale un miliardo e 836 milioni di euro ed a questo punto attende il definitivo via libera di Bruxelles. Ma ci sono anche altre Regioni del Sud in coda, a partire da Puglia e Calabria, e con programmi importanti. E il mondo politico meridionale inizia ad alzare la voce anche dal Parlamento di Strasburgo, con una nota del parlamentare Pd Nicola Caputo.

“Sul fronte dell'innovazione gli interventi previsti nel nuovo Psr puntano a rendere l'agricoltura campana più giovane e competitiva, stimolando l'accesso al mercato di nuovi imprenditori e lo sviluppo di filiere organizzate e più vicine al consumatore. Particolare attenzione è dedicata all'efficienza tecnologica, al ricambio generazionale, accompagnando queste azioni dall'offerta di servizi di consulenza e dal potenziamento delle competenze degli addetti" è scritto nella nota della presidenza della Regione Campania.

Per assicurare i processi competitivi degli agricoltori ed integrarli ulteriormente nelle filiere agroalimentari, è attivata la misura 9 “Costituzione di associazioni e organizzazioni di produttori”. Grazie all'attivazione della misura 16 “Cooperazione” il programma rafforza l’approccio alla cooperazione tra i vari attori della filiera che da elemento di sperimentazione diventano elemento strategico.

Nella nuova versione del Psr Campania particolare attenzione è riservata all'ambiente, tramite operazioni mirate alla qualità della matrice acqua e di quella suolo, al risparmio idrico, al miglioramento della biodiversità, alla riduzione delle emissioni di gas clima-alteranti e dell’inquinamento da polveri sottili di origine agricola, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia da fonti rinnovabili con particolare riferimento alla produzione di biomassa.

“Il programma attuale - sottolinea l'assessore Angioli - potenzia gli interventi che mirano al miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali, tra cui lo sviluppo di servizi essenziali alla popolazione, l'implementazione della banda larga, la riqualificazione dei borghi rurali, lo sviluppo locale, confermando l'approccio leader, rafforzando anche l'approccio integrato tra i diversi fondi strutturali”.

L'approvazione del Psr 2014-2020, articolato in 17 misure, è attesa da Regione Campania "entro l'anno".

La Campania muove così un passo deciso, ma altre Regioni meridionali sono ancora in attesa dell'atto di adozione di Bruxelles, nonostante, come nel caso della Calabria, alcune abbiano già risposto da tempo alle osservazioni sul Psr.

“E´ da apprezzare l´impegno profuso dal governo regionale per cercare di recuperare una situazione di imbarazzo per la Regione Campania sulla programmazione delle politiche di sviluppo rurale 2014-2020. Ma siamo comunque molto indietro in tutto il Mezzogiorno. Oltre alla Campania registrano gap preoccupanti Puglia, Basilicata e Calabria”. Lo ha dichiarato ieri Nicola Caputo parlamentare europeo del Pd e membro della Comagri a Strasburgo, commentando la notizia dell'invio del Psr Campania 2014-2020 alla Commissione europea.

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