Olio, il made in Italy piace alla Russia

I dati di Unaprol: l'Italia è il secondo Paese fornitore, con una quota di mercati del 23%. E si pensa a nuove iniziative di promozione

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In Russia il consumo procapite annuo di olio di oliva è pari a 195-200 grammi
Fonte foto: © Foodista - Flickr

L'olio italiano conquista la Russia: con circa 4.500 tonnellate di olio nel 2012, l'Italia occupa il secondo posto come Paese fornitore, segnando un notevole +15% rispetto al 2011 e occupando una quota di mercato pari al 23% (sempre con riferimento al 2012).
Nei primi mesi del 2013 si è registrato un rallentamento, in parte riconducibile ad un effetto “contagio” dall’Eurozona. Le stime più recenti prevedono per l'anno in corso una crescita del Pil russo minore del 3%.

Sono i dati che emergono dal seminario sul mercato mondiale dell’olio di oliva che Unaprol tiene a Mosca nell’ambito del primo contratto di filiera dell’olio extra vergine di oliva siglato con il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. L’iniziativa si volge in coincidenza con il Vinitaly Russia e la collaborazione di Veronafiere.

Il mercato russo
Da una recente indagine tra i consumatori moscoviti risulta che oltre il 40% di essi associa al termine "gustoso" i prodotti enogastronomici di provenienza italiana e per il 25% quello italiano è prodotto di alta qualità. Nella lista della spesa l’olio viene subito dopo il vino e prima dei formaggi.
Il mercato russo presenta però alcune difficoltà peculiari: si tratta infatti di un territorio molto vasto, dove convivono diverse etnie. Ottantanove distretti federali che si suddividono in 21 repubbliche autonome; 37.000 km di coste dal Pacifico all’Artico e una popolazione di circa 140 milioni di abitanti tra russi, tartari, ucraini, baschiri, kazaki ed altre etnie minori. Anche se le aspettative di vita rimangono basse (60 anni per gli uomini, 73 anni per le donne), la popolazione russa è molto giovane: il 71.8% si trova infatti nella fascia fra i 15 e i 64 anni.
Il ministero della Salute russo raccomanda l’uso dell’olio di oliva e le  qualità “medicamentose” del prodotto trovano una conferma dal fatto che in Russia in molte farmacie venga venduto e lo si venda bene. La sua maggiore diffusione è frenata dai costi molto elevati rispetto all’olio di semi e al fatto che per  tradizione in cucina  i russi utilizzano burro e olio di semi di girasole.
Attualmente il consumo procapite annuo di olio in generale è pari a 10 kg; di questi, quello dell’olio di oliva è pari a 195-200 grammi. Per questo motivo Unaprol, insieme ad altri partner, sta studiando un nuovo grande progetto di promozione, sensibilizzazione e di commercio nel mercato russo al quale pensa di affiancare anche il mercato cinese.
La tappa 2013 di Vinitaly Mosca conclude, intanto, il programma di promozione Unaprol - Mipaaf del contratto di filiera dell’olio di oliva che ha visto come partner per circa quattro anni sui mercati esteri il marchio Vinitaly e l’organizzazione di Veronafiere associata al marchio I.O.O% alta qualità italiana di Unaprol.

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