Pecorino romano, come diversificare nell'export

La destinazione Usa del tipico formaggio sardo è in costante diminuzione nei tagli industriali e la strategia del Consorzio di tutela è da tempo quella di cercare nuovi mercati, anche per avere una formazione del prezzo più indipendente

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Dalla Germania al Giappone i nuovi mercati, ma si torna in Usa nel segmento speciality
Fonte foto: © Consorzio Tutela Pecorino Romano Dop

Il Pecorino romano conquista il podio in Europa con "Pekorase Italia-Germania". Il progetto da 3 milioni e 300mila euro, presentato dal Consorzio di tutela e cofinanziato dall'Ue, ha infatti incassato il terzo posto nella classifica delle migliori proposte arrivate numerose da ciascuno dei 27 paesi dell'Unione. Un risultato importante, che premia il percorso di innovazione e internazionalizzazione  messo in atto negli ultimi cinque anni dal Consorzio, con un investimento di ben 11 milioni di euro per far conoscere, gustare e apprezzare il Pecorino romano Dop in tutto il mondo. Dal Giappone agli Stati Uniti, dal Canada alla Germania fino alla Francia e al Regno Unito, senza dimenticare l'Italia. Una necessità, vista la perdita di terreno progressiva del mercato Usa, che consente al formaggio di avere un processo di formazione del prezzo più indipendente dalle scelte dei buyer della Gdo a stelle e strisce.

Il presidente uscente Salvatore Palitta traccia il bilancio dei progetti promozionali internazionali e degli investimenti messi in piedi durante il suo mandato, tre ancora in corso e uno pronto a partire. "Abbiamo spinto molto sull'internazionalizzazione del prodotto e abbiamo lavorato per portare in ciascun paese, europeo o extraeuropeo, la tipologia di prodotto più giusta, più affine ai gusti di ciascuno e alle tendenze alimentari locali", dice Palitta. "In questi anni il Pecorino romano ha avuto una notevole evoluzione qualitativa, diventando un prodotto da tavola o da aperitivo sempre più ricercato. Abbiamo differenziato le produzioni riposizionandoci sui mercati, strategia indispensabile per intercettare nuovi consumatori, e abbiamo proposto, accanto a quello tradizionale, il Pecorino romano a ridotto contenuto di sale, a lunga stagionatura, di Montagna fino ad arrivare al monoporzione, l'ormai famoso Snackorino".
 

Pekorase, un piede nel mercato tedesco

L'investimento complessivo è di 3 milioni e 300mila euro, suddiviso in tre annualità e finanziato al 70% dall'Unione europea con il Regolamento 1144 del 2014. Il progetto partirà  ad inizio 2021 e si snoderà per il 30% del budget in Germania e per il 70% in Italia. Prevede una serie di attività che hanno come unico protagonista il Pecorino Romano Dop: pubblicità sulle televisioni italiane, eventi con l'Associazione professionale cuochi, concorsi di cucina per chef professionisti (sia in Italia che in Germania) e per gli istituti alberghieri italiani, sito web e attività di social media (Italia e Germania), partecipazione alle maggiori fiere di settore in Italia e Germania.

"Teniamo molto a questo nuovo progetto, perché si sviluppa in un mercato importante come quello tedesco e contemporaneamente su quello italiano", sottolinea Palitta. "Nel nostro paese c'è stata una svolta nel consumo del Pecorino romano, finalmente percepito e apprezzato come prodotto da tavola grazie ai nuovi prodotti che abbiamo presentato. Non più solo da grattugia per la carbonara o al cacio e pepe, ma anche prodotto gourmet: siamo terzi nei consumi, nel segmento dei duri, dopo due giganti come Parmigiano e Grana, un risultato che ci riempie di orgoglio. Ora vogliamo spingere in questa direzione e rafforzare i risultati ottenuti: questo progetto ci consente di farlo contemporaneamente a una forte azione di penetrazione sui mercati tedeschi", conclude Palitta. E ci sono altri progetti in corso, molto importanti, che puntano su nuovi mercati e sul mantenimento di quelli esistenti, ma in un'ottica nuova, ed orientati anche al mercato interno italiano.

Pecorino romano in rotta verso il Sol Levante

Ufficialmente partito quest'anno in Giappone, Chizu - Enjoi the Taste of life  è cofinanziato dall'Ue, conta su un investimento di 1 milione di euro e durerà tre anni. Il progetto punta a coinvolgere in particolar modo i ristoranti della cinta metropolitana di Tokyo con una serie di iniziative e attività: sito web e social media, programmi televisivi, materiale promozionale, fiere e manifestazioni, eventi in ristorante. Quello giapponese è attualmente uno dei mercati più interessanti per il Pecorino romano, con incrementi dell'export a tre cifre.
 

Rosafi, tre pecorini Dop sardi alla conquista del mondo

Finanziato dalla Regione Sardegna, il progetto Rosafi è realizzato in collaborazione con i Consorzi del Pecorino sardo e del Fiore sardo. Investimento complessivo di circa 4 milioni di euro  - 3 dalla Regione Sardegna - Rosafi avrebbe dovuto concludersi quest'anno dopo 3 di attività, ma la paralisi totale dovuta alla pandemia ha fatto slittare di un anno, a giugno 2021, la fine del progetto, che si snoda fra varie attività tra cui le principali: attività di animazione nei punti vendita delle più importanti catene della distribuzione organizzata nei cinque paesi bersaglio: Usa, Italia, Germania, Francia e Regno Unito. E' inoltre prevista la realizzazione del sito web in cinque lingue, collegato ai social media, social media e fiere di settore . Tra i paesi coinvolti da Rosafi ci sono anche gli Usa, dove l'obiettivo è la crescita nel mercato delle speciality con il progressivo abbandono del mercato industriale.
 

Progetto Propaseu per il Nord America

Partito nel 2017 e concluso a marzo 2020, realizzato con i Consorzi di tutela Asiago e Speck Alto Adige, Propaseu ha potuto contare su un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro in tre anni, e aveva come paesi target gli Stati Uniti d'America e il Canada. Anche in questo caso,  l'obiettivo principale negli Usa è la crescita nel mercato delle speciality e la sempre minor presenza nel mercato industriale. Il progetto è stato finanziato all'80% dall'Ue. Le attività sono state diverse: ricerca di mercato, workshop dedicati a professionisti del settore, sito web, attività di social, materiale informativo cartaceo, incoming giornalisti e trade provenienti da Usa e Canada, promozione nei punti vendita dei due paesi.

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