Apicoltura, dalla Commissione Ue 12 milioni in più

Copagri Campania chiede il pronto intervento della regione a sostegno dei 1100 operatori del territorio

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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In Campania gli apicoltori sono preziosi: per lo più giovani, vivono in zone rurali a rischio spopolamento
Fonte foto: © Oleksiy Ilyashenko - Fotolia

La Commissione europea il 17 giugno 2019 ha annunciato che porterà a 120 milioni di euro il sostegno all’apicoltura nell’Unione europea nei prossimi tre anni. Si tratta di un aumento di 12 milioni di euro rispetto al sostegno previsto per il periodo dal 2017 al 2019. Tale importo, raddoppiato grazie ai contributi nazionali degli Stati membri, si applicherà ai programmi nazionali apicoli a partire dal primo agosto 2019 e fino al 31 luglio 2022.
E si è fatta sentire ieri la reazione di Copagri Campania, che ha chiesto alla regione di intervenire prontamente per valorizzare il settore, che conta sul territorio campano 1100 operatori e il 5% della produzione nazionale.

“È un’ottima notizia – commenta la presidente della Copagri Campania, Vera Buonomoche va messa a sistema e capitalizzata al meglio da parte della regione Campania. Risorse aggiuntive in un momento complicato per i nostri apicoltori, messi in difficoltà dai cambiamenti climatici in atto. Per questo i fondi dovranno essere diretti verso programmi per migliorare le condizioni del settore e la commercializzazione dei prodotti”.

“L’apicoltura in Campania – spiega il direttore della Copagri Campania, Paolo Conte rappresenta un settore di forte interesse per una serie di motivazioni strategiche concernenti da un lato gli aspetti occupazionali e di presidio del territorio in aree caratterizzate da una fragilità del tessuto socio-produttivo e dall’altro dalle componenti di forte valenza ambientale delle popolazioni apistiche in termini di monitoraggio della biodiversità e dello stato di salute di vaste aree del territorio regionale".

L'apicoltura rappresenta la fonte di reddito principale per circa 1100 operatori in Campania e conta oltre 80.000 mila alveari, quasi il 5% del totale nazionale. Le nuove aziende apistiche, per lo più condotte da giovani imprenditori con grado d’istruzione medio-alto e che rilevano in molti casi attività familiari preesistenti, si avvicinano al comparto con passione e professionalità ed in maniera sempre più interessata e fiduciosa che l’attività imprenditoriale possa risultare proficua in termini di redditività economica.

“Le api sono il primo anello della catena alimentare – concludono Buonomo e Conte -. L'apicoltura deve essere valorizzata e la Regione Campania deve giocare questa partita nella costruzione di un ambiente sempre più funzionale al ciclo vitale delle api, anche diffondendo la conoscenza delle straordinarie proprietà nutritive del miele e dell'importanza di questa storica attività per la sostenibilità ambientale”.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Copagri Campania

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Tag: api aiuti diretti apicoltura

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