Sardegna, bando indigenti da 17,5 milioni per il Pecorino romano

La Coldiretti regionale protesta per lo stanziamento del Mipaaf. Annunciato di 4 milioni, poi promesso al raddoppio ed infine tagliato a 3,5 milioni

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 2 anni fa

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Pecorino romano, secondo la Coldiretti mancano dati ufficiali univoci su produzione ed eccedenze produttive
Fonte foto: © Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Romano

Il  ministero per le Politiche agricole ha deciso di destinare poco più di 3,5 milioni di euro del bando Agea per gli indigenti al Pecorino romano. La manovra dovrebbe ritirare una parte del formaggio in giacenza per far rialzare il prezzo di mercato della nota Dop sarda e quindi stimolare anche una ripresa del prezzo del latte ovino.

Ma in Sardegna ci si attendeva uno stanziamento di almeno 4 milioni di euro pieni, o magari una somma ancor maggiore, si era parlato di 8 milioni, anche per evitare alla regione di impegnare sul bando indigenti una quota di 14 milioni di euro, che invece avrebbero potuto essere dirottati, almeno in parte come sostenuto dalla Coldiretti Sardegna, verso il sostegno dei redditi dei pastori colpiti da una crisi senza precedenti, con prezzi del latte a 60 centesimi al litro, che impongono alle aziende ovine di chiudere i bilanci in rosso.
 
A questo punto, lo stanziamento effettuato dal Consiglio regionale di 14 milioni dovrà essere impiegato tutto sul bando indigenti, che raggiungerà così l'importo di 17,5 milioni, facendo sfumare ogni speranza di un intervento diretto sul reddito dei pastori. Mentre non è chiaro quanto sia la reale eccedenza di Pecorino romano sul mercato.
 
"Ci lasciano come sempre le briciole - sostiene il presidente della Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Stiamo vivendo una delle crisi più dure e il Governo non si dimostra affatto vicino ai pastori. Siamo lontani anni luce dai 16 milioni che destinò al Pecorino romano l'allora ministro Galan. Oggi siamo a cifre da elemosina. Il ministro alle Politiche agricole non solo non ha mantenuto l'impegno di raddoppiare la quota del bando destinata al Pecorino romano, ma addirittura è inferiore".
 
Secondo la Coldiretti regionale questo atteggiamento del Governo deriverebbe dalle divisioni locali, dall'assenza di una posizione forte e univoca, dalla mancanza di trasparenza, e quindi dei dati sulle produzioni e sulle eccedenze e inoltre anche dal tentennamento della politica regionale.
 
"Come promesso, con queste condizioni, a breve bloccheremo la Sardegna con i trattori" è scritto nella nota della Coldiretti Sardegna.
 
"Siamo ancora in tempo per rivendicare quando ci spetta da Roma - commenta Battista Cualbu - ma occorre che la politica sarda faccia davvero lobby. Tutti gli schieramenti politici, i consiglieri regionali e i parlamentari, se davvero hanno a cuore le sorti della pastorizia sarda, devono smettere i panni del proprio schieramento politico e portare a Roma la drammaticità che stanno vivendo i pastori con il latte pagato a meno di 60 centesimi".
 
"Senza dimenticare - aggiunge il direttore della Coldiretti Sardegna Luca Saba - che la mancanza di trasparenza dei dati non giova. Non c'è un dato ufficiale univoco sulle eccedenze di Pecorino romano. Inoltre nelle azioni che sta portando avanti la regione non si coinvolge tutta la filiera. In questo modo il messaggio che traspare è che il bando degli indigenti riguarda solo i trasformatori senza alcuna ricaduta diretta sui pastori, che invece deve essere messa per iscritto".

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