Filiera bufalina, dalla Cia un progetto di valorizzazione e rilancio

Confronto a più voci in occasione della tavola rotonda tenutasi il 15 marzo a Capaccio (Sa). La tracciabilità obiettivo fondamentale

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Cia: fondamentale la tracciabilità all'interno della filiera lattiero casearia bufalina

“La filiera bufalina. Valore identitario per l’Italia, norme chiare, condivise e obbligatorie”. E' questo il tema della tavola rotonda che si è tenuta il 15 marzo a Capaccio, in provincia di Salerno, durante la quale è stato presentato un progetto della  Cia - Confederazione italiana agricoltori della Campania. Punti cardine: tracciabilità obbligatoria, separazione degli opifici, un osservatorio a supporto dell’applicazione del sistema trasparenza di filiera. 
Il progetto sarà sottoposto al Tavolo ministeriale che si svolgerà lunedì prossimo.

Durante l’incontro, è stato ribadito che è di vitale importanza per la filiera bufalina lavorare nella stessa direzione, evitando inutili e dannosi contrasti tra gli attori del comparto e tra gli stessi e le istituzioni competenti. Serve un impegno comune che apra nuove prospettive e consenta un effettivo rilancio dell’intero comparto che rappresenta un grande patrimonio non solo per l’agroalimentare campano ma del Paese. Da qui l’esigenza di un’azione efficace per abbattere gli attuali ostacoli e agire in un’ottica di sviluppo equilibrato dalla produzione alla distribuzione.

Nella tavola rotonda è stato sottolineato che è decisiva la tracciabilità obbligatoria. A tal proposito è stata proposta la modifica dell’ex articolo 7 legge n.4 del 3 febbraio 2011, estendendo la tracciabilità gratuita a tutti gli operatori dell’intera filiera lattiero casearia bufalina e definendo il modello di tracciabilità che deve essere attuato con un sistema informatico per la gestione della tracciabilità e rintracciabilità. In questo modo si potrà assicurare una forte trasparenza e un’efficiente rintracciabilità delle produzioni agroalimentari, anche per favorire e accrescere la tutela dei consumatori.

Per quanto riguarda la separazione degli opifici, per la Cia è fondamentale che con l’obbligatorietà della tracciabilità di filiera, per i trasformatori che si impegnano a introdurre  latte di bufala idoneo alla trasformazione in mozzarella di Bufala Campana Dop, non sono tenuti alla separazione degli opifici ex articolo 4q legge n. 205 del 30 dicembre 2008.

Infine, per la Cia è quanto mai opportuno prevedere un osservatorio a supporto dell’applicazione del sistema di tracciabilità di filiera. Ciò può consentire un costante monitoraggio dell’intero comparto, al fine di favorire un’ampia condivisione su tutti i temi di interesse della filiera, coinvolgendo anche il Consorzio di tutela per la valutazione degli eventuali adeguamenti della normativa in materia e degli atti in essere che riguardano la mozzarella di bufala campana Dop.

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