Benessere animale suini, allevamenti lombardi a rischio chiusura

Fedagri-Confcooperative Lombardia

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“Esprimiamo la nostra preoccupazione in merito all’applicazione del decreto legislativo 122/2011 che attua la direttiva UE 120/2008 in materia di benessere animale per il settore suinicolo, afferma Fabio Perini, presidente di Fedagri Confcooperative Lombardia, a commento della nota inviata all’assessorato Agricoltura e all’assessorato alla Sanità di Regione Lombardia contente alcune considerazioni e proposte del mondo cooperativo che in Lombardia rappresenta una realtà di rilievo sia del comparto produttivo (Organizzazioni di produttori) che di quello della trasformazione (Macelli Cooperativi).

“Condividiamo appieno il metodo di lavoro adottato da Regione Lombardia che riteniamo debba proseguire in maniera proficua riunendo costantemente al tavolo l’intera filiera – commenta Perini - allo stesso tempo siamo coscienti che l’applicazione della direttiva comporterà costi che supereranno i 700 Euro/capo suino allevato, costi proibitivi per gli allevatori e per le filiere che si sviluppano ‘a valle’ degli stessi”.

“Almeno un terzo degli allevamenti lombardi non saranno in grado di sostenere questo livello di costi rischiando verosimilmente di chiudere, anche perché non sono ancora usciti dalla crisi che attanaglia il settore ormai da anni – prosegue Perini – sono quindi necessarie misure tempestive che permettano un’applicazione graduale della direttiva attraverso un percorso che coinvolga le opportunità e i bandi regionali, il sistema finanziario, la formazione degli operatori, la definizione delle priorità in maniera progressiva e integrata a livello nazionale e regionale”.

“E' necessario uno sforzo da parte di tutti gli stakeholders affinché questa direttiva non diventi un ulteriore costo che appesantisce la competitività delle filiere suinicole e del nostro sistema produttivo, fondato su produzioni di qualità – conclude Perini – nonostante comprendiamo l’innegabile importanza del principio del benessere animale, dobbiamo anche sottolineare che l’imitazione e la falsificazione delle nostre produzioni Dop e Igp spesso si sviluppa, in maniera assolutamente ingiustificata, proprio laddove il livello dei costi diviene insostenibile”.

 

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