Pesche e nettarine: in Italia previste meno di 820mila tonnellate

Presentate le stime a Europêch 2020. Flessione del 28% rispetto al 2019 per la produzione italiana a causa delle gelate e del calo delle superfici

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Europêch 2020, la conferenza stampa online è stata organizzata da Areflh, l'Assemblea delle regioni europee dell'ortofrutta
Fonte foto: © yevgeniy11 - Fotolia

"Il 2020 nel complesso sembra essere caratterizzato da scarse produzioni per tutte le drupacee. Lo avevamo visto per le albicocche e ora per le pesche. Nel nostro paese inoltre, ai problemi strutturali che ci portiamo dietro da anni, quest'anno si sono aggiunte le difficoltà di gestione del lavoro legate all'emergenza sanitaria e quelle dovute alle gelate fuori stagione". E' questo il commento di Elisa Macchi, direttore di Cso Italy sulle previsioni dell'andamento europeo della produzione di pesche e nettarine, Europêch 2020, presentate lo scorso venerdì 22 maggio durante una conferenza stampa online organizzata da Areflh, l'Assemblea delle regioni europee dell'ortofrutta.
 

L'Italia

L'Italia è stata la più colpita dalle gelate, in particolare nel Nord, come risulta dalle stime fornite da Cso Italy. Ma c'è un altro fattore importante nella determinazione dell'atteso calo produttivo di pesche e nettarine: la riduzione delle superfici dedicate (-5%), un trend peraltro già evidente da diversi anni nella maggior parte dei bacini produttivi. Le stime 2020 di pesche-nettarine (escluse percoche) si attestano dunque per l'Italia - come ha evidenziato il direttore Macchi - a poco meno di 820mila tonnellate, in flessione del 28% rispetto al 2019. Il calo delle percoche raggiunge il 44% sullo scorso anno.
 

L'Europa

L'offerta europea di pesche e nettarine per la stagione 2020 si stima al di sotto di 3,2 milioni di tonnellate, con un calo del 17% rispetto al 2019. Tutti i paesi produttori evidenziano volumi inferiori rispetto all'anno scorso e alla media del periodo 2014-2018 (-7%), a causa delle temperature miti registrate durante l'inverno appena trascorso, che hanno di fatto compromesso l'omogeneità del carico dei frutti sulle piante. A limitare ulteriormente le produzioni hanno concorso le gelate di fine di marzo-inizio di aprile, soprattutto nel Nord Italia, ma anche in Aragona, Catalogna, Valle del Rodano e Macedonia.
Se si escludono le percoche, il calo risulta ancora più evidente a livello europeo. Si prevedono infatti volumi di poco al di sopra di 2,4 milioni di tonnellate, ovvero il 19% in meno rispetto allo scorso anno e alla media 2014-2018.

Focalizzando la situazione degli altri paesi produttori si hanno le seguenti previsioni.

In Grecia, dove si sono registrati danni da gelo in Macedonia, prima regione per produzione nazionale, le previsioni (percoche escluse) indicano volumi di poco superiori alle 300mila tonnellate, in calo del 10% rispetto al 2019; per le percoche -8%.
In Spagna, a causa di gelate e piogge, i volumi attesi sono di poco superiori a 1 milione 100mila tonnellate per quanto riguarda il prodotto fresco (pesche e nettarine), in contrazione del 14% sul 2019. Per le pesche piatte si prevedono 282mila tonnellate, con un calo del 13%. Per le percoche i volumi saranno in linea con lo scorso anno.

I danni da gelo si sono fatti sentire anche in Francia, dove per il prodotto fresco (escluse dunque le percoche) le stime si attestano su 183mila tonnellate, un 7% in meno rispetto al 2019.

Annota Tomas Bosi, esperto delle produzioni di Cso Italy: "L'analisi dei dati fa emergere un calo della superficie peschicola che interessa diverse regioni europee. In Italia, soprattutto al Nord, è una dinamica che si verifica ormai da tempo, ma da due anni a questa parte anche diverse aree vocate spagnole evidenziano un calo del loro potenziale. E' un cambio di tendenza importante, dopo anni in cui la Spagna aveva puntato molto sulla peschicoltura".

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