Una buona impollinazione e la, conseguente allegagione, è la premessa fondamentale per il buon esito di una coltura. Da sempre le aziende sono state impegnate nell'escogitare e sviluppare tecniche per raggiungere questo obiettivo. I molti strumenti utilizzati (ormonature chimiche, flussi d'aria, consociazioni con piante impollinatrici) hanno fornito risultati non sempre soddisfacenti e nulla ha mai potuto raggiungere i risultati, per qualità e quantità, dell'impollinazione naturale. Gli insetti pronubi svolgono in natura un ruolo fondamentale e il loro rarefarsi è stato da più voci autorevoli indicato come un indicatore del peggioramento della qualità ambientale. Da molti anni ormai è consolidato l'impiego dei bombi allevati artificialmente per risolvere il problema dell'impollinazione delle colture agrarie; per alcune, come il pomodoro, è fondamentale a causa della conformazione del fiore che non permette una soddisfacente azione di altri pronubi.


I bombi sono imenotteri sociali organizzati in colonie costituite da una regina che depone le uova e da numerose operaie che raccolgono il polline ed il nettare e curano il nido. Le colonie sono stagionali e si sviluppano progressivamente per diverse settimane sino alla comparsa delle future regine che prelude alla fine del loro ciclo naturale. I bombi sono in grado di svolgere un ruolo chiave nell'impollinazione di diverse colture orticole. Essi sono comuni nei campi coltivati e si riconoscono per l'emissione di un tipico ronzio. Possiedono ragguardevoli dimensioni e sono muniti di colori vivaci (giallo, ruggine, rosso, oltre al bianco e nero) organizzati in bande trasversali. Sono insetti sociali e alla stessa stregua delle api danno origine a colonie. Le colonie hanno una durata annuale e sono molto meno numerose rispetto a quelle delle api; queste, composte al massimo da alcune centinaia di individui, sono incapaci di comunicare tra loro come fanno invece le api. 

 

Bombus terrestris viene utilizzato con successo da oltre 30 anni per l'impollinazione biologica di diverse colture orticole (pomodoro e altre specie). B. terrestris ha il corpo di colore nero, con l'eccezione della parte terminale dell'addome che è bianca e di due striature gialle sul torace e sull'addome. L'impiego dei bombi permette di ridurre i costi della mano d'opera e di migliorare gli standard qualitativi della produzione (pomodori di pezzatura più regolare, migliore colorazione, riduzioni degli attacchi di muffa grigia sulle bacche). 


Per la loro grande efficienza come bottinatori, i bombi sono comunemente usati per l'impollinazione di importanti coltivazioni quali pomodoro, peperone, melanzana, fragola, melone, e colture da frutto come pero, albicocco, susino e anche melo (i bombi aumentano la percentuale di allegagione del primo fiore e quindi diviene più facile il diradamento), kiwi, ciliegio, lampone ecc.

In serra l'arnia va sistemata su un supporto ad una altezza da terra di 0,5-1 m, al riparo della luce diretta del sole, evitando il contatto con piante o altre strutture che possono essere sfruttate dalle formiche per penetrare nel nido e cibarsi di sostanze zuccherine. 
Lasciare trascorrere almeno mezz'ora prima di aprire il foro di volo o rinviare l'apertura al mattino successivo se mancano poche ore al tramonto. Le arnie vanno introdotte in campo alla presenza dei primi fiori in una quantità che dipende dal tipo di specie o varietà, dal numero di fiori presenti e dalla presenza di altri impollinatori. In caso di colture a ciclo lungo l'introduzione delle arnie deve essere graduale e continuativa in modo da aver sempre presenza di arnie giovani ed arnie più mature senza pericolosi sbalzi di impollinazione.

Per la commercializzazione CBC Bioplanet, divisione di CBC Europe, dispone di due differenti prodotti in base alla coltura ed all'utilizzo che se ne vuol fare:

  • Arnia Bombox sono impiegabili principalmente in serra e sono costituite da un singolo nido Arnia;
  • Bombox Fruit, modello disegnato e progettato per l'uso in campo aperto, contiene due colonie preparate in modo da garantire un'attività rapida ed intensa come richiesto per l'impollinazione delle colture da frutto.

Prima dell'impiego in campo o in coltura protetta, il prodotto va tenuto in un luogo fresco ed utilizzato appena possibile.

 

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(Fonte: BIOGARD)

Quantità di impiego di Bombox e Bombox fruit

Come norma generale si può fare riferimento ai seguenti valori:

  • pomodoro insalataro o a grappolo: 1 arnia per circa 1.000 m²;
  • pomodoro ciliegino e datterino a grappolo: 1 arnia per 600-800/m²;
  • peperone e melanzana: 1 arnia sino a 1.500 m²;
  • melone, cocomero, zucchino: 1 arnia sino a 1.500 m²;
  • fragola, lampone, mirtillo ed altri piccoli frutti: 1 arnia sino a 2.000 m²;
  • colture da seme: 1 arnia per ambiente o comunque max 400 m²;
  • frutteti (melo, pero, ciliegio ecc.): dalle 2 alle 3 arnie Bombox Fruit per ettaro;
  • kiwi: dalle 4 alle 5 arnie Bombox Fruit per ettaro.