Cerealicoltura, la guida satellitare conviene? Facciamo i conti

Uno studio del Crea ha messo a confronto la guida manuale con quella semi automatica durante le attività di semina del frumento. La prima è più conveniente nelle aziende piccole, mentre la seconda risulta ideale per le grandi aziende e i contoterzisti. Ecco i dati

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Uno dei campi seminati grazie alla guida parallela
Fonte foto: Crea

La guida parallela (o semi automatica) è considerata l'entry level dell'agricoltura di precisione. Consiste in un sistema che permette di mantenere la traiettoria del trattore in campo in maniera automatica, senza la necessità di intervento da parte dell'operatore, che deve invece subentrare nelle manovre di svolta a fine campo.

Il sistema si basa su un modulo di ricezione satellitare (Gnss) e di correzione Rtk, Real time kinematic, che identifica la posizione del trattore nel campo con un errore di 2-3 centimetri. A questi si abbina il sistema di navigazione che comanda lo sterzo della trattrice attraverso un sistema idraulico.

La guida parallela ha il pregio di rendere le operazioni di campo più precise, sollevando l'operatore dall'onere di correggere in continuazione la traiettoria del mezzo mentre avanza in campo e permettendo anche il lavoro di notte o in condizioni di scarsa visibilità. Ma è anche conveniente? Uno studio del Crea-It (Semi automatic guidance vs. manual guidance in agriculture: a comparison of work performance in wheat sowing) ha provato a mettere a confronto la guida manuale con quella semi automatica nell'attività di semina del grano, con questi risultati.


Guida manuale e semi automatica a confronto

Dalla prova sperimentale, effettuata presso il centro Crea di Monterotondo (Roma), è emerso che:
  • La guida parallela permette di seminare in maniera uniforme tutta la superficie coltivabile, riducendo drasticamente le sovrapposizioni e le aree non coltivate. Questo si traduce in un risparmio di seme pari a 6,4 chilogrammi/ettaro (che ai prezzi di mercato corrisponde a circa 3,7 euro).

In verde chiaro le aree seminate con la guida parallela, in rosso quelle con la guida automatica. In azzurro le aree di campo non seminate
In verde chiaro le aree seminate con la guida parallela, in rosso quelle con la guida automatica. In azzurro le aree di campo non seminate
 
  • La guida parallela permette un marginale risparmio di gasolio, pari a 0,18 litri/ettaro.
  • Considerando tutti i paramenti (minor uso di gasolio e sementi, più efficiente lavoro di seminatrice e trattore) il sistema semi automatico genera risparmi dell'ordine di 3,79 euro/ettaro.
  • La guida parallela permette di risparmiare tempo nelle svolte in capezzagna, in quanto il trattorista non deve obbligatoriamente entrare nella fila successiva a quella lavorata, al fine di orientarsi con il solco lasciato dal disco segnafila. Ma una volta inserito nel sistema la larghezza della seminatrice può rientrare anche una o più file dopo, evitando dunque manovre e risparmiando secondi preziosi. Lo studio quantifica in 1,2 ettari la superficie maggiore che il trattorista può lavorare in un giorno grazie alla maggiore efficienza.
  • Di contro per attrezzare il trattore con il sistema di guida parallela sono serviti circa 40mila euro. Cifra elevata che però si riferisce ad attrezzature comprate diversi anni fa e "top di gamma". Oggi con cifre molto più basse, pari a poche migliaia di euro, si può avere la guida semi automatica. A far lievitare i costi è il sistema Rtk, che garantisce un margine di errore di 2-3 centimetri.


Concludendo

"La guida semi automatica conviene alle aziende agricole che hanno molti ettari da coltivare, specialmente se suddivisi in appezzamenti piccoli, dove sono richieste molte manovre. È utile soprattutto ai contoterzisti che in questo modo riescono ad ottimizzare le ore macchina", spiega Antonio Scarfone, ricercatore del Centro di ingegneria agraria del Crea di Monterotondo e tra gli autori dello studio.

Bisogna poi prendere in considerazione il fatto che il sistema di guida assistita non è ammortizzato solo sulla semina, ma su tutte le operazioni di campo effettuate in azienda, anche su colture diverse dal frumento. E che rappresenta, oggi, un indispensabile primo passo di un percorso verso il precision farming.

Infine, valutando i costi sopra elencati, bisogna considerare che il prezzo della tecnologia si è notevolmente abbassato negli anni, rendendo maggiormente abbordabili tali sistemi. Ogni agricoltore dovrebbe dunque fare le proprie valutazioni, anche in considerazione del provvedimento governativo sul credito d'imposta, che permette di comprare trattori e attrezzature smart con importanti "sconti".

Il report completo è disponibile in questa pagina.

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