In sede di trilogo il Parlamento Europeo e il Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle nuove regole per ridurre, riutilizzare e riciclare gli imballaggi, aumentare la sicurezza e promuovere l'economia circolare. Lo ha reso noto il 5 marzo scorso un comunicato dell'Europarlamento.

Contestualmente, il ministro dell'Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida, ha espresso una posizione sull'esito dell'accordo provvisorio, con la quale - pur apprezzando i progressi fatti - sottolinea che allo stato per il nostro Paese resta "inaccettabile" il divieto per alcuni imballaggi monouso, come quello per le confezioni di frutta e verdura fresca minori di 1,5 chilogrammi.

 

L'accordo provvisorio sarà ora sottoposto per approvazione ai rappresentanti degli Stati membri in seno al Consiglio (Coreper) e alla Commissione per l'Ambiente del Parlamento. Se approvato, il testo dovrà poi essere formalmente adottato dalle due istituzioni, previa messa a punto da parte dei giuristi-linguisti, prima che il Regolamento possa essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Ue ed entrare in vigore. Il Regolamento si applicherà 18 mesi dopo la data di entrata in vigore.

 

I termini dell'accordo provvisorio

"Le nuove misure - prosegue il comunicato del Parlamento Europeo - mirano a rendere più sicuri e sostenibili gli imballaggi utilizzati nell'Ue, imponendo che tutti gli imballaggi siano riciclabili, riducendo al minimo la presenza di sostanze nocive, riducendo gli imballaggi non necessari, incrementando l'utilizzo di contenuti riciclati e migliorando la raccolta e il riciclaggio. L'accordo stabilisce obiettivi di riduzione degli imballaggi (5% entro il 2030, 10% entro il 2035 e 15% entro il 2040) e richiede ai Paesi dell'Ue di ridurre, in particolare, la quantità di rifiuti di imballaggio in plastica".

 

Secondo l'accordo, a partire dal 1° gennaio 2030 saranno vietati alcuni formati di imballaggi monouso in plastica, come gli imballaggi per frutta e verdura fresca non trasformata, gli imballaggi per alimenti e bevande riempiti e consumati in bar e ristoranti, le porzioni individuali (ad esempio per condimenti, salse, creme, zucchero).

 

Gli eurodeputati hanno inoltre garantito il divieto di utilizzare sacchetti di plastica molto leggeri (inferiori a 15 micron), a meno che non siano necessari per motivi igienici o siano forniti come imballaggio primario per alimenti sfusi per aiutare a prevenire lo spreco di cibo. Per prevenire effetti negativi sulla salute, il Parlamento ha garantito l'introduzione di un divieto sull'uso delle cosiddette sostanze chimiche per sempre (sostanze alchiliche per- e polifluorurate o Pfas) negli imballaggi a contatto con gli alimenti.

 

I negoziatori hanno concordato di fissare un obiettivo specifico per gli imballaggi riutilizzabili per le bevande alcoliche e non alcoliche entro il 2030 (almeno il 10%). Gli Stati membri possono concedere una deroga di cinque anni a questi requisiti a determinate condizioni. Ma in tale schema non rientra il vino.

 

I distributori finali di bevande e cibo da asporto nel settore della ristorazione sarebbero obbligati a offrire ai consumatori la possibilità di portare il proprio contenitore. Dovrebbero inoltre sforzarsi di offrire il 10% dei prodotti in un formato di imballaggio riutilizzabile entro il 2030. Inoltre, su richiesta del Parlamento, gli Stati membri dovranno incentivare i ristoranti, le mense, i bar, i caffè ed i servizi di catering a servire l'acqua del rubinetto (se disponibile, gratuitamente o con un basso costo di servizio) in un formato riutilizzabile o ricaricabile.

 

I negoziatori hanno concordato che tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili, rispettando criteri rigorosi da definire attraverso la legislazione secondaria. Sono previste alcune esenzioni per legno leggero, sughero, tessuti, gomma, ceramica, porcellana o cera.

 

Altre misure concordate sono:

  • obiettivi minimi di contenuto riciclato per qualsiasi parte in plastica dell'imballaggio;
  • obiettivi minimi di riciclaggio in base al peso dei rifiuti di imballaggio prodotti e maggiori requisiti di riciclabilità;
  • 90% dei contenitori per bevande monouso in plastica e metallo (fino a tre litri) da raccogliere separatamente entro il 2029.

La posizione dell'Italia

"La riduzione dal 90 all'80% della differenziata e i target ridotti al 2025 dimostrano che il negoziato tra le istituzioni europee sul Regolamento Imballaggi comincia ad accogliere alcune delle richieste del Governo Meloni" ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

 

"Tuttavia - ha aggiunto il ministro - resta per noi inaccettabile, il divieto per alcuni imballaggi monouso, come quello per frutta e verdura fresca sotto 1,5 chilogrammi. Auspico che il Consiglio Europeo tenga conto degli sforzi del Parlamento Ue che aveva votato per una maggiore flessibilità nell'attuazione del Regolamento, contro il divieto di imballaggi monouso nell'ortofrutta e per l'esclusione del vino e degli spumanti dai target di riutilizzo imposti nella proposta originale della Commissione Europea. Non può essere penalizzata una nazione, come l'Italia, che da anni è fortemente impegnata nel settore dell'economia circolare e rappresenta un'eccellenza a livello europeo per la gestione dei rifiuti da imballaggio".