Grano duro, listini in discesa

Ieri alla Borsa merci di Foggia nuovo calo di 5 euro, Bari perde altri 3 euro nella seduta del 12 maggio. Contrastati i prezzi delle piazze all'origine rilevate da Ismea

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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In calo anche il prezzo del cereale iberico sulla piazza barese e l'indice nazionale americano a Chicago

Ieri, 13 maggio 2020 il grano duro fino nazionale alla Borsa merci di Foggia, principale mercato all'ingrosso del Sud, ha perso altri 5 euro alla tonnellata rispetto sulla seduta del 6 maggio.
Raggiungono così i 7 euro alla tonnellata le perdite subite sui prezzi raggiunti l'8 aprile scorso e replicati nelle sedute del 15, 22 e 29 dello scorso mese, attestandosi a 302 euro alla tonnellata sui massimi. L'8 aprile si era verificato l'ultimo rialzo di ben 10 euro che aveva portato il cereale pastificabile a 310 euro alla tonnellata sui massimi. Può dirsi così avviata una fase di deciso assestamento dei prezzi, che risentono delle positive previsioni di aprile sul prossimo raccolto, seppure ancora contrastate dalle insistenti preoccupazioni sulla siccità in atto negli areali meridionali. Quello di ieri è il secondo calo consecutivo, ma dal 4 dicembre 2019, quando il cereale pastificabile perse 3 euro alla tonnellata scendendo a 285 euro sui massimi, fino al 29 aprile 2020, i prezzi avevano descritto un lungo trend di crescita.

Sulla stessa linea anche Borsa merci Bari: -3 euro alla tonnellata per il pastificabile nazionale, che perviene così a 306 euro sui massimi ed anche per lo Spagnolo, mentre continua a non essere quotato il Canadese di prima qualità.

E dai mercati in campagna – rilevati da Ismea – giungono segnali contrastanti: in calo Bari (-2,6%) e le piazze siciliane (-1,7%), in rialzo Campobasso (+0,4%), stabili le tutte le altre monitorate: Matera, Foggia e Napoli.
 

Bmti: prossimo raccolto in Italia +8%, ma resta l’incognita siccità

Secondo la newsletter Cereali di Borsa merci telematica italiana, diffusa ieri, nel corso di aprile il Fixing indicativo nazionale camerale del grano duro fino si è attestato in media a 295,6 euro la tonnellata, in rialzo su marzo del 3,8% e del 24,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. Ed appare difficile fare previsioni sul prezzo, atteso che “sul fronte del nuovo raccolto, i dati di fine aprile della Commissione europea mostrano prospettive positive per l’Italia, con una crescita dell’8% rispetto al 2019 ed una produzione attesa sui 4,1 milioni di tonnellate – scrive Bmti, che sottolinea - Un aumento più lieve (+1%) è invece previsto per il raccolto dei 27 stati membri, stimato sui 7,6 milioni di tonnellate”. Segnali che dovrebbero dunque ispirare una linea ribassista, ma poco oltre la medesima fonte riferisce: “L’attesa degli operatori è ormai rivolta al nuovo raccolto, sul quale tra gli operatori permangono incertezze legate alle scarse precipitazioni”.
 

Indice nazionale dei prezzi Usa a Chicago

L'Indice nazionale dei prezzi Usa del grano duro invernale ieri a Chicago si è posato sui 4367 punti: tra il 6 ed il 13 maggio è così nuovamente diminuito e di ben 144 punti (-3,19%), e non solo viene bruciato il parziale recupero della scorsa settimana di 65 punti, ma l’indice americano si riporta a -188 punti (-4,13%) rispetto ai 4555 punti dello scorso 1° gennaio. Volatilità ulteriormente confermata.
 

Prezzi all'ingrosso a Foggia

Il grano duro fino nazionale mietitura 2019, proteine minime 12% e peso specifico 80 chilogrammi ogni 100 litri, ha visto ieri, 13 maggio 2020, la sua quarantatreesima seduta di stagione alla Borsa merci della Camera di commercio di Foggia. L’Osservatorio prezzi ne ha fissato il valore in 302 euro alla tonnellata sui massimi e 297 euro sui minimi, e quindi in calo di 5 euro a tonnellata sulla precedente quotazione del 6 maggio.

Il calo di ieri apre ad un possibile periodo di ribassi e conferma la fine di un lungo periodo rialzista, costruito da un alternarsi di fasi di crescita dei prezzi e di stabilità, iniziato con il rialzo di 2 euro del 5 febbraio scorso più di 3 mesi or sono, che portò il prezzo sui massimi a 288 euro e che aveva avuto un lungo preludio di stabilità, iniziato l'11 dicembre 2019, con i valori sempre attestati a 285 sui massimi.

A maggio appena iniziato il primo scorcio del 2020 fa pur sempre contare rialzi complessivi per 17 euro sui massimi a partire dalla prima seduta dell’8 gennaio.

I valori di ieri restano superiori di 12 euro rispetto ai massimi di 285-290 del 2019, registratisi tra le sedute del 30 ottobre e del 13 novembre. E appaiono maggiori di 31 euro in confronto a quelli espressi nella seduta del 9 ottobre e di 47 euro sovrastanti quelli del 31 luglio 2019. Ma i 302 euro di ieri superano di ben 52 euro i valori massimi dell’15 maggio 2019, attestati a 250 euro: il 20,80% in più.

I valori conseguiti con i rialzi di stagione compresi dal 26 giugno 2019 a ieri si attestano complessivamente a 72 euro sopra quelli del 19 giugno 2019, data dell'esordio di stagione commerciale. E sono prezzi che superano di 54 euro quelli di fine campagna commerciale del 29 maggio 2019: attestati a 243,00 euro alla tonnellata sui minimi e 248,00 sui massimi. Nuovamente non quotato ieri il grano duro biologico.
 

Borsa merci Bari, frumento duro nazionale

Il 12 maggio 2020 alla Borsa merci di Bari, il prezzo del grano duro fino nazionale - peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime 13% - è tornato nuovamente al ribasso di 3 euro alla tonnellata, attestandosi a 301 euro alla tonnellata sui minimi e 306 euro sui massimi, perdendo così 3 euro rispetto ai prezzi del 21 aprile, stabiliti con un aumento di 5 euro sulla precedente seduta del 7 aprile. Si tratta del secondo calo successivo quello di 3 euro alla tonnellata registrato il 27 novembre 2019. Dalla successiva seduta del 3 dicembre, il cereale pastificabile nazionale – attestato a 285 euro alla tonnellata sui massimi - in un alternarsi di fasi di stabilità e di crescita è gradualmente aumentato di valore e da allora fino alla seduta del 12 maggio -inclusi gli ultimi due cali per complessivi 6 euro - l’incremento è stato di 21 euro alla tonnellata.

Il grano duro nazionale sulla Borsa merci di Bari si attesta ora ad un valore superiore di 38 euro alla tonnellata rispetto alla seduta del 27 agosto scorso. Dal 30 luglio 2019 l'aumento registrato su questa piazza è di 40 euro.

Il grano duro biologico buono mercantile continua ad essere negativo e perde altri 5 euro alla tonnellata, dopo il calo di 3 euro della scorsa seduta e si è attestato a 375 euro alla tonnellata sui minimi e 380 sui massimi, accusando, rispetto all'ultima seduta del 2019, un calo complessivo di 28 euro.
 

Borsa merci Bari, cereali esteri

Il grano duro Spagnolo, con proteine al 13%, è alla sua trentanovesima quotazione ed è in perdita di 3 euro sulla scorsa seduta, attestandosi a 305 euro alla tonnellata sui minimi e a 309 sui massimi. In ogni caso registra un guadagno complessivo rispetto all’ultima seduta del 2019 - grazie anche alle ultime riunioni positive precedenti - di 21 euro sui massimi. Rispetto al 3 settembre 2019, il cereale iberico ha guadagnato 41 euro alla tonnellata sui massimi. Il grano duro Canadese di prima qualità, con proteine minime al 15%, per la quinta seduta consecutiva non è stato quotato.
 

Prezzi all'origine: tutte le piazze del Mezzogiorno d'Italia

Bari
All'origine Ismea ha rilevato a Bari l’11 maggio 2020 il prezzo del frumento duro fino nazionale alle condizioni di "franco azienda" a 298 euro alla tonnellata sui minimi e 302 sui massimi, risultando in calo di 8 euro alla tonnellata rispetto all'ultima rilevazione del 4 maggio. Il cereale ha guadagnato dal 26 agosto 2019 - quando stazionava a 257-262 euro a tonnellata - ben 41 euro sui minimi e 40 sui massimi.

Matera
A Matera, alle condizioni di "franco azienda" Ismea rileva il grano duro fino nazionale l’11 maggio a 295 euro alla tonnellata sui valori minimi e 303 sui massimi e con un prezzo prevalente di 311 euro che risulta stabile sull’ultima rilevazione del 4 maggio. Rispetto al 29 luglio 2019 - quando il cereale pastificabile era attestato a 243 euro alla tonnellata sui minimi e 246 sui massimi, l'incremento del prezzo è stato di 57 euro alla tonnellata sui massimi e di 52 euro a tonnellata sui minimi. Volendo raffrontare il prezzo prevalente il 4 maggio scorso al prezzo massimo del 29 luglio 2019, la crescita è stata di ben 65 euro a tonnellata.

Foggia
A Foggia alle condizioni di "franco azienda", Ismea ha rilevato il 6 maggio il grano duro fino nazionale a 295 euro alla tonnellata sui valori minimi e 300 sui massimi, risultando stabile sul 29 aprile. Allo stato la piazza di Foggia guadagna complessivamente 12 euro sui massimi valori che erano stati raggiunti in questa mietitura il 30 ottobre scorso, 283 - 288, e mantenuti fino al 6 novembre. I prezzi attuali risultano comunque maggiori rispetto al 28 agosto di 45 euro a tonnellata. Il cereale pastificabile su questa piazza, secondo Ismea, ha guadagnato 55 euro a tonnellata sui prezzi del 31 luglio 2019.

Napoli
A Napoli i prezzi del grano duro pastificabile alle condizioni "franco magazzino arrivo" rilevati da Ismea il 5 maggio risultano stabili sui valori registrati nella settimana precedente, attestati a 315 euro sui minimi e 320 sui massimi. A Napoli dal 20 agosto 2019, quando il cereale era rilevato a 270-272 euro, al 28 aprile scorso, i prezzi sono lievitati di 45 euro sui minimi e 49 euro sui massimi.

Sicilia
Sulle piazze siciliane di Palermo e Catania Ismea ha rilevato i prezzi del grano duro fino alle condizioni "franco azienda" il 5 maggio 2020 a 280 euro alla tonnellata sui minimi e 285 sui massimi, registrando valori in calo di 5 euro alla tonnellata sulla settimana precedente. Con gli ultimi valori rilevati in ordine di tempo le due piazze siciliane presentano prezzi maggiori di 70 euro a tonnellata sulle rilevazioni dell'istituto effettuate il 20 agosto 2019.

Campobasso
A Campobasso il 4 maggio Ismea ha rilevato il prezzo del grano duro fino alle condizioni "franco azienda" a 265,70 euro alla tonnellata sui minimi e 275,20 sui massimi, registrando valori in crescita sulla rilevazione del 27 aprile di 1,20 euro a tonnellata sui minimi ed euro 0,70 sui massimi. Tali prezzi appaiono maggiori di euro 29,20 sui minimi rispetto al 29 luglio - quando Ismea rilevava 236,50 euro la tonnellata - ed in rialzo di euro 33,70 sui massimi raggiunti in quella data, pari a 241,50.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export biologico prezzi mercati siccità

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