Psr Campania, Copagri chiede a De Luca un passo indietro

Nell'imminenza della fase conclusiva della Conferenza agricola regionale, l'organizzazione agricola chiede la fine dell'interim del presidente e la nomina di un assessore all'Agricoltura, per affrontare i problemi del programma attuale, ma soprattutto per programmare il futuro

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il Psr Campania vanta numeri solidi, ma i ritardi burocrati e la necessità di programmare il Psr 2021-2027 ha innescato l'azione di Copagri
Fonte foto: © kanachaifoto - Fotolia

Nell'imminenza della fase conclusiva della Conferenza agricola regionale c'è maretta in Campania sul Programma di sviluppo rurale 2014-2020. Anche se il programma campano di incentivo agli investimenti in agricoltura è già in una posizione prossima alla sicurezza rispetto al rischio di disimpegno automatico del Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale. Il punto dirimente - che si ripropone - è quello che manca chi si occupi stabilmente del settore agricolo regionale a tempo pieno.

Tanto che Copagri Campania, pur a meno di un anno dalla scadenza del mandato del Consiglio regionale per la Campania e della giunta capitanata da Vincenzo De Luca, assessore alle Politiche agricole ad interim, ha chiesto nella scorsa settimana che venga nominato un assessore all'Agricoltura. Il sottinteso della nota Copagri è il seguente: il consigliere all'Agricoltura del presidente De Luca, l'avvocato Franco Alfieri, ha ora un nuovo impegno, è stato eletto sindaco di Capaccio-Paestum, in provincia di Salerno, e potrebbe non avere tutto il tempo necessario da dedicare all'agricoltura regionale.

E ha fatto rumore l'assenza del consigliere Alfieri in Commissione speciale sburocratizzazione del Consiglio regionale, proprio la scorsa settimana, chiamato a discutere dei ritardi sulle graduatorie delle tipologie d'intervento del Psr Campania 4.1.1 (investimenti materiali delle aziende agricole) 4.1.2 (investimenti dei giovani legati al premio) e 6.1.1 (primo insediamento dei giovani agricoltori), questione già sollevata da Coldiretti Campania quasi due mesi fa.

"Questo vuoto va colmato subito, il governatore De Luca la smetta di ricorrere alle deleghe e nomini un assessore alle politiche agricole che possa affrontare in modo coerente ed efficace i nodi e le sfide che ci attendono" si legge nella nota di Copagri Campania diffusa il 20 giugno, subito dopo i fatti del Consiglio.

"Una esigenza che è emersa con nettezza negli ultimi incontri, prima presso l'assessorato alla Agricoltura e poi in audizione in Consiglio regionale in IV Commissione speciale (quella che si occupa della  sburocratizzazione e informatizzazione della Pubblica amministrazione Ndr) – sottolinea Copagri – perché ci avviamo a concludere la programmazione 2014-2020 e ci accingiamo a disegnare quella nuova 2021-2027".

Sullo sfondo ci sono i solidi numeri del Psr Campania recentemente comunicati alle organizzazioni agricole: su 1.812,5 milioni di risorse a budget, la spesa programmata è attestata a 1.586,3 milioni (83%), mentre gli impegni vincolanti di spesa, con 1.111,8 milioni sono pari al 70% della spesa già programmata e al 61,34% del budget.

"Non siamo preoccupati dei valori assoluti, perché siamo certi che come è stato superato il valore di rischio di disimpegno 2017 e 2018, e raggiunto il target di performance framework nel 2018, lo stesso sarà per il 2019 e il 2020" afferma Copagri Campania. Che però sottolinea con forza: "Oggi abbiamo due temi da affrontare, le risorse economiche ancora disponibili sul Psr vigente e l'impostazione del nuovo programma 2021-2027, che possa garantire un settore agricolo regionale competitivo, sostenibile e innovativo".

Un impegno gravoso in pochi mesi, per cui l'organizzazione chiede al presidente De Luca "di mostrare senso di responsabilità, nominando l'assessore alle politiche agricole".
"Ci aspettano sfide fondamentali, quali occupazione, crescita, cambiamento climatico e sicurezza alimentare - conclude Copagri -  Per poter rispondere a queste sfide ci occorre una vera guida politica che faccia da ponte con Bruxelles per garantire un settore agricolo regionale dinamico e competitivo".

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