Sana, la Campania in grande spolvero

Ben sette aziende su 9 selezionate dalla regione sono targate Cia, viaggio nella terra felix: dove il 10% della sau è bio e le certificazioni marciano al ritmo di 1000 in più all'anno

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Produzioni biologiche: in Campania la Cia sente l'esigenza di un Piano sementiero per ottimizzare la certificazione di filiera
Fonte foto: © Aiab

Dall’8 all’11 settembre la Campania sarà tra i protagonisti della 29° edizione di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale in programma a Bologna.
Sono 9 le aziende regionali che hanno risposto all’avviso di partecipazione della Direzione generale politiche agricole della Regione Campania e che animeranno l’area espositiva del biologico made in Campania.

A testimonianza del progressivo lavoro di organizzazione di un settore sempre più significativo del mercato legato al food, su nove aziende ben sette sono iscritte ad Anabio Campania, la sezione regionale dell’Associazione nazionale agricoltura biologica promossa da Cia – agricoltori italiani.

A rappresentare la Campania bio saranno aziende che hanno investito nel biologico nei più vari ordinamenti colturali e di allevamento: dalla produzione di miele a quella di olio extravergine di olive, vitivinicole e vivaistiche.

"Il biologico – osserva Filomena Merola, presidente di Anabio Campania, associazione promossa in seno a Cia Campania – cresce al ritmo del 20% l'anno, con 1.000 aziende certificate in dodici mesi e vale il 10% della superficie agraria utile. Numeri importanti, ma questa crescita va governata, a partire da un piano sementiero. Al di là dei trend del momento, il biologico e l’agroalimentare in genere rappresentano aspetti centrali del sistema economico della nostra regione e del nostro Paese. Gli investimenti e le politiche di sviluppo devono partire da questo assunto, altrimenti ci limitiamo al folklore e alla retorica della tradizione".

"Come l'anno scorso anche quest'anno Cia Campania - aggiunge Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Campania e vicepresidente nazionale di Cia - agricoltori italiani - ha dato un contributo molto significativo per garantire un'adeguata rappresentanza nel più importante appuntamento di settore nazionale ai prodotti e alle aziende del nostro territorio".

La gamma dei prodotti bio in Campania si è fortemente arricchita negli ultimi anni. I classici prodotti della trasformazione agroindustriale quali olio (di oliva e di semi), le paste alimentari, i vini, i succhi di frutta, i derivati del pomodoro (polpa, pelati, passate), sono ormai commercializzati ampiamente in Italia e in Europa.

Ma in Campania si producono anche surgelati biologici, ortaggi freschi prelavorati e addirittura pizze surgelate. Per quel che riguarda la produzione di ortofrutta da consumo fresco ancora discreta è la richiesta da parte della grande distribuzione organizzata, sia a livello nazionale che europeo ed internazionale.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Cia Campania

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Tag: biologico fiere organizzazioni agricole

Temi caldi: sementi

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