Campania, definito il Psr 2014-2020, ma le schede di misura torneranno a Bruxelles

Varati a Napoli dall'ultimo Comitato di sorveglianza primi bandi per investimenti, primo insediamento e calamità naturali

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Francesco Alfieri, consigliere per l'Agricoltura del presidente De Luca
Fonte foto: © Facebook - Franco Alfieri

La scorsa settimana si è concluso il laborioso iter che porterà all’emanazione dei primi bandi del Psr della Campania 2014-2020 che, con un miliardo e 836 milioni, è il secondo programma comunitario per l’agricoltura d’Italia. A Napoli il Comitato di sorveglianza ha approvato i criteri di selezione delle principali misure rimaste in sospeso. Ne escono confermati i criteri adottati prima dell’avvio della procedura scritta per quanto riguarda le filiere prioritarie ed i punteggi.
E restano le perplessità delle organizzazioni agricole, a cominciare da Cia e Confagricoltura Campania. Anche se temperate da una promessa: la revisione delle schede di misura, che dovranno tornare in Commissione Ue.

Sono da considerare definitivi i criteri di selezione per le misure a investimento: la 4.1.1 (investimenti nelle aziende agricole) e la 4.1.2  che riunisce investimenti e premio per il primo insediamento dei giovani agricoltori. Via libera anche al premio per il primo insediamento (misura 6.1.1) e per il ripristino del potenziale agricolo colpito da calamità naturali (misura 5.2.1).
Infine sono pronte anche le due misure sui Gruppi di azione locale (19.1 e 19.2.). Non sono state però accolte le osservazioni di Confagricoltura Campania sulle misure a investimento inerenti le filiere prioritarie: restano escluse, se pur con recuperi per i punteggi aperti a tutte le tipologie di aziende, le filiere bufalina e ortofrutticola.

Il direttore generale dell’assessorato Filippo Diasco, definirà a breve i criteri per le ultime misure rimaste in sospeso: la 1 (conoscenza), la 2 (consulenza e sostituzione) e la 16 (cooperazione), per le quali è necessario un ulteriore approfondimento, ma senza dover passare nuovamente per il Comitato di sorveglianza.
In questo modo si potrà intanto partire con i bandi, salvo poi revisionare le schede di misura più avanti in sede di Commissione Ue.

Il consigliere per l’Agricoltura Francesco Alfieri ha incontrato i vertici di Confagricoltura Campania durante il consiglio direttivo di venerdì scorso, tenutosi a margine del Comitato di sorveglianza; e l’organizzazione agricola, in un comunicato stampa che fornisce prova dell’incontro, riferisce che “sul nuovo Programma di sviluppo rurale, Confagricoltura ha evidenziato le difficoltà che si avranno nella gestione dei bandi”.
Sempre da Confagricoltura però si rende noto quello che pensa il consigliere per l’Agricoltura della Regione Campania Alfieri: “Ringrazio Confagricoltura per le sollecitazioni che mi ha offerto oggi ed in questi primi giorni di lavoro. Sono innanzitutto convinto che la politica deve riprendere il primato delle scelte nella programmazione strategica di quello che considero uno dei più importanti settori produttivi campani, ed è per questo che il presidente De Luca ha voluto trattenere per sé la delega”.
Alfieri infine afferma: “Di certo bisogna lavorare per priorità dando ampia attenzione alle difficoltà ed alle istanze del territorio compresi gli adeguamenti che si renderanno necessari alle schede di misura del Psr Campania”.

“Grazie al consigliere Alfieri per la sensibilità dimostrata accogliendo il nostro invito di oggi - dice Rosario Rago, presidente di Confagricoltura Campania - e voglio ribadire con forza che la nostra organizzazione gli sarà vicino in questa battaglia di rinnovamento che vuole portare avanti”.

“Finalmente c'è stata la dovuta concertazione con le organizzazioni agricole”, ha detto Mario Grasso, direttore di Cia Campania, a margine dei lavori del Comitato di sorveglianza sul Psr della Campania 2014-2020.
“Il tempo dedicato ai lavori preparatori è stato poco, si è lavorato su un impianto del piano operativo approvato a Bruxelles che però ha evidenti paletti, non modificabili in sede di Comitato di sorveglianza. E’ ora prioritario far partire i bandi, almeno quelli destinati alle imprese agricole e per le aree rurali”.
Grasso ha ulteriormente detto: “Subito dopo occorre programmare un utilizzo dei fondi del Psr a favore di progetti strategici per le filiere e per una migliore organizzazione del mondo agricolo ed agroalimentare, utilizzando gli strumenti integrati e complementari previsti nel Psr, come i progetti integrati di filiera, i sistemi di sviluppo locale di tipo partecipativo per le startup e per le Organizzazioni dei produttori”.

"La Cia
 inoltre - sottolinea Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Campania e vicepresidente nazionale Cia - ritiene fondamentale rivedere le procedure, semplificando e velocizzando sia la fase di istruttoria che quelle di gestione della spesa, eliminando tanti passaggi burocratici che nel passato hanno allungato i tempi per la rendicontazione e di fatto la spesa stessa”.

 
“È meglio non partire se prima non ci sono i presupposti per riuscire al meglio, rischiando di vanificare il tempo. Meglio aspettare qualche giorno in più che mantenere procedure complicate che rischiano di bloccare gli investimenti alle imprese”.
“Infine -
 conclude Mastrocinque - esprimiamo il nostro apprezzamento per l’apertura della discussione alle imprese e al mondo produttivo. Frutto di un approccio nuovo, improntato al fare e che sta attuando il consigliere per l’Agricoltura del presidente De Luca, Francesco Alfieri”.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: organizzazioni agricole unione europea psr bandi Psr

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