Tabacco: al via il ritiro del "Bright"

Il Veneto è il terzo produttore d'Italia Masiello (Ont Italia): “2014, un altro anno di importante collaborazione contrattuale per la sostenibilità della tabacchicoltura italiana”

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La produzione di tabacco in Italia è stata, nel 2013, pari a 51.400 tonnellate
Fonte foto: © Swapan - Fotolia

Con le prime consegne del prodotto veneto, ha preso avvio la fase di ritiro del tabacco greggio del contratto sottoscritto da Ont Italia (Organizzazione nazionale tabacco) e Philip Morris Italia per il raccolto 2014. Il contratto riguarda la varietà Fcv Bright delle Organizzazioni dei produttori Opit (Organizzazione produttori italiani di tabacco) e Aprotab e interessa oltre 120 aziende, umbre, venete, toscane e abruzzesi, 3.100 ettari e 10.000 tonnellate di tabacco, che rappresentano circa il 25% della varietà Bright complessivamente contrattata in Italia.
Anche quest’anno abbiamo deciso di iniziare le consegne prima degli altri contratti nazionali - ha affermato Gennaro Masiello, presidente di Ont Italia, intervenuto al centro di raccolta di Bastia Umbra in occasione della prima giornata di ritiro del prodotto - per velocizzare il pagamento del prezzo ai produttori”. Per Masiello l’intera filiera deve continuare in modo incisivo l’azione di razionalizzazione e di efficientamento intrapresa negli ultimi anni e garantire, con adeguate politiche di mercato, la sostenibilità della coltivazione del tabacco; settore che resta fondamentale per le economie di importanti aree del Paese.

Ha una valenza innovativa – sottolinea il veronese Alberto Mantovanelli, vice presidente di Opit - il contratto siglato a partire dal 2011 da Coldiretti e Philip Morris Italia, che ha contribuito a garantire un reddito alle imprese e a mantenere il lavoro in una filiera che occupa in Italia complessivamente circa 50 mila addetti, nelle sole fasi di coltivazione e di prima trasformazione. In Veneto, e nel veronese in particolare in cui si conta circa l’80% della superficie coltivata nella regione con circa 100 aziende che producono quasi esclusivamente tabacco Bright e impiegano circa 3000 addetti, la produzione di tabacco è di rilievo per l’economia del territorio. La coltivazione, infatti, si concentra in pochi comuni, che risentono peraltro già fortemente della crisi”. I tabacchicoltori aderenti all’Opit si sono incontrati nel mese di luglio nel centro servizi di Coldiretti Verona a Sona per il loro appuntamento annuale e per approfondire le tematiche relative alla coltura del tabacco.

Alla prima giornata di ritiro del prodotto a Bastia Umbra, erano presenti anche Cesare Trippella, responsabile degli acquisti di Philip Morris Italia, Luigi Auriemma amministratore delegato Ont Italia, Marcella Calabresi presidente di Opit, l’Organizzazione produttori italiani tabacco promossa dalla Coldiretti Umbria, Albano Agabiti e Diego Furia, rispettivamente presidente e direttore Coldiretti Umbria, con quest’ultimi che hanno ribadito come quello del tabacco sia ancora un settore portante dell’economia regionale, grazie anche allo sforzo di tanti produttori agricoli che hanno puntato su qualità e sostenibilità.

La produzione di tabacco in Italia è stata, nel 2013, pari a 51.400 tonnellate concentrata nelle regioni Veneto (25 per cento), Umbria (29 per cento), Campania (35 per cento) e Toscana (7 per cento), ma presente anche nel Lazio, Abruzzo, Marche e Friuli Venezia Giulia.

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