Agricoltura biologica, l'Europa al voto

La Commissione lancia una consultazione online: i risultati confluiranno in un nuovo regolamento quadro

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Agricoltura biologica in Europa, al via la consultazione online

Lanciata online una consultazione comunitaria sul biologico.

In vista dell'entrata in vigore, entro fine anno, di nuove regole per il settore, la Commissione europea apre il dibattito tra i cittadini dei 27 Paesi membri.


Nuove regole in arrivo per il bio: cosa ne pensano i cittadini?

Al questionario, accessibile per tre mesi a partire dal 15 gennaio all’indirizzo http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=orgagric2013&lang=en, possono rispondere agricoltori, professionisti che lavorano presso compagnie private o nel settore pubblico, ma anche privati cittadini.
Una consultazione ampia, quindi, per alimentare la riflessione attorno a un dossier su cui Bruxelles aprirà un doppio cantiere: da una parte, si pensa a un nuovo piano d’azione europeo per rilanciare il settore, rinnovando l’ultimo programma di promozione, che risale a ben nove anni fa, dall’altra, dovrebbero arrivare nuove proposte di regolamento entro la fine del 2013, per dare vita a un nuovo e più coerente quadro politico e giuridico del bio targato Ue.

Così spera il Commissario responsabile, Dacian Ciolos, convinto anche dell’importanza della consultazione: "Con questa iniziativa – ha commentato – i cittadini europei hanno la straordinaria opportunità di partecipare alla definizione dell’agricoltura biologica del futuro".
Cambiamenti, questi, di sicuro interesse per l’Italia, visto che il nostro Paese è al secondo posto tra gli Stati membri dell’Ue per riconversione completa di terreni agricoli alle colture organiche.
Tra l’altro, il varo di queste iniziative potrebbe arrivare proprio nel corso del turno italiano di guida alla Presidenza del Consiglio europeo, nel secondo semestre del 2014.


Il questionario: Ogm, pesticidi, controlli e costi

Le domande della consultazione online, innanzitutto, cercano di "inquadrare" i partecipanti: vengono chieste informazioni sulle abitudini di consumo di prodotti organici come la frequenza, il motivo della scelta e i luoghi di acquisto..
La maggior parte dell’interesse, naturalmente, si concentra poi sui vari aspetti che potranno essere oggetto di modifica legislativa.
Il livello di residui di agrofarmaci imposto per legge deve essere più basso per i prodotti bio rispetto a quelli convenzionali?
Quanto devono essere stringenti le autorizzazioni per l’uso di fertilizzanti e additivi? Svariati i quesiti di questo genere, immancabilmente seguiti dalla domanda di rito sulla disponibilità, nel caso, a pagare di più per mangiare bio, per far comprendere il nesso indissolubile tra imporre maggiori regole e restrizioni e il maggior costo per i produttori, che naturalmente ricadrebbe anche sui consumatori.

Molto delicato e ampiamento trattato il nodo sugli Organismi geneticamente modificati: se oggi la soglia di accettazione della presenza accidentale di Ogm è fissata a 0,9% tanto per i prodotti convenzionali quanto per gli organici, la Commissione interroga sull’abbassamento di questa soglia per questi ultimi, chiedendo di fatto se il biologico debba essere "Ogm free". E, anche in questo caso, si vaglia se i consumatori sono disposti a pagare un prezzo maggiore pur di avere questa garanzia.

Si passa poi a capire se, secondo i cittadini europei, il controllo annuale delle produzioni biologiche può essere allentato, ad esempio, sostituendolo con un accertamento ogni due o tre anni. Sempre in tema di quegli elementi indispensabili ad avere fiducia nei confronti del biologico, si sondano i riscontri circa la possibilità di richiedere ai produttori l’introduzione di un meccanismo obbligatorio di valutazione del proprio impatto ambientale.

Infine, è presente una sezione sulla conoscenza del logo bio europeo, sulle necessità di promozione e sullo sviluppo del commercio con Paesi terzi.



© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore: Laura Serassio

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