Sardegna, i focolai di blue tongue salgono a duemila

Coldiretti chiede ristori per 2 milioni di euro, mentre i soli danni diretti superano i 10mila capi ovini morti dallo scorso agosto. Intanto il prezzo del Pecorino Romano guadagna il 5,1% da fine settembre

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Resta fermo il prezzo del latte ovino sardo a 1,10 euro al litro, mentre salgono i costi sanitari per gli allevatori (Foto di archivio)
Fonte foto: © alepax - Adobe Stock

Il virus di blue tongue in Sardegna continua a mietere vittime - sono ormai duemila i focolai e oltre 10mila le pecore morte secondo il dato diffuso ieri, 11 ottobre 2021, mentre il prezzo medio del latte ovino rilevato da Ismea l'8 ottobre scorso resta fermo ad 1,10 euro al litro, al lordo dell'iva e franco azienda.

E a campagna lattiero casearia ormai iniziata è raffica di aumenti per il Pecorino Romano Dop, che ieri ha messo a segno l'ultimo incremento: 0,05 euro al chilogrammo in più sulla piazza di Milano, dove è stato quotato in Borsa merci a 9,45 euro al chilogrammo sui massimi e 9,20 euro sui minimi con cinque mesi di stagionatura e più, alle condizioni di franco magazzino di stagionatura iva esclusa. Dal 23 agosto, il prezzo medio del Pecorino romano sulla piazza di Milano è passato da 8,88 euro al chilogrammo a 9,33 euro di prezzo medio raggiunto ieri, registrando un incremento di valore del 5,1% in un mese e mezzo.

"La nuova ondata di blue tongue continua ad allargarsi su tutto il territorio della Sardegna - avverte una nota stampa di Coldiretti Sardegna. Al momento - secondo i dati dell'Osservatorio Epidemiologico Veterinario Regionale presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna - il morbo coinvolge oltre 719mila capi (precisamente 719.325 all'11 ottobre 2021) divisi tra duemila allevamenti dichiarati focolai attivi. Le perdite dirette (pecore morte) ammontano a 10.404 capi, "da sommarsi agli aborti e altre perdite indirette sempre legate al morbo" sottolinea Coldiretti Sardegna. Non solo, sempre ieri si contavano 66.799 capi positivi al virus, dei quali ben 66.089 presentano sintomi clinici.

Coldiretti torna a chiedere i ristori

"Occorre inserire urgentemente in finanziaria due milioni di euro per i danni causati dalla blue tongue". È la richiesta di Coldiretti Sardegna rivolta alla Giunta e al Consiglio Regionale della Sardegna che ha quantificato le perdite dirette e indirette dei pastori dopo aver denunciato nei giorni scorsi l'assenza della voce blue tongue nella proposta di legge. Richiesta rimasta isolata e messa nero su bianco anche in una lettera spedita alla Commissione Consiliare Bilancio del Consiglio Regionale.

"Il provvedimento omnibus, come abbiamo già contestato, non può non comprendere la voce blue
tongue - evidenzia il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu -. Come organizzazione abbiamo quantificato in 2 milioni di euro la dotazione da destinare alle perdite dirette e indirette dei pastori".


I denari sono necessari per ristorare le perdite dovute alle pecore morte e alle perdite indirette, che molti pastori stanno subendo con l'aborto delle pecore o altre concause che vanno accertate sul campo. Così come occorre garantire il rimborso delle spese per l'acquisto dei repellenti. "Nelle audizioni che abbiamo avuto con le istituzioni e il sistema sanitario veterinario - ricorda il presidente di Coldiretti Sardegna - avevamo chiesto alla regione di fornirli ai pastori, ma visto che per motivi burocratici i tempi sarebbero stati biblici, si deve intervenire a rimborso".

Altra richiesta già protocollata alla Commissione Bilancio è quella di estendere i rimborsi per gli esami della reazione a catena della polimerasi (Pcr) anche agli ovini oltre che ai bovini (come già previsto) prevedendo un arco temporale pluriennale.

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