La bufala è cambiata, ma non tutti se ne sono accorti. E' il risultato di un lavoro lungo e non sempre facile che gli allevatori italiani e Anasb (l'associazione che detiene il libro genealogico della specie bufalina) hanno portato avanti in questi anni.

Oggi avere bufale al primo parto con produzioni di 24 chilogrammi di latte non è più un miraggio, ma realtà, un dato che sino poco tempo fa sarebbe stato liquidato come pura fantascienza.

E vedere nel ring della Fiera agricola di San Marco Evangelista (Ce) sfilare il meglio della selezione tricolore, riunito in Campania per la decima mostra nazionale della Bufala mediterranea italiana è la miglior risposta agli scettici. Una settantina i capi presenti, provenienti da una dozzina di stalle, molte delle quali storiche protagoniste della genetica bufalina moderna.

Ricordiamo solo i campioni assoluti, invitando gli interessati a consultare il seguente sito per le classifiche complete. Fra i tori si è imposto l'allevamento Del Grosso M.&L. di Eboli (Sa), con un soggetto di quasi sette anni che ha conquistato la giuria. Riserva assoluta La Fattoria di Nonna Vincenza di Vitulazio (Ce).

Per quanto riguarda le manze, la campionessa assoluta viene dall'allevamento Di Masi Giovanni di Altavilla Silentina (Sa), riserva l'allevamento Del Grosso M. & L. e menzione d'onore per l'agricola Circe - Panici di Pontinia (Lt).

Nelle bufale la campionessa assoluta è della Fattoria di Nonna Vincenza, mentre la riserva è dell'allevamento Negus di Tommaso Lanna di Pignataro Maggiore (Ce), menzione d'onore per l'azienda agricola Letizia di Pietramelara (Ce).

Produttive e longeve, come questa bufala di dodici anni

Senz'altro una delle nazionali più belle di sempre sotto il profilo del livello morfologico degli animali e per la cura con la quale i soggetti sono stati tolettati prima di entrare nel ring. Il tutto sotto l'occhio vigile del giudice Chiara Caso e della sua vice Concettina Fezza, perché Anasb ha sempre dato spazio alle donne (difficilissimo trovare giudici donne nel mondo zootecnico) riuscendo a formare nuove generazioni di esperti, in linea con il futuro della selezione bufalina, come ricordato dal direttore Anasb Angelo Coletta e dallo speaker della manifestazione Massimo Neri.

Al servizio di una filiera, quella della mozzarella di bufala, che vede l'Italia unica e vera protagonista del mercato mondiale. Un tesoro da proteggere e valorizzare.

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