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Biologico e produttività, dicotomia da ridurre

Sempre più consumatori chiedono prodotti bio, ma convertire le produzioni comporta una perdita di produttività: la risposta di Timac Agro Italia alle nuove sfide

Barbara Righini di Barbara Righini

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Innovabio è la nuova linea dedicata alle esigenze di chi decide di abbracciare il biologico che punta al miglioramento dell'assimilazione di fertilizzanti eco efficienti da parte delle colture
Fonte foto: © emjay smith - Fotolia

Il ritmo di crescita del mercato del biologico è certamente impressionante, i numeri forniti durante il seminario organizzato dal Gruppo Roullier -Timac Agro Italia di giovedì 18 ottobre 2018 a Bologna dicono che, negli ultimi venti anni, i consumi mondiali sono aumentati di sei volte mentre, negli ultimi dieci anni, le superfici mondiali dedicate al bio sono cresciute del 350%.

L'Italia è, ad oggi, il terzo maggiore consumatore di prodotti bio, in Europa, dietro a Germani e Francia. E' innegabile che il biologico "tiri" sul mercato ma, quasi sempre, convertire le proprie produzioni al biologico comporta una inevitabile perdita di produttività.

Proprio di biologico, di come svilupparlo e di come cercare di risolvere la dicotomia fra biologico e produttività si è discusso durante il seminario dal titolo 'Nuova sfida per un bio produttivo'. Durante l'evento, Timac Agro, colosso mondiale della nutrizione vegetale e animale, ha annunciato il lancio di un nuova linea dedicata alle esigenze di chi decide di abbracciare il biologico. "'Innovabio' - questo il nome della nuova linea (ndr) - è la risposta alle nuove sfide del bio, su tutte le colture. La filosofia di fondo è proprio quella di puntare alla produttività attraverso l'innovazione", ha detto Pierluigi Sassi, vicepresidente del Gruppo Roullier.
La linea è stata sviluppata grazie al lavoro dei ricercatori del 'Centre Mondial de L'innovation' che si trova in Francia, a Saint-Malo, puntando al miglioramento dell'assimilazione di fertilizzanti eco efficienti da parte delle colture.
 

Alla tavola rotonda, oltre allo stesso Sassi, hanno partecipato Paolo Carnemolla (presidente Federbio), Claudio Gallerani (presidente CoproB), Raffaele Maiorano (presidente Confagricoltura giovani), Gianluca Ferrari (vicepresidente Granlatte) e Giovanni Panzeri (direttore Mdd Carrefour Italia).
Carnemolla ha messo in evidenza la necessità, da parte degli agricoltori, di approcciare il biologico con la dovuta formazione, condizione sottolineata anche da Raffaele Maiorano che ha aggiunto una lista di priorità per affrontare la sfida del biologico: associarsi e fare sistema, puntare su ricerca e innovazione, fare attenzione al monitoraggio e alla prevenzione delle avversità.

Claudio Gallerani per CoproB, settore bieticolo, ha annunciato che, per il 2019, sono programmati 1.300 ettari di bietole bio per poter arrivare sul mercato con uno zucchero biologico sia bianco che grezzo. "Speriamo - ha detto Gallerani - che le superfici aumentino negli anni, la domanda di zucchero biologico c'è".
"La nostra convinzione - ha detto ancora Pierluigi Sassi, vicepresidente di Roullier - è che le chiavi per rispondere alla sfida dello sviluppo del bio vadano individuate nella tutela dei valori e nell'innovazione, con la definizione di prodotti tecnologicamente avanzati".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: biologico zucchero video bieticoltura consumi