Brexit, cosa cambia per le esportazioni delle piante

Il governo britannico annuncia una fase transitoria per tutto il 2020 in cui manterrà valide e inalterate le norme previste dalla Ue, attivando nel frattempo le negoziazioni per stabilire quelle che saranno le nuove regole

Matteo Giusti di Matteo Giusti

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Brexit, l'uscita della Gran Bretagna dalla Ue potrà cambiare anche le regole sulle esportazioni di piante
Fonte foto: © M.Dörr & M.Frommherz – Adobe Stock

Con la Brexit il Regno Unito diventa di fatto un paese terzo, extracomunitario, e molte cose cambieranno nei rapporti commerciali con i paesi dell'Unione europea.

Tra questi ci sono anche le esportazioni di piante e materiale vegetale da e verso il Regno Unito, che ufficialmente non viaggerà più in territorio comunitario e quindi non sarà nemmeno più sottoposto alle regole comuni in materia di prevenzione fitosanitaria.

Così in data 31 marzo l'Ufficio sanità delle piante del Defra, il dipartimento dell'Ambiente, alimenti e affari rurali del governo britannico ha inviato una lettera ai servizi fitosanitari degli Stati dell'Unione europea per fare il punto sulla situazione.

Nella lettera il governo britannico prevede un periodo di transizione, fino alla fine del 2020 durante il quale l'Ue e il Regno Unito dovranno negoziare degli accordi specifici.

In questo periodo di transizione il Regno Unito continuerà a considerare valide le attuali norme previste dall'Ue e utilizzate fino ad ora.

In particolare il governo britannico ha dichiarato di voler mantenere elevati gli standard di biosicurezza e per questo di mantenere i due regolamenti comunitari principali su cui si basano i controlli e le misure fitosanitarie:
Il governo di Londra fa sapere che tutte le dichiarazioni addizionali sui certificati fitosanitari durante il periodo di transizione devono continuare ad essere prodotte, così come adesso, sulla base di quelle richieste dalla legislazione comunitaria.

Allo stesso modo, tutte le notifiche richieste in precedenza (per esempio sulle aree indenni o sui trattamenti) dovrebbero essere prodotte sulla base dei requisiti previsti dalla Ue.

L'unica differenza è che in futuro questo tipo di notifiche dovrà essere fatto direttamente alle autorità britanniche.

Tuttavia tutte le notifiche fatte fino ad oggi alla Commissione europea non necessitano di essere nuovamente sottoposte all'approvazione del Regno Unito, che continua a ritenerle valide.

Alla fine della lettera le autorità britanniche assicurano che terranno tutti informati sugli eventuali sviluppi negli accordi.

Inoltre, per il momento, eventuali domande o interrogazioni dovranno essere indirizzate al portale del Regno Unito dell'Ippc, la convenzione internazionale per la protezione delle piante, l'organo internazionale che si occupa di sicurezza fitosanitaria in seno alla Fao.

La situazione quindi per ora si mantiene nel segno della continuità e anche del buon senso.

Il testo originale della lettera del Defra

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Regione Toscana

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Tag: mercati normativa europea fitopatie

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