Mezzi agricoli a noleggio: si può fare!

Sta prendendo piede anche in Italia: la pratica del noleggio di trattori e attrezzi agricoli può essere un'opportunità per operatori e concessionari, solo se gestita con professionalità e serietà

Serena Giulia Pala di Serena Giulia Pala

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Sempre più aziende si dedicano al noleggio di macchine agricole (Foto di archivio)
Fonte foto: © master1305 - Adobe Stock

Acquistare o noleggiare? Sempre più italiani si pongono questa domanda e anche gli operatori agricoli cominciano a chiedersi se, in certi casi, la scelta giusta sia proprio la locazione, ancora poco diffusa nel settore. Per promuovere il noleggio in agricoltura e renderlo più professionale, a fine gennaio 2021 Assodimi/Assonolo e Federacma hanno avviato una collaborazione che mira a intensificare lo scambio di informazioni, sviluppare percorsi comuni di formazione, organizzare eventi e affrontare insieme questioni quali normativa, sicurezza e sostenibilità.

Impegnata nel far riconoscere il noleggio presso le istituzioni, Assodimi riunisce 380 noleggiatori professionali e comprende NoloagriNoloverde, che rappresentano quelli attivi in agricoltura e nel giardinaggio. Dal canto suo, Federacma include ora Unarent, che associa i concessionari di macchinari agricoli dediti perlopiù alla locazione. I membri di un'associazione hanno la possibilità di diventare soci dell'altra e viceversa potendo usufruire di servizi aggiuntivi.
 

Renting in crescita in Italia

Prima di concentrarci sul noleggio di mezzi agricoli, osserviamo che in generale, nel comparto dei macchinari, la locazione ha avuto un notevole sviluppo nel nostro paese e resiste bene anche alla crisi economica generata dal coronavirus. Secondo le stime elaborate sulla base delle indagini condotte in Italia dall'Osservatorio di Assodimi, il comparto ha chiuso il 2020 con un mercato in aumento dell'1.4% rispetto al 2019 (+10% sul 2018).
"L'incremento stimato a gennaio 2020 (+15%) è stato rallentato dal lockdown che comunque non ha impedito alle aziende di chiudere in pareggio" afferma Lorenzo Moretti, responsabile comunicazione di Assodimi. "Al momento, osservando le risposte degli associati ai sondaggi trimestrali, prevediamo una crescita del 5.3% nel 2021".

Il noleggio - che patisce la mancanza di riferimenti normativi chiari - sta penetrando in comparti inesplorati (come quello agricolo) e sta conquistando parte dello spazio occupato dalla vendita per effetto sia di un cambio di mentalità degli utenti finali sia di un rafforzamento delle aziende noleggiatrici. "La spesa media pro capite per la locazione nei settori di riferimento Assodimi - tra cui rientrano le macchine da lavoro - è salita dai 27 euro del 2018 agli oltre 30 euro del 2020 e dovrebbe superare i 31 euro nel 2021 grazie al ritrovato clima di fiducia delle imprese che ricorrono al noleggio" dichiara Moretti.

Inoltre, i noleggiatori offrono un servizio più professionale rispetto al passato grazie ad una graduale trasformazione che ha portato all'uscita di alcuni dal mercato e alla permanenza di altri più strutturati. Oggi nelle statistiche di Assodimi rientrano circa 3.560 punti noleggio italiani, che però sono penalizzati dalla mancanza di un codice Ateco univoco e spesso presentano ancora fatturati inferiori rispetto a quelli in Nord e Centro Europa, dove il noleggio di macchine - anche particolari, come le attrezzature per la raccolta dei bulbi di tulipani in Olanda - è una prassi comune.

"Al momento, in Italia operano poche grandi realtà (tra cui le francesi Kiloutou e Loxam, entrate sul mercato nazionale da pochi anni) con un fatturato annuo superiore ai 10 milioni di euro e moltissime Pmi che fatturano tra 1 e 10 milioni di euro all'anno" spiega Moretti. "Alcuni noleggiatori si dedicano solo al noleggio, altri lo abbinano alla vendita di diversi tipi di macchinari. Mancano imprenditori focalizzati solo sui mezzi agricoli, che però iniziano a fare capolino nei parchi noleggio di locatori del movimento terra o di concessionari agricoli, per ora soddisfatti della scelta fatta".
 

Noleggio di mezzi agricoli, perché no?

C'è speranza dunque per la locazione di macchine agricole, finora frenata dalla forte propensione all'acquisto degli operatori e dall'altrettanto forte inclinazione alla vendita dei concessionari, ma anche dalle tariffe orarie elevate e dalla richiesta strettamente legata alla stagionalità delle lavorazioni e all'andamento climatico.

In genere il ricorso al noleggio avviene in presenza di picchi di lavoro (ad esempio, nel periodo della semina dei cereali), per attività specifiche (raccolta delle olive) o per lavorazioni molto fuori zona. Nel caso dei contoterzisti, il noleggio di trattori torna utile quando la flotta di proprietà non basta o in caso di bisogno di attrezzature "particolari". Gli agricoltori si avvicinano al noleggio se dispongono di mezzi obsoleti e poco sicuri, mentre privati, imprese non agricole, comuni richiedono a noleggio trattorini e implement per la cura del verde e il giardinaggio professionale.

"Negli ultimi due anni abbiamo preso a noleggio dal concessionario di zona per dieci-quindici giorni trattrici da 250 cavalli, nuove o usate, per eseguire la semina del grano a ottobre nelle strette finestre utili" racconta Marco Galetto, socio dell'azienda contoterzi Galetto Fabrizio & C. "Pur potendo contare su un'assistenza tempestiva, noleggiamo solo se necessario perché non troviamo sempre il mezzo adatto e paghiamo tariffe non molto convenienti (circa un euro/CV all'ora per otto ore più 30 euro per ogni ora extra e 150 euro per l'istruzione della pratica".

Come per Galetto, per molti altri la locazione non è una scelta di business, ma è dettata dalla necessità. A volte la causa è la mancata disponibilità di un mezzo in azienda o in concessionaria oppure una macchina ordinata, ma non ancora consegnata. Altre volte il noleggio avviene in vista dell'acquisto, per provare il macchinario in campo.

Fare chiarezza sui possibili vantaggi del noleggio, nonostante le tariffe alte comunque comprensive dei servizi offerti insieme al bene, può servire a metterne in luce la convenienza e il ruolo di valida alternativa all'acquisto, a patto che ci si rivolga a professionisti del settore.
"Un trattore noleggiato rappresenta un costo certo (definito nel contratto), fa parte di un parco macchine rinnovato in media ogni cinque-sette anni, è in ottime condizioni grazie ai periodici interventi di manutenzione (riportati nell'apposito registro) e ai controlli ad ogni uscita" precisa Moretti. "Efficiente e sicuro, garantisce la qualità e la continuità del lavoro, poiché o un guasto viene risolto in poche ore o il mezzo viene sostituito, come previsto nel contratto di locazione".

"Il noleggio offre un vantaggio fiscale: non dobbiamo mettere a cespite la macchina e la fattura di locazione è interamente scaricabile" aggiunge Galetto. "Se crescesse l'offerta di macchine in buono stato e fossero definiti prezzi più convenienti, questo servizio potrebbe essere maggiormente utilizzato".
 

Concessionari: meglio prepararsi

La domanda in aumento impone un cambio di passo ai rivenditori che da tempo gestiscono il noleggio a breve termine di macchine agricole. Il noleggio deve divenire appannaggio esclusivo di quanti vi si approcciano seriamente e può rappresentare un'opportunità anche per migliorare il servizio verso i clienti storici o attrarne di nuovi. 

Secondo Roberto Rinaldin, presidente di Federacma, "nella concessionaria le attività di vendita e noleggio devono essere gestite separatamente. Resta che anche le aziende più organizzate non potranno programmare le locazioni con ampio anticipo, ma questo è strutturale per il settore agricolo".
"La collaborazione con Assodimi permette di fornire ai nostri associati le competenze necessarie, mentre Unarent offre informazioni e si rivela preziosa per lo scambio di esperienze" aggiunge Rinaldin.
 

Il successo passa dalla professionalità

Come si può gestire al meglio il noleggio di macchine agricole?
Anticipare le prenotazioni e stabilire le tariffe stagionali - come del resto accade all'estero - è per il direttore di Assodimi Marco Prosperi uno dei passi necessari insieme "alla locazione, ove possibile, di un mezzo più volte all'anno, alla fornitura della più ampia gamma di attrezzi possibile anche prendendo accordi con altri noleggiatori e allo svolgimento di tutte le verifiche necessarie a rendere conformi alle normative le macchine".

I noleggiatori devono anche garantire la continuità operativa, assicurare una certa flessibilità in caso di mancato utilizzo per maltempo (talvolta si possono applicare sconti) e magari proporre sia il noleggio a freddo sia quello a caldo. Il primo consiste nella locazione solo del mezzo, mentre il secondo prevede la messa a disposizione anche di un operatore con competenze specifiche, ma - sottolinea Moretti - "richiede investimenti in training e naturalmente ha un costo maggiore".
Oggi nel settore agricolo il noleggio a freddo è decisamente più diffuso di quello a caldo, ma con la crescente scarsità di manodopera stagionale e personale formato le cose potrebbero cambiare.

Imprescindibili nel noleggio professionale sono la copertura assicurativa e la stipula di un contratto di locazione. "È obbligatoria la polizza Rca se il macchinario viene usato su strada, ma in alcuni casi sono consigliabili anche le polizze furto & incendio e casko" precisa Prosperi. Inoltre, alla stipula del contratto è importante chiedere al cliente un documento che certifichi la sua abilitazione all'uso del mezzo (il patentino), liberandosi di ogni responsabilità in caso di incidenti, e stabilire una tariffa corretta.
"Si può usare un sistema che calcola le tariffe considerando diversi fattori, tra cui la durata del noleggio, il periodo e la zona in cui avviene, il costo di manutenzione e il costo dei servizi aggiuntivi" fa sapere Moretti.
 

Tecnologia, amica dei noleggiatori

Il noleggio può divenire più semplice grazie ad accordi tra colleghi e all'uso degli ultimi tool. Ad esempio, particolari sistemi Gps permettono di bloccare a distanza i mezzi agricoli non riconsegnati nei tempi ed individuarne la posizione, mentre i sistemi di telemetria consentono di raccogliere dati relativi ai parametri di funzionamento su piattaforme cloud mettendo in atto la manutenzione preventiva. Se oggi i noleggiatori possono fornire macchine con soluzioni 4.0 acquistate con il credito d'imposta, in futuro potrebbero specializzarsi ed offrire servizi basati sulla raccolta di dati agronomici.

Inoltre, la digitalizzazione - accelerata dalla crisi attuale - aiuta i punti noleggio a rinnovare e diversificare il parco macchine. Social network, piattaforme web e aste online (come quelle di Ritchie Bros.) agevolano l'acquisto di mezzi nuovi e la vendita di quelli non più idonei al noleggio, ma poco usati e quindi appetibili. "Appositi sistemi determinano quando il macchinario dev'essere sostituito" specifica Moretti. "Valutando le sue condizioni, si può decidere se venderlo ad un prezzo calmierato anche all'estero, in particolare in Africa ed Est Europa".

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