Eima International cambia date: parliamone con FederUnacoma

Si va ad ottobre 2021, dal 19 al 23. Vediamo le motivazioni, le aspettative, i progetti e anche le opportunità che questa scelta, obbligata e non facile, offre

Michela Lugli di Michela Lugli

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Simona Rapastella, direttore generale di FederUnacoma
Fonte foto: FederUnacoma

La 44esima edizione di Eima International subisce un ulteriore spostamento e slitta da febbraio ad ottobre 2021. Le nuove date, dal 19 al 23, rappresentano il punto d'incontro tra l'attuale contesto di emergenza sanitaria, il calendario fieristico di Bologna Fiere e la stagionalità delle lavorazioni.
Da novembre 2022, si tornerà alla normale cadenza biennale nel mese di novembre.

L'annuncio è stato fatto dai vertici di FederUnacoma, ente organizzatore della rassegna. L'intenzione degli organizzatori è quella di segnare il prossimo ottobre con un evento di alto contenuto dal punto di vista tecnologico e commerciale, un momento di rinascita dopo le travagliate vicende del 2020 che continuano a perdurare anche oggi.
 

Intervista a Simona Rapastella, direttore generale di FederUnacoma

Abbiamo chiesto a Simona Rapastella, direttore generale di FederUnacoma, con cui abbiamo fatto anche il punto sulla prima edizione di Eima Digital Preview, di  raccontarci i progetti, gli ostacoli e le motivazioni alla base di questa decisione.

Come avevate preannunciato, Eima cambia date. Scegliere il mese di ottobre non sarà stato facile, anche in considerazione della presenza, il mese successivo, di Agritechnica. Quali le considerazioni che vi hanno portato alla decisione?
"Non avevamo molte alternative, perché i primi mesi del nuovo anno si prospettano ancora bloccati dai divieti e dalle restrizioni per il Covid, e le settimane estive non sono propizie per le attività di business. Sul mese di ottobre si è registrato il maggiore consenso da parte dei costruttori, anche se la vicinanza con Agritechnica rappresenta un impegno in più sul piano organizzativo. Tra gli aspetti considerati, fondamentali sono le previsioni sulla pandemia, che si prevede avrà ancora una larga diffusione nella prima metà dell'anno, ma che in autunno dovrebbe ridimensionarsi in modo sensibile per effetto delle campagne di vaccinazione".

Che ripercussioni vi aspettate dalla vicinanza con l'appuntamento di Hannover, anche in considerazione dell'assenza di grandi e importanti Gruppi di costruttori? Le aziende sceglieranno il palcoscenico dei Eima per le novità prodotto? E gli investimenti saranno ridimensionati rispetto a quanto preventivato a febbraio?
"In effetti ci sono molti elementi in gioco e solo nei prossimi mesi avremo un'idea più precisa di come le aziende gestiranno il proprio investimento fieristico. La vicinanza con Hannover è un aspetto che merita molta attenzione, anche se le due rassegne solo in parte si sovrappongono per merceologia e per espositori. L'Eima è molto centrata, ad esempio, sulle colture specializzate e sulla componentistica, mentre Hannover è per tradizione forte sulle colture pieno campo.

Da sempre una cospicua parte di aziende sceglie Hannover e non Bologna, e altrettante aziende scelgono Bologna e non sono presenti alla rassegna tedesca. Insomma, le due fiere possono coesistere, soprattutto se si pone tra di esse - come in questo caso - un lasso di tempo che consente alle case costruttrici e agli operatori di essere presenti ad entrambe le rassegne. Per le novità di prodotto l'Eima è sempre un palcoscenico importante, e il solo concorso delle Novità tecniche vede moltissime aziende presenti con soluzioni innovative del tutto inedite. Restiamo comunque in un anno di transizione e dobbiamo gestire tutte le variabili che si presenteranno con elasticità e intraprendenza, in attesa di tornare alla naturale cadenza nel novembre 2022"
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Anche Agritechnica ha scelto di affiancare alla fiera fisica un appuntamento digitale. Alla luce dei risultati ottenuti nella prima edizione di EDP, la ritenete una buona idea?
"Nel nostro settore siamo stati la prima fiera a puntare sulla formula 'mista', vale a dire sull'abbinamento di un'esposizione fisica con una virtuale. Questo perché siamo convinti che gli strumenti online possano favorire la diffusione delle informazioni tecniche sul nostro settore e quindi vivacizzare il mercato anche nei momenti nei quali è più difficile avere operatori 'in presenza'. Il fatto che una fiera importante come quella di Hannover stia sviluppando una propria piattaforma conferma come la strada che abbiamo tracciato sia giusta.

L'esperienza della nostra EDP, con i suoi aspetti positivi e le sue criticità, ha insegnato cose importanti, prima fra tutte la necessità di verificare bene le infrastrutture telematiche, che sono un elemento decisivo per il successo di una rassegna online. Stiamo semplificando il sistema dell'EDP proprio per renderlo più agile e accessibile per gli operatori, e contiamo di averlo di nuovo funzionante in tempi brevi. Un aspetto da vedere sarà quello relativo al modo di utilizzare le piattaforme, che potrebbe essere diverso da fiera a fiera: non è ancora stabilito, ad esempio, se le piattaforme saranno funzionanti per un tempo circoscritto oppure per periodi più lunghi, se saranno strumenti di business interattivi o una sorta di 'vetrina' permanente delle gamme prodotte per le diverse merceologie. Anche questa è materia per così dire 'in progress'"
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C'è chi sostiene che il mondo fieristico rimarrà segnato dagli effetti della pandemia e che solo poche importanti fiere sopravviveranno. Eima è un highlander? E il Sima?
"A causa della pandemia i settori economici sono portati ad utilizzare in modo sempre maggiore le tecnologie di rete, tuttavia le fiere resteranno un punto di riferimento fondamentale. Il nostro comparto produce mezzi meccanici che debbono essere valutati dagli operatori per quanto riguarda i materiali, l'ergonomia, la manutenzione, aspetti che richiedono un contatto diretto con il prodotto, e questo rende il momento fieristico più che mai necessario.

La fiera tradizionale, peraltro, consente agli operatori di confrontare in un unico contesto tutta l'offerta delle tecnologie che a loro interessano, e di avere la garanzia che i prodotti in mostra siano effettivamente quanto di più aggiornato si possa avere sul mercato. Esiste infine un bisogno psicologico di recarsi in fiera, perché gli esseri umani sono fatti per vivere gli spazi fisici e perché l'esperienza diretta è un veicolo di conoscenza insostituibile. Per quanto riguarda il Sima, sappiamo che al momento non ha una sua espansione virtuale e punta dunque tutto sull'appeal della fiera tradizionale. In ogni caso ha congelato le proprie attività in attesa di tempi migliori, e punta dunque direttamente all'evento del novembre 2022"
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Il 2021 vi vede praticamente sovrapposti ad Agritechnica, il 2022 al Sima. Una dura prova.
"La vicinanza con Agritechnica - che avremmo preferito evitare anche per motivi di 'fair play' con gli organizzatori tedeschi - è stata una scelta obbligata che sarà però circoscritta al solo 2021, giacché la rassegna bolognese tornerà subito alla propria biennalità negli anni pari. La coesistenza con il Sima continuerà invece ad esserci, perché la fiera francese ha deciso, come noto, di cambiare radicalmente il proprio calendario per andare in sovrapposizione con l'Eima. Obiettivamente l'Eima delle ultime edizioni ha potuto esibire un numero di aziende espositrici doppio rispetto al Sima e un numero di visitatori quasi tre volte maggiore, e questo conferma la competitività della fiera italiana. Comunque, la questione è al momento congelata e tornerà attuale fra due anni, a novembre 2022. A quella data vedremo quale sarà il panorama fieristico di settore".

Eima Digital Preview. Una buona idea, qualche problema nella realizzazione. Potendo riavvolgere il nastro, cosa cambiereste? Fareste scelte diverse e magari più semplici? Pensate che EDP rimarrà comunque un appuntamento complementare ad Eima anche per le edizioni future?
"L'Eima Digital Preview è stata un'esperienza importante, con riscontri positivi per alcuni aspetti e negativi per altri. Un bilancio molto buono è quello relativo alla parte 'Agorà' cha ha visto - grazie anche al prezioso apporto della case editrici, delle organizzazioni professionali e delle università - oltre 120 tra webinar e conferenze nei cinque giorni, con più di 10mila partecipanti.

Varie criticità si sono registrate invece nella sezione espositiva vera e propria, in parte a causa dell'inefficienza delle reti, in parte a causa delle modalità di accesso e di navigazione che sono risultate troppo complesse. Stiamo già lavorando per rendere la piattaforma più agile e più accessibile anche per tutti quegli operatori, presenti nei più diversi territori, che non hanno supporti di rete molto avanzati e che devono però poter partecipare ad un evento di questo tipo"
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In ultimo, il mercato in questa ultima parte dell'anno ha rialzato un poco la testa dopo i mesi estivi. Come chiuderà il 2021? Quali previsioni per il 2022? Il mercato dell'usato continuerà ad essere una spina nel fianco o si troverà un modo virtuoso per trasformarlo in un'opportunità che collabori allo svecchiamento del parco macchine? Infine, il noleggio a lungo termine è il futuro?
"Il mercato ha ripreso quota in autunno ed è davvero un peccato che sia intervenuta una nuova ondata di contagi perché questo rischia di frenare la ripresa. Nell'industria meccanica il nostro comparto ha dimostrato di reggere meglio di altri, e l'agricoltura si sta confermando un settore piuttosto stabile in questa difficile congiuntura, sicché il mercato delle macchine agricole potrebbe resistere anche a questa seconda emergenza sanitaria.

Tuttavia, anche se la domanda potenziale di macchinario dovesse mantenersi elevata, la logistica legata alle attività commerciali, il sistema dei trasporti, il sistema bancario e dei servizi risulta complessivamente rallentato, e questo grava anche sul nostro comparto. La produzione delle nostre imprese dovrebbe segnare a fine anno un calo intorno al 4% per trattrici e macchine agricole e intorno al 2% per componenti e parti, mentre il comparto del giardinaggio e cura del verde dovrebbe registrare un calo intorno al 2,5%.

Per quanto riguarda il mercato interno, le immatricolazioni di trattrici hanno segnato ad ottobre una crescita del 7,5%, anche se il bilancio complessivo dei dieci mesi indica ancora un passivo del 10%. Per quanto riguarda il tema dell'usato, dobbiamo distinguere gli obiettivi: la revisione obbligatoria sarebbe lo strumento minimo necessario per migliorare la sicurezza dei mezzi; ma se vogliamo oltre alla sicurezza puntare sull'efficienza produttiva e sulla compatibilità ambientale, occorre un effettivo rinnovo del parco. Per questo occorrono risorse nuove, e occorre la capacità di utilizzare al meglio quelle che già esistono"
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Fonte: Agronotizie

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Tag: eima fiere mercati interviste macchine agricole

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