'Media e politica: serve un rilancio dell'agricoltura'

Il vice presidente di Unima, Clevio Demicheli, all'incontro organizzato a Roma da Unacma su filiera agricola e media

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Clevio Demicheli, vice presidnte vicario di Unima

"Il settore primario e il contoterzismo devono lottare per riconquistare il proprio ruolo nell'economia moderna e nella considerazione della politica. Solo allora i media presteranno la giusta attenzione all'agricoltura".
Lo ha detto Clevio Demicheli, vice presidente vicario di Unima, Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola, nel suo intervento all'incontro tra protagonisti della filiera agricola e stampa sul tema: 'Comunicare la filiera agricola: l'agricoltura (mai) in prima pagina', promosso da Unacma al Mipaaf.

"Quale sia la considerazione dei media per la realtà agricola, può essere riassunto in un fatto semplicissimo: – spiega Demichelia fronte del fiorire in televisione di programmi di cucina, due anni fa abbiamo assistito alla soppressione da parte della Rai di 'Agri3', l'unico programma a diffusione nazionale che mostrava in maniera professionale la realtà produttiva del settore primario".

Demicheli sostiene che il caso degli agromeccanici sia emblematico in un panorama in cui non c'è una cognizione generale di cosa accade prima che i prodotti agricoli raggiungano i banchi del supermercato.
Gli agromeccanici comprano oltre il 30% delle macchine agricole e con quelle svolgono in media il 70% delle operazioni colturali meccanizzate, "ma spesso i rappresentanti del mondo politico che sono chiamati a prendere decisioni fondamentali per l'agricoltura - prosegue - non sanno, o fingono di non sapere, neanche che la nostra categoria esiste".

"Far intendere a chi di agricoltura è completamente digiuno il nostro ruolo e le nostre problematiche – prosegue Demicheli - è un compito difficile, i cui risultati sono spesso vanificati dall'avvicendarsi dei nostri interlocutori nelle cariche istituzionali. Il risultato di tanti sforzi spesso si traduce in un riconoscimento verbale dell'importanza della categoria, ma non nel varo ufficiale di una legge di qualificazione che da anni stiamo chiedendo.
E' imperativo che la politica abbandoni l'idea di un'agricoltura in grado di sopravvivere 'a tutto e tutti' e quindi ignorabile, o utilizzabile come merce di scambio sui tavoli nazionali ed europei. Non è così e lo dimostra il crollo verticale del numero di imprese agricole negli ultimi anni. S
e il crollo del settore primario comporterebbe un analogo crollo del comparto agromeccanico, lo stesso effetto si avrebbe se fosse il sistema del contoterzismo a cedere per primo".

Demicheli afferma che l'agricoltura deve contribuire al salvataggio di se stessa confrontandosi con i mercati in un'ottica di medio e lungo termine, abbandonando alcune tendenze dettate dalla 'monetizzazione immediata' che portano a pratiche come quella di trasformare in biogas non gli scarti ma il cibo nobile, o di coprire suolo fertile con pannelli fotovoltaici.

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