Sardegna, il maltempo colpisce ancora: a Nord e nel Coghinas

Finiscono sotto le acque di pioggia nei terreni allagati intere coltivazioni di carciofi, ma anche altre ortive, cereali, fragole e vigneti. Nella bassa valle del Coghinas i municipi hanno già chiesto lo stato di calamità

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Dopo gli eventi alluvionali di fine novembre, piogge eccezionali continuano a bersagliare l'isola
Fonte foto: © Coldiretti Sardegna

Non si ferma la pioggia sulla Sardegna e dopo gli eventi alluvionali di fine novembre, con il loro strascico di terrore, il maltempo continua a bersagliare l'isola. Le campagne di Alghero e Olmedo nei giorni scorsi sono state sommerse dall'acqua. Dopo gli 800 ettari, nella Bassa valle del Coghinas, dove sono finiti sott'acqua soprattutto carciofaie - qui le amministrazioni comunali di Valledoria, Viddalba e Santa Maria Coghinas hanno già chiesto alla Regione Sardegna lo stato di calamità naturale - Coldiretti Nord Sardegna ha riferito di altri 250 ettari allagati nella città ad Alghero. L'organizzazione agricola ha inviato una lettera al sindaco della città con la quale propone di inoltrare alla Regione Sardegna la richiesta dello stato di calamità naturale.

Nelle campagne di Alghero i più penalizzati dall'ultima ondata di maltempo sono i prodotti di stagione da campo ma anche alcuni vigneti cominciano a soffrire. Da molti giorni le colture sono sommerse e molte non saranno raccolte perché da buttare. Le zone più colpite sono Guardia Grande, Sa Segada, Santa Maria La palma e Maristella, dove si trovano campi coltivati: cavolfiori, cavolo rosso, patate, finocchi, carciofi, fave, grano ed erbai. Compromessi anche diversi campi di fragole. In pericolo anche alcuni vigneti che possono subire dei danni a seguito degli allagamenti per asfissia radicale.

"Le precipitazioni straordinarie di questi giorni che si aggiungono ad altre ondate di piogge straordinarie e a mesi di piogge - afferma il direttore di Coldiretti Nord Sardegna, Ermanno Mazzetti - stanno mettendo in ginocchio centinaia di agricoltori. I campi saturi di acqua sono da giorni allagati e stanno mettendo in pericolo diverse colture".

Oltre il danno la beffa perché molti agricoltori vista la lentezza nel rimborso delle polizze assicurative non riescono a sostenerne le spese e hanno dovuto rinunciare a questo importante paracadute.

"Le assicurazioni agricole hanno dei costi molto alti che si riesce a sostenere grazie ai rimborsi di oltre il 50% delle somme da parte di Agea - afferma il componente del consiglio del Consorzio di difesa di Sassari, Antonello Deiana -. Purtroppo questo strumento molto utile si è inceppato nel momento in cui i rimborsi arrivano in forte ritardo anche oltre le due e tre annualità. In molti hanno rinunciato e stanno rinunciando all'assicurazione in quanto è impossibile anticipare più annualità. Alcuni sono ricorsi anche ai prestiti bancari e si sono ritrovati in serie difficoltà a causa di questi ritardi".

"In questo modo si toglie alle aziende uno strumento fondamentale che spesso riesce a tutelarle, soprattutto in un momento come questo in cui i cambiamenti climatici le stanno esponendo a perdite ingentissime in quasi tutte le annate" spiega il presidente di Coldiretti Nord Sardegna, Battista Cualbu.

"Con la mancanza di certezze nei tempi di rimborso e con gli impegni presi, le aziende agricole si sono ritrovate con debiti elevati e da paracadute queste assicurazioni si sono trasformate in ghigliottina. Dall'altra creano un corto circuito in cui da una parte si è costretti a rinunciare all'assicurazione ma dall'altra ci si espone alle bizze del tempo. È fondamentale avere tempi certi per ripristinare questo importante strumento".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Regione Sardegna

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Tag: assicurazioni maltempo cambiamenti climatici danni

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