Grano duro, i prezzi entrano in una fase di assestamento

Il cereale pastificabile nazionale si presenta prevalentemente stabile sulle piazze all'ingrosso, con tre lievi rialzi a Roma, Napoli ed Altamura, fermi i valori dei grani duri esteri. Sulle piazze all'origine stabilità sostanziale e un solo calo a Milano

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Sulle piazze di campagna Ismea registra lievi rialzi a Bari e Campobasso

I prezzi internazionali del grano duro aumentano notevolmente nell'ultima settimana, ma senza strafare: un ulteriore segnale di ordinarietà dei valori. Ed i mercati all'ingrosso italiani, dopo aver arrestato la caduta del prezzo del cereale pastificabile nella settimana passata, danno ora qualche segnale di timida ripresa, se pur in un contesto di sostanziale stabilità: un'intonazione che lascia una flebile eco anche nei mercati all'origine.
 

Indice dei prezzi Usa

Ieri a Chicago l'indice dei prezzi Usa del grano duro invernale ha totalizzato un rialzo di ben 581 punti base sulla settimana precedente (+13,14%), portandosi a quota 5.001, dopo aver subito nella settimana tra il 23 ed il 30 settembre un rimbalzo tecnico (-3,38%), successivo ad un picco che aveva trascinato l'indice oltre i valori del primo gennaio. Il mercato del Nord America in questa fase è in attesa dell'aggiornamento delle previsioni del dipartimento per l'Agricoltura degli Usa previste per il 10 ottobre, e si mantiene tonico. In arrivo i dati sulla produzione di grano duro, la variazione degli stock e le conseguenti stime sull'export nel 2021. Ieri i valori dell'indice americano si sono portati a 54 punti sotto il valore raggiunto il 1° gennaio 2020.
 

I prezzi all'ingrosso in Italia

In Italia, il cereale pastificabile nazionale presenta quattro borse merci stabili su sette monitorate, nessuna in calo e quelle di Roma, Altamura e Napoli in rialzo. Stabilità anche per il Canadese di prima qualità sulla piazza di Altamura, mentre continua a non essere quotato lo Spagnolo a Bari, stabili invece i grani duri comunitari ed extracomunitari alla granaria di Milano.
 

Borsa merci Roma

Ieri, alla Borsa merci di Roma, il grano duro fino nazionale, provenienza Lazio, alle condizioni di "franco partenza" Iva esclusa, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi e proteine minime al 12%, è stato fissato a 259 euro alla tonnellata sui valori minimi e 264 euro sui massimi, risultando in crescita di 2 euro sulla precedente seduta del 30 settembre, quando era risultato stabile. Sulle quotazioni raggiunte il 29 luglio il cereale pastificabile ha perso comunque 14 euro alla tonnellata.
 

Borsa merci Foggia

Il 7 ottobre 2020 l'Osservatorio prezzi della Borsa merci di Foggia per il grano duro fino nazionale - peso specifico 78 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime 13%, alle condizioni di "franco partenza luogo di stoccaggio" e Iva esclusa ha confermato gli stessi prezzi del 16 e del 30 settembre: 280 euro alla tonnellata sui minimi e 285 sui massimi. La Commissione prezzi sul grano duro non aveva invece raggiunto il numero legale per esprimersi sul pastificabile nella seduta del 23 settembre per il ritiro della componente agricola. Su questa piazza - nella quale continua la mobilitazione dei cerealicoltori - il cereale ha perso 15 euro alla tonnellata dal 29 luglio.
 

Borsa merci di Bari

Il listino della Borsa merci di Bari del 6 ottobre conferma stabilità per il grano duro fino di produzione nazionale, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, proteine minime 13%, peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di "franco partenza/arrivo" e Iva esclusa. Il cereale ha nuovamente registrato le stesse quotazioni del 22 e 29 settembre a 282 euro alla tonnellata sui minimi e 287 euro sui massimi. Dal 28 luglio su questa piazza il cereale pastificabile ha perso 14 euro alla tonnellata.

Non quotato invece il frumento estero. La Commissione cereali e legumi sulla piazza di Bari ieri non ha fissato alcun prezzo, infatti, per il grano duro Spagnolo di prima qualità e il Canadese 1 con proteine al 15%.
 

Associazione granaria di Milano

Secondo il listino pubblicato dall'Associazione granaria di Milano il 6 ottobre, sulla piazza lombarda il grano duro fino nazionale, alle condizioni "escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento", assume i seguenti prezzi a seconda delle provenienze:
  • Produzione Nord Italia, con proteine minime 13,5%, 284 euro a tonnellata sui minimi, 291 euro sui massimi, stabile sulla seduta del 29 settembre; pertanto, dal 28 luglio questa provenienza segnala una diminuzione di 11 euro alla tonnellata.
  • Produzione Centro Italia, con proteine non determinate, 295 euro a tonnellata sui minimi, 300 euro sui massimi, stabile sulla seduta del 29 settembre; pertanto dal 28 luglio questa provenienza presenta una diminuzione di 12 euro alla tonnellata.
  • Produzione Sud Italia, non quotata.

Il generico frumento duro non comunitario è stato quotato a 295-306 euro alla tonnellata e risulta pertanto stabile sulle precedenti sedute del 29, 22, 15 e 8 settembre; pertanto sul 28 luglio si registra una diminuzione del prezzo di 7 euro.

I frumenti duri esteri comunitari presentano quotazioni stabili sulle sedute del 29, 22, 15 e 8 settembre con una valutazione di 296 euro alla tonnellata sui minimi e 301 euro sui massimi, pertanto la perdita sui valori del 28 luglio è pari a 4 euro alla tonnellata.
 

Associazione granaria meridionale in Borsa merci di Napoli

L'Associazione granaria meridionale il 6 ottobre scorso alla Borsa merci di Napoli ha fissato il prezzo per il grano duro fino nazionale, alle condizioni di "franco arrivo", qualificato con proteine comprese tra 12 e 15% e con peso specifico 79/80 chilogrammi per 100 litri in 295 euro alla tonnellata sui minimi e 300 euro sui massimi, registrando una crescita di 5 euro alla tonnellata sui valori minimi e al contempo stabilità sui massimi rispetto alla precedente seduta del 29 settembre scorso. Su questa piazza dal 28 luglio si registrano cali di 5 euro alla tonnellata sia sui valori minimi che su quelli massimi. Non sono stati quotati i grani duri esteri.
 

Associazione meridionale cerealisti di Altamura

L'Associazione meridionale cerealisti di Altamura ha compilato l'ultimo listino il 2 ottobre scorso, e i prezzi per il cereale pastificabile nazionale, alle condizioni di "Iva esclusa resa franco arrivo ad Altamura", qualificato con proteine minime del 12% e peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri, sono stati fissati in 278 euro alla tonnellata sui minimi e 283 sui massimi, in crescita di 2 euro sulla rilevazione del 25 settembre, quando invece si era manifestata stabilità sulla precedente seduta del 18 settembre. Dal 31 luglio su questa piazza il cereale pastificabile nazionale registra una diminuzione di 11 euro alla tonnellata.

Su questa stessa piazza, il cereale pastificabile estero Canadese di prima qualità è stato fissato in pari data a 284 euro alla tonnellata sui minimi e 287 euro sui massimi, confermandosi stabile sulle sedute del 25 e del 18 settembre scorsi. Dal 31 luglio il Canadese di prima qualità su questa piazza ha ceduto 25 euro alla tonnellata di valore.
 

Borsa merci Bologna

L'ultimo listino della Borsa merci della Camera di commercio di Bologna data 1° ottobre e qui il grano duro fino nazionale - qualificato con proteine minime al 13% ed un peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri - provenienza Nord Italia, alle condizioni di "franco partenza" è stato fissato a 277 euro alla tonnellata sui minimi ed a 282 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute del 24 e 17 settembre. Sulla seduta del 30 luglio il cereale pastificabile su questa piazza ha perso 6 euro alla tonnellata.
 

I prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie ieri

I prezzi all'origine del grano duro fino monitorati da Ismea - nel corso di questa settimana e sul finir della precedente - confermano la radicale inversione di tendenza già emersa nella scorsa settimana con una forte prevalenza alla stabilità. Unico calo qui registrato riguarda la sola piazza di campagna di Milano sulle 14 italiane monitorate. Inoltre si segnalano i pur lievi rialzi di Bari e Campobasso.
 
Grano duro fino, prezzi all'origine per piazza monitorati ieri da AgroNotizie su dati  Ismea
Piazza Data
di
Rilevazione
Prezzo
medio in
Euro alla
tonnellata
Variazione
sulla
settimana
precedente
Condizoni
di
Vendita
Bari 05-10-20 280,50 +0,7% Franco azienda
Campobasso 05-10-20 277,00 +0,2% Franco azienda
Matera 05-10-20 280,00 0,0% Franco azienda
Firenze 02-10-20 227,50 0,0% Franco azienda
Grosseto 01-10-20 254,50 0,0% Franco azienda
Foggia 30-09-20 277,50 0,0% Franco azienda
Catania 29-09-20 252,50 0,0% Franco azienda
Milano 29-09-20 287,50 -0,3% F.co Magazzino-arrivo
Napoli 29-09-20 295,00 0,0% F.co Magazzino-arrivo
Palermo 29-09-20 252,50 0,0% Franco azienda
Ancona 28-09-20 210,00 0,0% Franco azienda
Ferrara 28-09-20 278,00 0,0% Franco azienda
Macerata 28-09-20 210,00 0,0% Franco azienda
Perugia 28-09-20 212,00 0,0% Franco azienda


Da notare che nella tabella sopra riportata si ripetono gli stessi valori della rilevazione pubblicata il 1° ottobre per le piazze di Macerata, Ancona e Perugia, sempre riferite alla medesima data del 28 settembre. Mentre il rialzo di Campobasso del 5 ottobre -pari allo 0,20% - è calcolato su una rilevazione Ismea del 28 settembre non riscontrata da AgroNotizie e comunque pari a 276,50 euro alla tonnellata. Similmente è invece più intuitivo che la rilevazione Ismea del 28 settembre per Matera sia sempre a 280, 00 euro alla tonnellata, essendo tale valore rimasto stabile sin dal 21 settembre.

Per un raffronto più ampio coi prezzi rilevati la scorsa settimana è possibile consultare l'articolo del 1° ottobre 2020

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export prezzi mercati

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