Grano duro, prezzi ancora calanti

I valori all'ingrosso frenano la caduta, ma a Foggia salta la quotazione per la protesta delle organizzazioni agricole. Prezzi in deciso calo nelle campagne, mentre a Chicago l'indice Usa risale del 5,46% in sette giorni

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Ad Altamura il Canadese di prima qualità perde altri 8 euro, mentre restano ancora stabili i grani duri esteri a Milano

I prezzi internazionali del grano duro sono decisamente improntati alla ripresa da almeno sette giorni a questa parte, superando per altro i valori di inizio anno, ma i mercati all'ingrosso italiani, se pur in maniera molto contrastata, si avviano per ora solo a rallentare la caduta del prezzo all'ingrosso del cereale pastificabile. Tale situazione è caratterizzata dalla mancata quotazione di Foggia, dove la componente agricola ha lasciato ieri la Commissione prezzi grano della Borsa merci, facendo venir meno il numero legale. Intanto, i mercati all'origine italiani risultano investiti in pieno dall'onda ribassista delle settimane scorse.
 

Indice dei prezzi Usa

Ieri a Chicago l'indice dei prezzi Usa del grano duro invernale ha totalizzato un rialzo di ben 273 punti base sulla settimana precedente (+5,46%), portandosi a quota 4.575, dopo aver accusato un calo di appena 11 punti nei 14 giorni intercorrenti tra il 2 ed il 16 settembre. In pratica il mercato Usa ha ampiamente metabolizzato gli annunci di un raccolto abbondante in Nord America, per altro subito temperato dalle dichiarazioni delle autorità canadesi sulla necessità di ricostituire gli stock, elemento che avvalora le stime del dipartimento per l'Agricoltura degli Usa su un atteso mancato futuro incremento delle esportazioni di grano duro candese. Ieri i valori dell'indice americano si sono portati di 20 punti sopra il valore del 1° gennaio 2020:un segno di stabilità verso l'alto.
 

I prezzi all'ingrosso in Italia

In Italia, il cereale pastificabile nazionale, presenta quattro borse merci negative su sette monitorate, due stabili e la mancata quotazione di Foggia per proteste delle associazioni agricole. Segno meno e per 8 euro alla tonnellata per il Canadese di prima qualità sulla piazza di Altamura, mentre per la prima volta dopo tempo non è stato quotato lo Spagnolo a Bari, stabili invece i grani duri comunitari ed extracomunitari alla granaria di Milano.
 

Borsa merci Roma

Ieri, alla Borsa merci di Roma, il grano duro fino nazionale, provenienza Lazio, alle condizioni di "franco partenza" Iva esclusa, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi e proteine minime al 12%, è stato fissato a 257 euro alla tonnellata sui valori minimi e 262 euro sui massimi, risultando stabile sulla precedente seduta del 16 settembre, quando aveva invece perso 8 euro alla tonnellata sulla seduta precedente. Sulle quotazioni raggiunte il 29 luglio il cereale pastificabile ha perso 16 euro alla tonnellata.
 

Borsa merci Foggia

Il 23 settembre 2020 l'Osservatorio prezzi della Borsa merci di Foggia non ha registrato alcuna quotazione per il grano duro fino nazionale - peso specifico 78 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime 13%, alle condizioni di "franco partenza luogo di stoccaggio" e Iva esclusa. La Commissione prezzi sul grano duro non ha infatti raggiunto il numero legale per esprimersi sul pastificabile. Nella scorsa seduta il cereale aveva subito un calo dei prezzi di ben 12 euro alla tonnellata, attestandosi a 280 euro alla tonnellata sui minimi e a 285 sui massimi. Su questa piazza il cereale ha perso 15 euro alla tonnellata dal 29 luglio.
 

Borsa merci di Bari

Il listino della Borsa merci di Bari del 22 settembre segnala ancora una diminuzione per il grano duro fino di produzione nazionale, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, proteine minime 13%, peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di "franco partenza/arrivo" e Iva esclusa. Il cereale ha perso altri 2 euro alla tonnellata sulle quotazioni del 15 settembre calando a 282 euro alla tonnellata sui minimi e 287 euro sui massimi. Dal 28 luglio su questa piazza il cereale pastificabile perde 14 euro alla tonnellata.

Non quotato invece il frumento estero. La Commissione cereali e legumi sulla piazza di Bari ieri non ha fissato alcun prezzo infatti per il grano duro Spagnolo con proteine al 13% che il 15 settembre era sceso a 275 euro sui minimi e 280 sui massimi, perdendo ben 4 euro sulla precedente seduta dell'8 settembre. Le perdite complessive dal 28 luglio per questo cereale pertanto restano di 17 euro alla tonnellata. D'altro canto permane non quotato il Canadese con proteine al 15%.
 

Associazione granaria di Milano

Secondo il listino pubblicato dall'Associazione granaria di Milano il 22 settembre, sulla piazza lombarda, il grano duro fino nazionale, alle condizioni "escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento", assume i seguenti prezzi a seconda delle provenienze:
  • Produzione Nord Italia, con proteine minime 13,5%, 285 euro a tonnellata sui minimi, 292 euro sui massimi, in calo di 3 euro a tonnellata sulla seduta del 15 settembre; pertanto, dal 28 luglio questa provenienza segnala una diminuzione di 10 euro alla tonnellata.
  • Produzione Centro Italia, con proteine non determinate, 296 euro a tonnellata sui minimi, 301 euro sui massimi, in calo di 3 euro a tonnellata sulla seduta del 15 settembre; pertanto dal 28 luglio questa provenienza presenta una diminuzione di 11 euro alla tonnellata.
  • Produzione Sud Italia, non quotata.
Il generico frumento duro non comunitario è stato quotato a 295-306 euro alla tonnellata e risulta pertanto stabile sulle precedenti sedute del 15 e dell'8 settembre; pertanto sul 28 luglio si registra una diminuzione del prezzo di 7 euro.

I frumenti duri esteri comunitari presentano quotazioni stabili sulle sedute del 15 e dell'8 settembre con una valutazione di 296 euro alla tonnellata sui minimi e 301 euro sui massimi, pertanto la perdita sui valori del 28 luglio è pari a 4 euro alla tonnellata.
 

Associazione granaria meridionale in Borsa merci di Napoli

L'Associazione granaria meridionale il 22 settembre scorso alla Borsa merci di Napoli ha fissato il prezzo per il grano duro fino nazionale, alle condizioni di "franco arrivo", qualificato con proteine comprese tra 12 e 15% e con peso specifico 79/80 chilogrammi per 100 litri in 290 euro alla tonnellata sui minimi e 300 euro sui massimi, registrando stabilità dei valori sulla precedente seduta del 15 settembre scorso. Su questa piazza dal 28 luglio si registrano cali di 10 euro sui valori minimi e di 5 euro alla tonnellata su quelli massimi. Non sono stati quotati i grani duri esteri.
 

Associazione meridionale cerealisti di Altamura

L'Associazione meridionale cerealisti di Altamura ha compilato l'ultimo listino il 18 settembre scorso, e i prezzi per il cereale pastificabile nazionale, alle condizioni di "Iva esclusa resa franco arrivo ad Altamura", qualificato con proteine minime del 12% e peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri, sono stati fissati in 276 euro alla tonnellata sui minimi e 281 sui massimi, in calo sulla rilevazione dell'11 settembre di altri 5 euro alla tonnellata. Dal 31 luglio su questa piazza il cereale pastificabile nazionale registra una diminuzione di 13 euro alla tonnellata.

Su questa stessa piazza, il cereale pastificabile estero Canadese di prima qualità è stato fissato in pari data a 284 euro alla tonnellata sui minimi e 287 euro sui massimi, in calo di altri 8 euro alla tonnellata sulla precedente seduta dell'11 settembre. Dal 31 luglio il Canadese di prima qualità su questa piazza ha ceduto 25 euro alla tonnellata di valore.
 

Borsa merci Bologna

L'ultimo listino della Borsa merci della Camera di commercio di Bologna data 17 settembre e qui il grano duro fino nazionale - qualificato con proteine minime al 13% ed un peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri - provenienza Nord Italia, alle condizioni di "franco partenza" è stato fissato a 277 euro alla tonnellata sui minimi ed a 282 euro sui massimi, in calo di 1 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 10 settembre. Sulla seduta del 30 luglio il cereale pastificabile su questa piazza ha perso 6 euro alla tonnellata.
 

I prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie ieri

I prezzi all'origine del grano duro fino monitorati da Ismea - nel corso di questa settimana e sul finir della precedente - sono stati colpiti in pieno dalla diffusa caduta dei valori all'ingrosso delle due settimane precedenti e dalla perdurante atmosfera ribassista che ancora fino ad ieri ha aleggiato nelle Borse merci. I cali qui registrati, di ben dieci piazze di campagna italiane su 14 monitorate, sono collocati temporalmente a seguito dei ribassi all'ingrosso intervenuti dal 10 settembre in poi.

Significativi i prezzi delle quattro piazze dove pure si registra stabilità: tra le quali si confermano Ancona, Macerata e Perugia, inchiodate ad un comunque anacronistico 200 euro alla tonnellata di prezzo medio per il grano duro fino. Altra piazza che resta stabile è Campobasso, aggrappata a 276,50 euro alla tonnellata.

Grano duro fino, prezzi all'origine per piazza monitorati ieri da AgroNotizie su dati Ismea
Piazza Data
di
Rilevazione
Prezzo
medio in
Euro alla
tonnellata
Variazione
sulla
settimana
precedente
Condizoni
di
Vendita
Milano 22-09-20 288,50 -1,00% F.co magazzino-arrivo
Ancona 21-09-20 200,00 0,00 Franco azienda
Bari 21-09-20 278,50 -3,10% Franco azienda
Macerata 21-09-20 200,00 0,00 Franco azienda
Matera 21-09-20 280,00 -6,70% Franco azienda
Perugia 21-09-20 200,00 0,00 Franco azienda
Firenze 18-09-20 227,50 -0,90% Franco azienda
Grosseto 17-09-20 254,50 -3,20% Franco azienda
Foggia 16-09-20 277,50 -3,50% Franco azienda
Catania 15-09-20 252,50 -1,90% Franco azienda
Napoli 15-09-20 295,00 -0,80% F.co magazzino-arrivo
Palermo 15-09-20 252,50 -1,90% Franco azienda
Campobasso 14-09-20 276,50 -0,00 Franco azienda
Ferrara 14-09-20 278,00 -0,40% Franco azienda

Ancora una volta, le perdite maggiori si registrano sulle piazze del Sud, a cominciare da Matera, che fino alla settimana precedente resisteva su un prezzo medio di 300 euro alla tonnellata e cede di colpo ben 20 euro a tonnellata, accompagnata da Foggia, Bari e con le piazze siciliane e Napoli via via su toni più sfumati.

Al Centro ed al Nord risultano negative Grosseto, che scivola di 9 euro alla tonnellata, e Milano, che scende sotto la linea dei 290 euro alla tonnellata di prezzo medio, mentre si registrano perdite contenute al di sotto dell'1% a Firenze e Ferrara.

Per un raffronto coi prezzi della scorsa settimana è possibile consultare l'articolo del 17 settembre.
 

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export prezzi mercati

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