Grano duro fino, tira aria di ribassi

Il balzo in avanti della produzione in Nord America taglia i prezzi all'ingrosso da Foggia a Milano, passando per Napoli, Roma e Bologna. Mentre tengono ancora quelli all'origine, se pur con fatica. Cali per i frumenti esteri nelle ultime sedute

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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ll cereale nazionale sule piazze all'ingrosso di Bari ed Altamura resta stabile

Uno spettro si aggira tra i mercati del grano duro fino: la produzione nordamericana 2020, che potrebbe realizzare il quarto maggior raccolto degli ultimi 30 anni. Ma nonostante i timori di una offerta eccessiva, dal 1° settembre, data alla quale erano note le prime stime ufficiali sui raccolti di Usa e Canada attestati complessivamente ad oltre 8,6 milioni di tonnellate cubiche, fino a ieri l'indice dei prezzi Usa per il grano duro invernale è diminuito di appena 5 punti base.

In Italia, il cereale pastificabile nazionale, su sette borse merci monitorate ne presenta cinque in calo e due stabili. Segno meno e per 5 euro alla tonnellata per il Canadese di prima qualità sulla piazza di Altamura, al ribasso anche lo Spagnolo a Bari, ed i grani duri comunitari ed extracomunitari quotati alla granaria di Milano. Mentre per il momento resistono i prezzi sulle piazze all'origine, con cali contenuti e sette piazze su 14 che alla ripresa delle rilevazioni di Ismea presentano gli stessi valori medi di fine luglio.
 

Borsa merci Roma

Ieri, alla Borsa merci di Roma, il grano duro fino nazionale, provenienza Lazio, alle condizioni di "franco partenza" Iva esclusa, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi e proteine minime al 12%, è stato fissato a 265 euro alla tonnellata sui valori minimi e 270 euro sui massimi, in calo sulla precedente seduta del 2 settembre di 5 euro alla tonnellata. Sulle quotazioni raggiunte il 29 luglio il cereale pastificabile ha perso 8 euro alla tonnellata.
 

Borsa merci Foggia

Il 9 settembre 2020 l'Osservatorio prezzi della Borsa merci di Foggia ha registrato per il grano duro fino nazionale - peso specifico 78 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime 13%, alle condizioni di "franco partenza luogo di stoccaggio" e Iva esclusa - un calo dei prezzi di 3 euro alla tonnellata, attestandosi a 292 euro alla tonnellata sui minimi e a 297 sui massimi. Su questa piazza il cereale ha perso 3 euro alla tonnellata dal 29 luglio.
 

Associazione granaria di Milano

Secondo il listino pubblicato dall'Associazione granaria di Milano l'8 settembre, sulla piazza lombarda, il grano duro fino nazionale, alle condizioni "escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento", assume i seguenti prezzi a seconda delle provenienze:
  • Produzione Nord Italia, con proteine minime 13,5%, 291 euro a tonnellata sui minimi, 298 euro sui massimi, in calo di 2 euro a tonnellata sulla seduta del 1° settembre; pertanto, dal 28 luglio questa provenienza segnala una diminuzione di 4 euro alla tonnellata.
  • Produzione Centro Italia, con proteine non determinate, 302 euro a tonnellata sui minimi, 307 euro sui massimi, in calo di 2 euro a tonnellata sulla seduta del 1° settembre; pertanto dal 28 luglio questa provenienza presenta una diminuzione di 5 euro alla tonnellata.
  • Produzione Sud Italia, non quotata.
Il generico frumento duro non comunitario è stato quotato a 295-306 euro alla tonnellata e risulta pertanto in calo di 2 euro sulla precedente seduta del 1° settembre; pertanto sul 28 luglio si registra una diminuzione del prezzo di 7 euro.

I frumenti duri esteri comunitari presentano quotazioni in calo di 2 euro sulla seduta del 1° settembre con una valutazione di 296 euro alla tonnellata sui minimi e 301 euro sui massimi, pertanto la perdita sui valori del 28 luglio è pari a 4 euro alla tonnellata.
 

Borsa merci di Bari

Il listino della Borsa merci di Bari dell'8 settembre segnala ancora stabilità per il grano duro fino di produzione nazionale, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, proteine minime 13%, peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di "franco partenza/arrivo" e Iva esclusa. Il cereale ha confermato le quotazioni di 294 euro alla tonnellata sui minimi e 299 euro sui massimi della seduta del 1° settembre. Dal 28 luglio su questa piazza il cereale pastificabile perde 2 euro alla tonnellata.

In calo invece i prezzi del frumento estero. Sulla piazza di Bari il grano duro Spagnolo con proteine al 13% scende a 279 euro sui minimi e 284 sui massimi, perdendo ben 4 euro sulla precedente seduta del 1° settembre. Le perdite complessive dal 28 luglio per questo cereale sono di 13 euro alla tonnellata. Permane non quotato il Canadese con proteine al 15%.
 

Associazione granaria meridionale in Borsa merci di Napoli

L'Associazione granaria meridionale l'8 settembre scorso alla Borsa merci di Napoli ha fissato il prezzo per il grano duro fino nazionale, alle condizioni di "franco arrivo", qualificato con proteine comprese tra 12 e 15% e con peso specifico 79/80 chilogrammi per 100 litri in 295 euro alla tonnellata sui minimi e 300 sui massimi, registrando un calo di 5 euro alla tonnellata sui soli valori massimi. Su questa piazza sul 28 luglio si registrano cali di 5 euro alla tonnellata sia sui valori minimi che su quelli massimi. Non sono stati quotati i grani duri esteri.
 

Associazione meridionale cerealisti di Altamura

L'Associazione meridionale cerealisti di Altamura ha compilato l'ultimo listino il 4 settembre scorso, e i prezzi per il cereale pastificabile nazionale, alle condizioni di "Iva esclusa resa franco arrivo ad Altamura", qualificato con proteine minime del 12% e peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri, sono stati fissati in 285 euro alla tonnellata sui minimi e 290 sui massimi, stabili sulla rilevazione del 28 agosto. Dal 31 luglio su questa piazza il cereale pastificabile nazionale registra una diminuzione di 4 euro alla tonnellata.

Su questa stessa piazza, il cereale pastificabile estero Canadese di prima qualità è stato fissato in pari data a 299 euro alla tonnellata sui minimi e 302 euro sui massimi, in calo di 5 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 28 agosto. Dal 31 luglio il Canadese di prima qualità su questa piazza ha ceduto 10 euro alla tonnellata di valore.
 

Borsa merci Bologna

L'ultimo listino della Borsa merci della Camera di commercio di Bologna data 3 settembre e qui il grano duro fino nazionale - qualificato con proteine minime al 13% ed un peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri - provenienza Nord Italia, alle condizioni di "franco partenza" è stato fissato a 280 euro alla tonnellata sui minimi ed a 285 euro sui massimi, in calo di 3 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 27 agosto. Sulla seduta del 30 luglio il cereale pastificabile su questa piazza ha perso parimenti 3 euro alla tonnellata.
 

I prezzi all'Origine Ismea rilevati da AgroNotizie ieri

La sorpresa di questa settimana è la sostanziale tenuta dei prezzi all'origine del grano duro fino nazionale sulle principali piazze sondate da Ismea. E questo non solo perché su 14 province monitorate da AgroNotizie ieri, ben 11 risultano stabili sulla settimana precedente mentre solo tre denunciano cali contenuti entro il -1,3% (Firenze).

Grano duro fino, prezzi all'origine per piazza monitorati ieri da AgroNotizie su dati Ismea
Tabella prezzi grano - 10 settembre 2020
A colpire è soprattutto il fatto che i prezzi della tabella sovrastante solo in alcuni casi sono molto minori da quelli monitorati da AgroNotizie su Ismea il 29 luglio 2020.

Intanto ben sette piazze su quattordici risultano addirittura avere lo stesso prezzo medio rilevato intorno a fine luglio ed hanno nomi di mercati profondi ed importanti, come Foggia (297,50 euro alla tonnellata), Matera (310,00 euro alla tonnellata) e le piazze siciliane di Palermo e Catania (262,50). A prezzi inchiodati anche la pattuglia di piazze all'origine dell'Italia centrale tra Umbria e Marche, già molto svalutate, e tutte ferme a 200,00 euro alla tonnellata di prezzo medio da luglio: Perugia Ancona, Macerata.

Se su nessuna piazza si registrano rialzi, è pur vero che tra le altre sette, che hanno continuato a subire i ribassi nel corso del mese di agosto e nella prima fase di settembre, solo in un paio di casi si registrano veri e propri scivoloni.

Ricominciando da Sud colpisce il caso di Bari, che tra fine luglio e fine agosto fa registrare una perdita del 4,96%, non molto diverso da quello di Campobasso (- 2,98%), entrambi seguiti da Napoli (-1,64) con calo meno vistoso. In discesa nel mese di agosto le piazze toscane, con Grosseto che segna un cospicuo -4,12% e che soffre più di Firenze (-2,11%). Nel Nord perdono colpi sia Milano (-2,38%) che Ferrara (-1,74%).

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export prezzi mercati

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