Accordo Ceta, tra centrocampisti e formaggi

Diminuite le esportazioni di formaggi certificati e aumentate quelle di grano "di forza" dal paese Nord Americano. Pare che gli accordi fra Ue e Canada per l'agricoltura italiana non abbiano per ora il migliore degli effetti

Duccio Caccioni di Duccio Caccioni

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La vendita di Parmesan, versione americana del Parmigiano reggiano, va alla grandissima
Fonte foto: © Weissblick - Fotolia

Della famosa farfalla che con un battito d'ali in Amazzonia può causare un tornado in Texas si è già scritto molto.
L'effetto farfalla ha mille applicazioni e per esempio potremmo sostenere che la produzione di un formaggio in Canada può causare l'acquisto di un centravanti di spinta dall'altra parte del globo.

Non è un esempio peregrino il presidente della squadra per cui tifo dalla nascita che è infatti anche il più grande formaggiaio d'America. Siccome la vendita di Parmesan (la versione americana del Parmigiano reggiano) va alla grandissima spero che il mio presidente allarghi i cordoni della borsa facendo tornare la squadra "a far tremare il mondo" (e se non vi intendete di calcio cercate su internet…).

E' un classico caso di conflitto interiore: dunque son felice come tifoso ma estremamente triste e contrariato sia come agricolo sia come consumatore. Pare infatti che gli accordi Ceta fra Ue e Canada, che sono entrati in vigore in via provvisoria il 21 settembre 2017, (e, sottolineiamo, in attesa di ratifica da parte dei 28 parlamenti nazionali) per l'agricoltura italiana non abbiano per ora il migliore degli effetti se è vero che sono diminuite le esportazioni di formaggi certificati e aumentate quelle di grano "di forza" dal paese Nord Americano.

E devo purtroppo prevedere che i miei conflitti interiori aumenteranno.
Per risolverli però, per favore, non chiedetemi di cambiare squadra.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: import/export unione europea formaggi accordo

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