Grano duro, si ferma la corsa dei prezzi anche in campagna

All'ingrosso Foggia conferma la stabilità su 290 euro alla tonnellata e all'origine quasi tutte le principali piazze del Mezzogiorno d'Italia non registrano rialzi. Secondo Bmti si va verso la stabilità

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Aumenta l'import di grano duro Canadese, anche se permangono preoccupazioni sulla sua qualità

I prezzi all'ingrosso del grano duro fino nazionale al Sud si confermano stabili per la seconda seduta consecutiva ieri - 13 novembre 2019 – sui 290 euro alla tonnellata sui massimi alla Borsa merci di Foggia, stessa quotazione del 6 novembre e del 30 ottobre. Proprio nell'ultima seduta del mese scorso si era invece verificato un balzo di 10 euro sul quella del 23 ottobre, pure a prezzi invariati sulla precedente. Resta il fatto che i prezzi di Foggia dalla seduta del 18 settembre sono cresciti di ben 30 euro alla tonnellata e che per rintracciare quota 290 euro alla tonnellata bisogna risalire alla seduta del 14 ottobre 2015.

Ismea al contempo registra sui mercati all'origine il ritorno di prezzi stabili su tutte le piazze del Sud monitorate più di recente: Bari, Matera, Foggia, Catania, Palermo e Napoli. Solo a Campobasso fa capolino un lieve rialzo (+ 0,10 euro sui minimi e +0,20 euro sui massimi). In questa fase di mercato si tengono su valori superiori alla Borsa merci di Foggia i prezzi in campagna di Bari e Napoli.

La Borsa merci di Bari, il 12 novembre, registra prezzi stabili per il cereale pastificabile nazionale sull'ultima seduta del 4 novembre. Sulla piazza barese si fermano anche i prezzi dei grani duri Spagnolo e Canadese di prima qualità, con quest'ultimo che conferma la massima quotazione di stagione con ben 302 euro alla tonnellata.
 

Bmti, prezzi verso la stabilità

Secondo l’ultima newsletter “Cereali” di Borsa merci telematica italiana, per i prezzi all’ingrosso del grano duro fino “I rialzi di ottobre dovrebbero lasciare spazio ad una fase di maggiore stabilità, sulla scia – evidenziano gli operatori intervistati – di un rallentamento della domanda. Sullo sfondo rimane l’incognita legata alla qualità del raccolto canadese.
“Ottobre - scrive ancora Bmti - è stato segnato da un forte aumento dei prezzi del grano duro nazionale, sostenuti dalla domanda di prodotto da parte dell’industria. Inoltre, sempre secondo la medesima fonte “Il mercato italiano ha continuato a risentire anche dei problemi nella raccolta in Nord America a causa del maltempo, con la possibilità che una parte del prodotto sia da destinare ad uso zootecnico”.
I prezzi del grano duro fino – analizzati tramite il Fixing indicativo nazionale camerale - hanno raggiunto i 263 euro alla tonnellata, mettendo a segno una crescita del +7,2% rispetto a settembre.

“Un’accelerazione che ha consentito ai prezzi di tornare ai massimi da novembre 2015" sottolinea Bmti, che conferma la crescita delle importazioni: "Tra il 1° luglio e il 21 ottobre sono giunte in Italia oltre 530mila tonnellate, pari a più del doppio (+130%) importato nello stesso periodo del 2018”.
 

Prezzi all'ingrosso a Foggia

Il grano duro fino nazionale mietitura 2019, proteine minime 12% e peso specifico 80 chilogrammi ogni 100 litri, ha visto ieri, 13 novembre 2019, la sua diciannovesima seduta di stagione alla Borsa merci della Camera di commercio di Foggia. E l'Osservatorio prezzi ha riscontrato la stabilità delle quotazioni di questo raccolto sulla seduta dello scorso 6 novembre, pervenendo a 285 euro alla tonnellata di prezzo minimo e 290 di massimo alle condizioni "franco partenza luogo di stoccaggio".
Tali prezzi restano maggiori di 18 euro alla tonnellata rispetto alla seduta del 9 ottobre e di 35 euro sovrastanti quella del 31 luglio 2019. Ma i 290 euro spuntati ieri superano di ben 66 euro i valori del 14 novembre 2018, attestati a 224 euro sui massimi, il 29,46% in più.

Il cereale pastificabile conferma così da tre sedute la sua maggiore quotazione degli ultimi quattro anni e un mese. Infatti, per avere un prezzo massimo a Foggia identico alla quotazione attuale, occorre tornare alla seduta del 14 ottobre 2015, quando, in fase discendente, il cereale toccò per l'ultima volta i 290 euro sui massimi e i 285 euro sui minimi.

I valori conseguiti con i rialzi di stagione compresi dal 26 giugno a ieri si attestano complessivamente a 60 euro sopra quelli del 19 giugno, data dell'esordio di stagione commerciale. E sono prezzi che superano di 42 euro quelli di fine campagna commerciale del 29 maggio 2019: attestati a 243,00 euro alla tonnellata sui minimi e 248,00 sui massimi.

Rispetto alla diciottesima seduta, si presenta sempre stabile, sia sui valori massimi che su quelli minimi, il grano duro biologico, che si conferma ieri a Foggia a 420,00 euro alla tonnellata sui minimi e 430,00 sui massimi. In questo caso valori superiori di 30 e 35 euro a quelli dell'ultima quotazione della mietitura 2018, che aveva chiuso il 29 maggio scorso con 390 euro a tonnellata sui minimi e 395 sui massimi. Curiosità: in un anno, dal 14 novembre 2018, il progresso del prezzo del grano duro bio è stato di ben 65 euro, il 17,80% in più.
 

Borsa merci di Bari

Il 12 novembre 2019 alla Borsa merci di Bari, il prezzo del grano duro fino nazionale - peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime 13% - si è attestato a 286 euro alla tonnellata sui minimi ed a 291 euro sui massimi, stabile sulla seduta precedente del 4 novembre, ma con un valore superiore di 25 euro alla tonnellata rispetto alla seduta del 27 agosto scorso. Dal 30 luglio 2019 l'aumento registrato su questa piazza è di 26 euro.

Cereali esteri: il grano duro Spagnolo, con proteine al 13%, è alla sua sedicesima quotazione e conferma i 296 euro alla tonnellata sui minimi e i 301 sui massimi, della seduta del 4 novembre scorso. Rispetto al 3 settembre scorso, il cereale iberico ha guadagnato 33 euro alla tonnellata.

Il grano duro Canadese di prima qualità, con proteine minime al 15% ugualmente conferma i 300 euro alla tonnellata sui minimi ed i 302 euro sui massimi della seduta precedente, arrestando una corsa al rialzo durata 8 sedute di fila. Il Canadese risulta cresciuto complessivamente di 48 euro alla tonnellata dall'ultimo ribasso, confermando la sua massima quotazione del 2019.
 

Prezzi all'origine: tutte le piazze del Mezzogiorno d'Italia

Bari
All'origine Ismea rileva a Bari l’11 novembre 2019 il frumento duro fino nazionale alle condizioni "franco azienda" a 287 euro alla tonnellata sui minimi e 292 euro di prezzo massimo, stabile sulla rilevazione precedente del novembre. Tali valori sono superiori a quelli rilevati dall'istituto il 26 agosto 2019 di 30 euro - sia sui minimi che sui massimi - quando il cereale stazionava a 257-262 euro a tonnellata.

Matera
A Matera, alle condizioni di "franco azienda" Ismea rileva il grano duro fino nazionale l’11 novembre 2019 a 265 euro alla tonnellata sui valori minimi e 280 sui massimi. Tali valori risultano stabili rispetto a quelli registrati dall'Istituto il 4 novembre. Il 29 luglio scorso il cereale pastificabile era attestato a 243 euro alla tonnellata sui minimi e 246 sui massimi; da allora l'incremento del prezzo è stato di 34 euro alla tonnellata sui massimi e di 22 euro a tonnellata sui minimi.

Foggia
A Foggia alle condizioni di "franco azienda", Ismea ha rilevato il 6 novembre 2019 il grano duro fino nazionale a 283 euro alla tonnellata sui valori minimi e 288 sui massimi, prezzi stabili sul 30 ottobre 2019, ma cresciuti rispetto al 28 agosto di 33 euro a tonnellata. Il cereale pastificabile su questa piazza secondo Ismea ha guadagnato ben 43 euro a tonnellata sui prezzi del 31 luglio 2019.

Sicilia
Sulle piazze di Palermo e Catania i prezzi del grano duro fino rilevati da Ismea il 5 novembre scorso alle condizioni "franco azienda" hanno confermato i 255 euro sui minimi ed i 260 sui massimi già rilevati dell'Istituto il 29 ottobre. Con questi valori le due piazze siciliane presentano prezzi maggiori di 45 euro a tonnellata sulle rilevazioni dell'Istituto effettuate il 20 agosto. Si tratta del più vistoso recupero tra i prezzi all'origine attuali su quelli dell'estate scorsa.

Napoli
A Napoli i prezzi del grano duro pastificabile alle condizioni "franco magazzino arrivo" rilevati da Ismea il 5 novembre risultano stabili sui valori registrati il 29 ottobre 2019 dall'Istituto, attestati a 297 euro sui minimi ed a 300 sui massimi. A Napoli la crescita dei prezzi dal 20 agosto al 29 ottobre è pari a 27 euro sui minimi e 28 euro sui massimi.

Campobasso
A Campobasso il 4 novembre 2019 Ismea ha rilevato il prezzo del grano duro fino alle condizioni "franco azienda" a 236,30 euro alla tonnellata sui minimi e 242,70 sui massimi, valori in crescita: sui minimi di 0,10 euro alla tonnellata e di 0,20 euro sui massimi rispetto alla precedente rilevazione del 28 ottobre scorso. I prezzi del 4 novembre appaiono minori di euro 0,20 sui minimi rispetto al 29 luglio - quando Ismea rilevava 236,50 euro la tonnellata - ed in rialzo di euro 1,20 sui massimi raggiunti in quella data, pari a 241,50 euro.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export biologico prezzi mercati

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